Psyvariar  0

Quanto tempo è passato dall’ultima volta che avete giocato con uno spara e fuggi? Nonostante i tempi che cambiano e l’evoluzione videoludica che talvolta non si limita all’estetica, Taito ha pensato che fosse passato davvero troppo tempo, e ha riportato il genere su PS2 con la conversione di due coin-op usciti nelle sale non proprio di recente.

Buzz!

Abilità, dicevamo. Taito ha focalizzato l’attenzione proprio sulla destrezza dei giocatori, considerata punto focale di Psyvariar: schivando i colpi nemici da distanza ravvicinata (provocando una scintilla sullo scafo della vostra navicella), otterrete dei punti esperienza (chiamati “Buzz”) capaci di aumentare la vostra potenza, nonché l’assetto del veicolo.
Vista la quantità immensa di proiettili a cui andrete incontro, non sarà difficile totalizzare qualcosa come trecento Buzz consecutivi (il mio record personale mi pare sia poco sotto i quattrocento): le navi aliene sparano raffiche con traiettorie particolari, che talvolta coprono l’intero schermo e lasciano libere solo delle zone precise. Imparare il modus operandi degli avversari, in definitiva, è la chiave per ottenere i risultati migliori.
Ciò nonostante, talvolta evitare di essere abbattuti sarà realmente impossibile, e in quel momento dovrete avere la prontezza di sparare una smart bomb per annullare le raffiche che stanno per colpirvi e, contemporaneamente, provocare un danno ai mezzi ostili presenti sullo schermo.
Questo tipo di approccio è sicuramente originale e interessante, ma un po’ troppo limitato: al giocatore non è permesso scegliere un veicolo diverso, o gestire le proprie armi (pochissime!). Il movimento dell’astronave talvolta è troppo lento per districarsi nel fuoco nemico, anche quando magari si riesce a capire la traiettoria giusta per cavarsela.
Inoltre, visivamente tutto è troppo caotico: il vostro fuoco e quello nemico a volte si confondono, e riuscire a fare delle schivate in quelle condizioni è un’operazione disperata.

I più forti hanno più possibilità

Il numero di Buzz totalizzato e il livello di potenza raggiunto influenzano anche lo svolgimento del gioco. Tra uno stage e l’altro, infatti, vi sarà data la possibilità di scegliere una destinazione differente (con relativo livello di difficoltà), di numero variabile a seconda dell’esperienza raggiunta.
Ambientazione a parte, comunque, la struttura dei livelli si somiglia in modo palese: un certo numero di navi nemiche, piccole e grandi, vi assalgono fino all’arrivo di un boss finale. Il tutto si svolge anche in tempi molto brevi, peraltro.
Dei due giochi presenti, la versione Revision è la migliore, come ho scritto in precedenza. Fondamentalmente per un discorso di giocabilità: la navicella si manovra meglio e le traiettorie del fuoco nemico lasciano qualche spiraglio in più, in modo da darvi la possibilità di cavarvela senza ricorrere sempre alle smart bomb (limitate, naturalmente).
La grafica del gioco è completamente poligonale. La navicella che controllate non è bellissima, mentre il design dei mezzi nemici rimane nella media per questo genere di produzioni. Niente di molto originale, insomma.
Gli sfondi mostrano una qualità altalenante: alcuni offrono qualche spunto interessante e ruotano in direzioni diverse, altri risultano davvero poveri e scarsamente colorati.
La colonna sonora, infine, è stracolma di melodie elettroniche orecchiabili ma non eccezionali.

Concludendo...

Einhander, per PSone, qualche anno fa mi lasciò un’ottima impressione di ciò che gli spara e fuggi potevano fare con la grafica poligonale. Psyvariar, invece, sembra rifiutare il progresso e procede per una strada a mio avviso sbagliata, trovando soluzioni che rimangono vincolate alla vecchia scuola e non tengono conto di quanto si è fatto di buono dall’avvento delle console a 128 bit, nei vari generi videoludici.
Dunque ci troviamo di fronte a un prodotto dedicato ai giocatori della “vecchia guardia”, che lo troveranno indubbiamente divertente (pur con tutti i limiti del caso) e apprezzeranno anche la possibilità di giocare in due contemporaneamente. Senza chiedersi se era possibile fare qualcosa di più.

    Pro:
  • Originale sistema di potenziamento
  • Due giochi in uno
    Contro:
  • Livelli corti
  • Grafica non adeguata alla console
  • Estremamente limitato

Complete Edition

Il gioco comprende entrambe le proprie incarnazioni: Psyvariar Medium Unit e il suo seguito, Psyvariar Revision. Dopo l’introduzione, è possibile scegliere con quale dei due cimentarsi.
Il primo è naturalmente più “anziano”, dunque meno complesso graficamente e con qualche lieve differenza nella struttura di gioco (niente di che, solo la possibilità di utilizzare un’arma diversa), mentre il secondo l’ho trovato migliore sotto il profilo della giocabilità… tra poco vi spiegherò perché.
Innanzitutto la storia, liquidata tramite rapidissime schermate testuali (poco interesse a farla leggere?): il pianeta è minacciato da un’armata aliena, e voi siete l’unico uomo capace di utilizzare l’energia psichica a un certo livello, a bordo di un veicolo spaziale appositamente studiato per tradurre le vostre capacità in potenza di fuoco.
Dunque vi lanciate nello spazio e cominciate un massacro indiscriminato verso ogni cosa che si muove, ricevendo in cambio miliardi di raggi laser e bombe da schivare.
Un tasto per sparare, uno per attivare la classica smart bomb e uno per far ruotare la navicella, in modo da ottenere un attacco con maggiore potere perforante: per imparare a giocare con Psyvariar, non ci vorranno ore. Come nella tradizione degli spara e fuggi, ci sono poche regole e la cosa che conta di più è l’abilità.