Ratchet & Clank: L'Altezza non ContaRatchet & Clank: L'altezza non conta - Recensione 

A un anno di distanza dall'uscita su PSP, Ratchet & Clank: L'altezza non conta arriva anche su PlayStation 2, con una conversione praticamente perfetta.

Il lavoro svolto per spingere la serie di videogame dedicati a Ratchet e Clank è stato finora ammirevole, e negli ultimi anni ha visto l'uscita appunto di Ratchet & Clank: L'altezza non conta per PSP, di Ratchet: Gladiator per PlayStation 2 e di Ratchet & Clank: Armi di Distruzione per PlayStation 3. Il passaggio del primo dei tre titoli da PSP a PS2 si basa certamente su motivazioni economiche, vista la larghissima diffusione della console e la relativa semplicità dell'operazione...

Le dimensioni contano!

Se avete già provato il gioco su PSP, lo ritroverete praticamente identico su PS2. I nostri Ratchet e Clank si godono il meritato riposo fra una avventura e l'altra, quando improvvisamente vengono interrotti da una giovane fan che vorrebbe scattare qualche foto di loro due in azione. Le cose si complicano quando dei nemici misteriosi rapiscono la ragazzina, e così i nostri eroi si troveranno a dover esplorare una serie di pianeti per ritrovarla, cercando di scoprire anche la natura di uno strano manufatto... Le prime fasi svolgono un po' il ruolo di tutorial e ci permettono di familiarizzare con il sistema di controllo del gioco, ovviamente migliorato rispetto alla versione PSP grazie alla presenza del secondo stick analogico. Ratchet può combattere utilizzando la sua fida chiave inglese gigante oppure attingere a un arsenale piuttosto vasto, che può essere arricchito raccogliendo le armi che si trovano in ogni stage. Le munizioni sono tutt'altro che infinite, dunque dovremo fare attenzione a raccogliere il "denaro" che scaturisce dall'eliminazione di ogni avversario, per poi spenderlo tramite appositi distributori di proiettili e potenziamenti.

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Furia pelosa

Una delle particolarità di Ratchet & Clank: L'altezza non conta riguarda l'uso delle armi: a parte la chiave inglese, che si può utilizzare anche per azionare alcuni dispositivi, le armi da fuoco dispongono di un sistema di puntamento standard ma anche in prima persona. Premendo uno dei tasti dorsali, infatti, potremo mirare direttamente verso i nemici, effettuando dunque dei colpi mirati. Mantenere la visuale in terza persona significa accettare un certo grado di imprecisione dei colpi, ma allo stesso tempo avremo la possibilità di scartare di lato mentre spariamo, azione che si rivela fondamentale fin da subito: i nemici non staranno a guardare, e cercheranno di colpirci in modi diversi. La gestione delle armi è un po' macchinosa, nel senso che ci sono solo due slot disponibili (uno occupato dalla chiave inglese) e per cambiare l'arma da fuoco bisogna aprire un apposito menu, mettendo dunque il gioco in pausa. Ogni arma può essere potenziata, accedendo sempre ai soliti distributori e pagando una certa somma di denaro. È chiaro che migliorare lo strumento con cui ci troviamo meglio rappresenta una buona strategia, ma concentrarsi contemporaneamente su tutte le armi può offrirci sempre delle manovre alternative.

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Realizzazione tecnica

Come accennato in precedenza, il gioco nella sua versione per PlayStation 2 è identico a quanto già visto su PSP, con i pregi e i difetti del caso. Per quanto concerne i primi, c'è da dire che abbiamo dei modelli poligonali ben fatti, dotati di una discreta animazione. Non ci sono difetti nel rendering né effetti di pop-up, gli scenari sono piuttosto "popolati" e il frame rate è ancorato ai trenta frame al secondo, senza incertezze di alcun tipo. I nemici sono abbastanza vari e numerosi, e vantano generalmente un buon design. L'altra faccia della medaglia è rappresentata da una generale mancanza di dettaglio negli stage: c'è l'impressione che le strutture siano tutte troppo semplici, complice la presenza di texture scarsamente definite, e l'uso dei colori non aiuta. Diciamo che c'è poca attenzione per i particolari, basta dare un'occhiata a com'è stata realizzata l'acqua, e non manca qualche piccolo difetto nella gestione della visuale. Il comparto sonoro può contare su di un ottimo doppiaggio in Italiano, accompagnato da musiche ed effetti di discreta fattura.

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Commento

Ci troviamo di fronte a una conversione fin troppo fedele, che da un lato permette a tutti i possessori di PlayStation 2 di cimentarsi con un titolo di ottima fattura per PSP, dall'altro rimane ancorato a limiti tecnici a cui si poteva lavorare nel passaggio verso una piattaforma maggiore. Ratchet & Clank: L'altezza non conta è un gioco divertente, abbastanza vario, che però nel confronto con un gioiello come Ratchet: Gladiator esce davvero malridotto, sia per quanto riguarda l'aspetto tecnico che per l'attenzione verso elementi forse marginali, ma che messi insieme possono fare la differenza tra un prodotto curato e uno che non lo è. Se siete fan della serie e possedete una PS2, Gladiator rimane l'episodio da avere assolutamente: questa conversione da PSP possiede certo dei pregi, ma rimane un gradino al di sotto. Pro: Tecnicamente ben fatto Giocabile e divertente Ottimo doppiaggio in Italiano Contro: Location troppo semplici Controllo un po' "scivoloso" Non all'altezza di Ratchet: Gladiator

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