Una galassia di puzzle  5

Il seguito di uno dei puzzle game più stupefacenti degli ultimi anni torna su DS. Successo garantito?

Con il primo Puzzle Quest, i programmatori di Infinite Interactive riuscirono a creare un mix di elementi ben poco originali (un puzzle match 3 e un semplice rpg) che però combinati assieme diedero vita ad un titolo intrigante e coinvolgente come pochi altri nel suo genere. A distanza di qualche mese, ovviamente incapaci di abbandonare un franchise nato sotto una stella tanto brillante, il team ha quindi partorito lo scontato seguito, in questa occasione sottotitolato Galactrix.

Puzzle stellare?

La trama, assolutamente trascurabile oltre che piuttosto noiosa e prolissa nei dialoghi, rappresenta un mero pretesto per giustificare in qualche modo il fatto che, spostando tessere colorate, il protagonista possa salvare l'umanità dalla minaccia aliena. La maggiore novità in questo nuovo episodio va sicuramente ricercata nella griglia di gioco, ora composta da elementi esagonali che si incastrano formando una specie di alveare. La necessità resta quella di mettere assieme (almeno) 3 elementi dello stesso tipo per farli scomparire e guadagnarne così le relative risorse, ma le gemme destinate a riempire nuovamente la scacchiera di gioco non scendono più dall'alto bensì da ogni direzione, nello specifico in base al verso in cui è stato spostato l'ultimo elemento.

Questa è fondamentalmente l'unica novità di rilievo di Galactrix, dato che tutti gli altri elementi sono stati grossomodo solamente ridisegnati e adattati alla nuova ambientazione del gioco. Ecco quindi che, come scritto in precedenza, resta necessario ottenere le risorse delle gemme dei vari colori non solo per ripristinare gli scudi della propria astronave, vero e proprio strumento di battaglia contro i vari nemici, ma anche per eseguire attacchi e colpi speciali da sbloccare nel proseguo dell'avventura (al posto delle magie); per togliere punti-vita al nemico di turno lo strumento principale sono comunque le tessere-mina numerate. L'equilibrio strategico, i concetti di attacco e difesa da tenere in considerazione e la presenza di colpi speciali continuano quindi a costituire l'ossatura di un puzzle game che però probabilmente aveva già trovato la quadratura del cerchio con Challenge of the Warlords. Una mescola praticamente perfetta che invece stavolta viene compromessa proprio dall'unica novità di rilievo; troppo spesso il caso, la fortuna, la sorte vanno ad intaccare in maniera eccessivamente marcata il "lavoro" del giocatore, che si ritrova quindi frustrato di fronte a sfide in cui i propri sforzi possono essere vanificati senza alcun reale demerito. Dispiace anche per la scomparsa delle "classi" tra cui scegliere il proprio personaggio; ora invece le possibilità di personalizzazione sono legate alle astronavi, che possono essere fino ad un massimo di tre con diverse caratteristiche di velocità o potenza d'attacco con le quali spostarsi all'interno dell'enorme mondo di gioco. Questo è costituito infatti da una galassia composta da moltissimi complessi planetari da esplorare, uniti tra loro da portali che vanno sbloccati tramite un minigioco piuttosto noioso e ripetitivo. Infine vanno segnalati alcuni problemi legati all'interfaccia, un po' troppo macchinosa e che genera qualche imbarazzo nell'utilizzo del pennino.

Multiplayer.it

7.6

Lettori (1)

7.7

Il tuo voto

Per chi ha amato il primo Puzzle Quest, Galactrix rappresenta un boccone amaro difficile da buttare giù. Lontano dall'essere un prodotto di scarsa qualità, la produzione D3 è però allo stesso tempo distante dall'equilibrio perfetto ottenuto con l'esordio della serie. Troppo condizionato dalla fortuna e dal caso nella sua fase principale, eccessivamente ripetitivo e lento nella progressione dell'avventura, Galactrix è un passo più lungo della gamba che i programmatori avrebbero dovuto valutare con maggiore attenzione.

PRO

  • Formula ancora buona e divertente
  • Longevità indiscutibile
  • Ambientazione spaziale affascinante

CONTRO

  • Meccanica di gioco frustrante troppo basata sulla fortuna
  • Dialoghi interminabili e noiosi
  • In generale, un passo indietro rispetto al predecessore