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I nostri soldati



La creazione del personaggio è il primo passo che muoviamo verso la guerra. Questa fase, se così si può chiamare visto quanto è scarna, è più una mera assegnazione dei vari punti alle caratteristiche del nostro alter ego. I personaggi che possiamo scegliere sono 3: il muscoloso, il ladro e l’intellettuale. E’ scontato che questi siano riconducibili per caratteristiche al guerriero classico, al ladro e al mago di un gioco di ruolo fantasy.
Questa fase, come detto in precedenza, non permette in alcun modo al giocatore di influire decisamente nell’ambito della creazione del personaggio. I punti a nostra disposizione sono soltanto quattro e di conseguenza la loro distribuzione è quasi ininfluente, a meno che non si decida di dedicarli ad un paio di caratteristiche soltanto. Consigliabile da questo punto di vista è indirizzare i punti nelle caratteristiche principali di ogni personaggio, caratteristiche che sono più alte rispetto alle altre e che differenziano il ladro ad esempio dal guerriero ecc, ecc.
Quindi ci troviamo con un ladro che ovviamente ha velocità ed agilità più alte, il muscoloso con forza e resistenza e il mago che fa della intelligenza la sua caratteristica peculiare insieme al carisma.
Non c’è traccia di una qualche opzione che ci permetta di modificare dal punto di vista estetico il nostro buon personaggio e questo un po’ ci rammarica. Infine anche le descrizioni non sono modificabili, ad eccezione del nome (e ci mancherebbe altro!).
Quindi una creazione del personaggio che certo non verrà ricordata per complessità ed importanza.

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I primi passi e i primi colpi



Dopo aver notato il primo filmato introduttivo, decisamente ben fatto, ci troviamo a muovere i primi passi nel gioco e le sorprese sono state molte, sia positive che negative.
La prima cosa che salta agli occhi è il fatto che lo scrolling della finestra di gioco è ancorato al personaggio principale. Questo aspetto, che a prima vista potrebbe risultare non influente, invece si abbatte negativamente sul gioco, perché non ci permette di ‘guardare’ cosa sta attorno al nostro personaggio. Da un punto di vista del pathos va tutto a vantaggio del gioco perché non sapendo cosa abbiamo vicino, viene creata una specie di atmosfera e di tensione tutta particolare. La paura di cosa ci sarà davanti, in alcuni punti del gioco, è molta.
Purtroppo però AW ha un difetto grave, che legato all’aspetto sopra indicato, ne mina la giocabilità. Il difetto grave, anche se si dovrebbe parlare di mancanza, è la non possibilità di modificare la risoluzione grafica. L’area di gioco è sostanzialmente molto piccola e non permette al giocatore di avere una visuale ampia di cosa circonda il proprio personaggio. Tutto questo poteva essere in parte ovviato settando risoluzioni video più alte, ma questa opzione purtroppo non è presente nel gioco. Quindi, la sensazione sgradevole di voler vedere cosa sta davanti, ad un paio di metri dal nostro personaggio ma non poterlo fare, è piuttosto alta.
Sostanzialmente Another War conferma che la scelta, fatta tempo fa con Pool of Radiance 2, di tenere la finestra di gioco fissa, è senza dubbio una scelta sbagliata. Infine questo aspetto non permette in alcun modo di poter pianificare i nostri attacchi ed è quindi evidente che la parte strategica, nel titolo Mirage, è quasi assente.

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I primi passi e i primi colpi

Un'altra situazione che ci ha colpito dopo i primi minuti di gioco è la complessità dei dialoghi. Tutti ottimamente tradotti in italiano, i dialoghi rappresentano la vera sorpresa di Another War e il vero lato positivo di questo gioco. Bastano poche battute per capire come questi siano ripresi dalla struttura di Planescape Torment, quasi come se gli sviluppatori abbiano in qualche modo omaggiato il gioco della Black Isle.
Oltre a riportare le normali conversazioni, i dialoghi sono in larga parte, anzi maggiormente, incentrati verso la descrizioni delle sensazioni del personaggio con cui stiamo parlando, verso la descrizione del suo aspetto fisico ecc ,ecc. E la situazione non è diversa quando ci avviciniamo ad un oggetto.
Possiamo senz'altro affermare che la localizzazione di Another War è una delle migliori mai viste su un rpg ed è di gran lunga il miglior pregio del gioco.

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Il gameplay

I primi giorni di gioco fanno apprezzare il titolo quanto basta, soprattutto se si riesce a fare un compromesso con i problemi di scrolling della finestra.
La trama è piuttosto avvincente ed originale e le quest del gioco, anche se non molte, sono piuttosto varie e non tutte indirizzate allo sterminio incondizionato di qualche npc per risolvere una missione. La grafica è piuttosto buona per quanto riguarda gli sfondi, mentre è un po’ deficitaria nei movimenti dei personaggi (per chiarezza è lo stesso problema di cui risente Divine Divinity).
L’interfaccia di gioco non fa gridare al miracolo; in alcune circostanze risulta piuttosto pesante, quando poche funzioni occupano una intera nuova schermata video, ma nel complesso non ha difetti gravi e fa egregiamente il proprio dovere.
Purtroppo però, continuando a giocare, dopo i primi giorni emergono altri difetti che minano la valutazione complessiva del gioco. Primo fra tutti il respawn dei nemici e i combattimenti che, di conseguenza, ci troviamo ad affrontare. Il problema principale è nella loro difficoltà ma anche nella loro frequenza! Troppi, decisamente e dannatamente troppi!
Inoltre dobbiamo evidenziare come il combattimento in Another War non necessiti di alcun accorgimento tattico, componente che a mio avviso è fondamentale in un buon rpg.

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L'enigma

Il dubbio a questo punto si pone: comprare o non comprare Another War?? Penso si possa dire che Another War non vale il prezzo pieno di un gioco proprio a causa dei vari difetti che la recensione ha sottolineato. Al tempo stesso però reputo che il titolo Mirage sia da provare e giudicare, quando calerà il suo prezzo, perché l'ambientazione è decisamente singolare ed ha anche molto fascino.
Infine una riflessione: Mirage bocciata??
Clamorosamente no!
Siamo assolutamente convinti che il nostro settore abbia bisogno di sviluppatori che hanno il coraggio di creare giochi di ruolo nuovi ed originali, non limitandosi quindi a scopiazzare titoli più blasonati sviluppando cloni su cloni (del famoso effetto doom il nostro mondo dei crpg non ha proprio bisogno).
La Mirage ha dimostrato di saperci fare ed Another war lo dimostra ed adesso attendiamo con fiducia Another War II. Infatti il seguito, che è già in sviluppo da mesi, potrebbe essere decisamente un buon gioco col quale divertirsi anche solo riproponendo lo schema del primo capitolo e risolvendone i suoi difetti.

Concludendo

Ecco, in sintesi, il nostro parere su Another War:


Presentazione: 7
La domanda è quasi scontata: perché soltanto sette quando nella recensione si è parlato di una delle migliori localizzazioni degli ultimi anni?
La localizzazione da sola vale un buon 9 ad Another War, peccato che la confezione sia in stile dvd e soprattutto che i cd del gioco, ben 4, risiedano uno sopra l’altro! Decisamente non sufficiente. Continuiamo a dire che è quasi indecoroso presentare al pubblico un gioco in una confezione dvd con quattro cd incastonati uno sopra l’altro.
Inoltre AW ha subito da parte del distributore italiano una pessima distribuzione: era molto difficile trovarlo nei negozi, anche parecchi giorni dopo la sua release. Ci chiediamo come mai questa superficialità da parte del distributore?


Grafica: 6
Le immagini di fondo dimostrano che la grafica complessivamente sia sulla sufficienza. A dei buoni fondali si uniscono dei movimenti dei personaggi quasi sufficienti.
Ovviamente se cercate un’ottima grafica per un gioco di ruolo in due dimensioni penso sia superfluo dire che dovrete cercare altrove e in titoli più blasonati come ad esempio Icewind Dale II.


Sonoro: 6
Il sonoro è decisamente anonimo, senza arte e senza parte. Non verrà ricordato in futuro ma, nel suo complesso, non risulta fastidioso e merita la sufficienza.


Gameplay: 5
La vera pecca di Another War.
Combattimenti ripetuti e frustranti dopo il secondo capitolo, uniti al difetto di scrolling della finestra che non permette alcuna strategia. Il tutto si riassume in una azione di selezione ripetuta del nemico e nella sua uccisione. Anche l’utilizzo del party non permette di ovviare in qualche modo a questo difetto perché l’assenza di movimento della finestra di gioco non ci permette di gestire al meglio il nostro gruppo e di tendere ad esempio imboscate mandando avanti un determinato personaggio e mantenendo il resto del party nascosto.
Incomprensibile l'impossibilità di gestire l'inventario dei nostri compagni di avventura.


Valutazione complessiva: 59/100
Dare un voto definitivo ad Another War è piuttosto difficile. Il gioco è come se al suo interno vedesse scontrarsi due ‘anime’. L’originalità dell’ambientazione, l’ottima trama e i fantastici dialoghi si scontrano con i difetti già menzionati in sede di recensione.
Il vero test, per lo sviluppatore polacco, sarà quello di dimostrare con Another War II di aver risolto difetti del primo capitolo e di proporci un gioco migliore. Noi siamo fiduciosi.


Daniele "Falcocadarn" Falcone


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Concludendo





Sito ufficiale: http://www.anotherwar.com/
Sviluppatore: Mirage
Publisher: Cenega
Distributore: Leader
Anteprima - Intervista

Introduzione



Il secolo appena passato è stato protagonista di molte guerre ed apocalissi e l’umanità, per molti versi, ha toccato il punto più basso della sua storia e del suo percorso morale. Questo periodo storico è senza dubbio quello che abbraccia i primi 50 anni del novecento. In soli 50 anni, poco meno di 2/3 della vita di un individuo, l’uomo, ma è senza dubbio più giusto dire l’Occidente, si è reso protagonista di ben due guerre ‘mondiali’.
In questi due conflitti è quasi incalcolabile il numero di vite umane che si sono spente in nome di politiche espansionistiche e di visioni distorte di politiche statali aberranti.
Nonostante le atrocità e le devastazioni, specie durante la Seconda Guerra Mondiale, questo percorso storico è ancora oggi uno dei più affascinanti e soprattutto uno dei più seguiti e richiesti. I documentari si susseguono incessanti da anni e così le trasmissioni di approfondimento e di dibattito. La ragione di questo è senz’altro riconducibile a due fattori: il fascino che la Seconda Guerra Mondiale ed i suoi protagonisti suscitano ed il fatto che questo secondo conflitto ha posto le basi per la ricostruzioni del sistema internazionale moderno (nb sistema che rischia il collasso dopo i recenti avvenimenti in Iraq).
Il fascino degli anni '40 non poteva non venir notato, analizzato e ‘sfruttato’ dagli sviluppatori di videogiochi. Anche in questo settore i games ambientati nelle seconda guerra mondiale sono molti ed alcuni godono di un successo piuttosto ampio.
Singolare da questo punto di vista è il nostro settore che si basa in genere su ambientazioni fantasy e quindi è poco incline a vedere i propri giochi in un era post moderna. Eppure, nonostante questo, uno sviluppatore ambizioso, la Mirage, ha deciso di cimentarsi nello sviluppo di un gioco di ruolo ambientato nella seconda guerra mondiale. Senza ombra di dubbio questa è una scelta coraggiosa perché gdr in genere è sinonimo di draghi, cavalieri, castelli ecc, ecc. Il rischio piuttosto evidente quindi è stato quello di vedere il consumatore guardare a priori Another War con sospetto e distacco.