Ratchet & Clank 3 recensito  5

Ad aggiungersi alle molte uscite di questo periodo arriva anche il nuovo gioiello di casa Sony, carico come una molla e pronto a divertire anche online!

Il mio nome è Clank, anzi Ratchet...anzi...ho mal di testa...

La trama di Ratchet & Clank 3 si erige sulle basi tipiche dei precedenti episodi. Abbiamo un pianeta da salvare, Veldin, ed un tiranno da sconfiggere, Nefarious. Il resto è tutto un pretesto per sollazzare il giocatore con divertenti gag, dialoghi decisamente bizzarri ed una pletora di personaggi spassosi come pochi. Troveremo oltre ai nostri protagonisti tante vecchie conoscenze, come l’assurdo capitano Qwark, mischiate a nuove leve assolutamente degne di nota. La voglia di prendere e prendersi in giro Insomniac Games sembra averla nel sangue, e non fa nulla per nasconderlo. Il risultato è un insieme di battute e siparietti degni di un film del celebre Mel Brooks ad offuscare la banalità di fondo di una trama monocorde.

La voglia di prendere e prendersi in giro Insomniac Games sembra averla nel sangue, e non fa nulla per nasconderlo. Il risultato è un insieme di battute e siparietti degni di un film del celebre Mel Brooks ad offuscare la banalità di fondo di una trama monocorde.

Il mio nome è Clank, anzi Ratchet...anzi...ho mal di testa...

La struttura di gioco sballotta lo strambo duo da un pianeta all’altro con missioni sempre piuttosto variegate, che uniscono più generi al fine di dare al giocatore continui stimoli. Un miscuglio di sessioni platfom, action e shooter non si trova tutti i giorni in un videogioco, soprattutto se miscelato con la dovizia e l’esperienza della softco locata a Burbank. Partiremo ogni volta a bordo della nostra imbarcazione interstellare, per poi proiettarci nella destinazione desiderata potendo scegliere fra quelle già visitate e quelle ancora inesplorate. In tal senso il backtracking risulta molto utile ai fini prettamente economici, in quanto ogni missione portata a termine regalerà al giocatore ulteriori prove da passare, che saranno, oltre che remunerative, anche avvincenti ed appaganti. I soldi servono perlopiù per accedere a nuove armi ed armature, che hanno un loro specifico peso per la buona riuscita del gioco. Utilizzare un’arma piuttosto che un’altra potrebbe realmente fare la differenza nel mondo di Veldin, indi risulta pressoché essenziale avere le finanze necessarie per l’acquisto dell’equipaggiamento. Il level design si adatta abbastanza bene agli stili di gioco presenti in Ratchet & Clank 3, spaziando con una certa disinvoltura dagli ambienti piuttosto ampi tipici degli shooter alle più classiche piattaforme sulle quali ballonzolare allegramente. A questa armoniosa sinfonia dedicata alla vivacità si aggiungono, inoltre, alcune chicche assortite. Nel corso dell’avventura, ad esempio, troveremo i vari capitoli di un videogioco interamente dedicato a Qwark, una sorta di platform/sparatutto bidimensionale curato e divertente con cui svagarci fra una missione e l’altra. Infine la novità più sostanziosa: il tanto atteso multiplayer col quale massacrarsi sia off che online in una specie di capture the flag molto consono agli FPS.

Ci sono! Il mio nome è Ratchet, anzi Clank...anzi...qualcuno può cortesemente chiamarmi un dottore?

Ratchet è un essere molto simile ad un felino, che come un felino si muove. La sua agilità nell’eseguire ogni sorta di evoluzione facilita di certo il compito di salvare una galassia, ma come ben sappiamo da sola non può bastare. Il sistema di controllo implementato da Insomniac Games funziona bene, per quanto complesso possa sembrare sulle prime battute. Come un camaleonte si amalgama ad ogni stile di gioco presente con una certa disinvoltura, presentando soluzioni efficaci per ogni situazione. Si poteva giusto migliorare l’interfaccia di selezione armi per rendenderla meno macchinosa, magari destinando il D-Pad all’equipaggiamento piuttosto che relegarlo all’inutilità del controllo del personaggio, adibito logicamente alla più prestante levetta analogica. I problemi veri purtroppo si verificano nelle situazioni più caotiche, con un lock on presente solo per certe armi e, in tal caso, non sempre affidabile. La mancanza, inoltre, di un tasto adibito alla rotazione di 180 gradi sull’asse si avverte in più di un’occasione. I combattimenti, così come le varie evoluzioni nel bagaglio del protagonista, risultano comunque piacevoli da effettuare ed in rare occasioni frustranti.

Ratchet è in grado di correre e saltare lateralmente proprio come negli shooter più tradizionali, oppure muoversi con tutta la libertà del caso per esplorare gli ambienti di gioco. Al doppio salto si interpone anche la possibilità di effettuarne uno molto più lungo, coadiuvati logicamente dalle eliche del buon Clank. Un utilizzo mirato del potenziale dell’eroe dalle orecchie pelose sarà quanto mai necessario per passare i tanti ostacoli posti nel gioco. L’ostacolo più grosso però, è a tutti gli effetti un sistema d’inquadrature piuttosto contorto ed impreciso. Nelle situazioni normali la camera funziona bene, seguendo senza dover essere aggiustata il percorso del personaggio, salvo poi ostracizzarsi dentro un cumulo d’imprecisioni piuttosto snervanti nelle situazioni di combattimento. Un’altalena, insomma, che se da una parte vola verso le stelle, dall’altra sprofonda negli inferi. Il lavoro svolto dai coder sull’engine grafico è invece di una squisitezza incredibile. Le ambientazioni poligonali, così come i modelli dei numerosi nemici che s’affacciano su schermo, sono ben costruite ed altrettanto ben architettate. Il tutto muovendosi con una fluidità che in rari casi espone bandiera bianca. Buone le animazioni e le texture in generale, altrettanto efficace è la scelta dei colori. Nota di merito per il doppiaggio interamente nella nostra nella lingua, che quasi adombra una soundtrack sempre in tema con le situazioni ed in taluni casi decisamente trainante.

Si poteva giusto migliorare l’interfaccia di selezione armi per rendenderla meno macchinosa, magari destinando il D-Pad all’equipaggiamento piuttosto che relegarlo all’inutilità del controllo del personaggio, adibito logicamente alla più prestante levetta analogica.

Ratchet & Clank 3 si può tranquillamente considerare il migliore esponente della serie. È un gioco immenso e longevo, vario per situazioni e stili di gioco. Oltre alle 20 ore abbondanti di main game, riesce ad offrire minigiochi e un'ottima sezione multiplayer anche online con altri tre giocatori, che permette di aumentare la votazione di mezzo punto per chi può godere di questa particolare modalità. Purtroppo incespica su qualche tronco situato sul suo percorso, ma la bontà del prodotto Insomniac Games è indiscutibile. Chi ha apprezzato i precedenti capitoli della saga s’innamorerà anche di questa terza parentesi dedicata all’effimero ed eccentrico mondo spaziale di Ratchet & Clank; chi invece non ha mai digerito la serie difficilmente inizierà a farlo però con questo terzo capitolo.

    Pro:
  • Vario e longevo.
  • Trama zeppa di clichè, ma divertente come poche.
  • Modalità multiplayer off ed online molto divertente.
  • Buon sistema di controlli…
    Contro:
  • …anche se ancora da perfezionare.
  • Camera talvolta inadeguata.
  • Non piacerà a chi non ha mai apprezzato la serie.

Il porcellino di porcellana. È questo infausto gioco di parole a mettere qualsiasi giocatore alle corde come un pugile che ne prende di santa ragione. Simile ad una tassa da cui non ci si può esimere, prima o poi arriva il momento di pagare un conto, di far arrivare tutti i nodi al pettine e di raccogliere i frutti della propria semina. Questo festival del luogo comune è indicato proprio in questo periodo dell’anno, dove in un solo mese tutte le major del panorama videoludico sparano i colpi più grossi nel tentativo di accaparrarsi più acquirenti possibili. Ricongiunto il cerchio, si torna al punto di partenza: quel porcellino di porcellana che si ciba solo di carta frusciante e robusta moneta. Un po’ come la storia della formica e della cicala, altro pesante luogo comune, chi ha risparmiato i propri soldi potrà ora abbuffarsi in questo florido contesto novembrino, viceversa, chi del risparmio non se n’è mai curato dovrà fare i conti con un digiuno mai così inopportuno. È un periodo meraviglioso per l’industry e di conseguenza per noi fruitori, che dovremo oculatamente ponderare ogni singola scelta. In questo straboccante scenario spunta un certo Ratchet & Clank 3, che zitto zitto si fa forte dell’esperienze passate per combattere contro autentici colossi dell’intrattenimento ludico. Serviranno tutte le migliori carte a disposizione di Insomniac Games per tentare l’impresa, carte che, a quanto pare, sembrano esser state buttate sul tavolo di gioco…