Rugby Challenge 2006 - Recensione  1

I creatori di Jonah Lomu Rugby dopo circa undici anni ci riprovano e tornano sul mercato con Rugby Challenge 2006, in uscita per Xbox, PlayStation 2 e Pc, come dire per chi la palla la preferisce ovale.

40000 spettatori, stadio gremito e inni nazionali

Rugby Challenge 2006, uscito per Xbox, PlayStation 2 e Pc, si presenta subito bene, con moltissime licenze ufficiali delle competizioni più importanti tra cui la Guinnes English Premiership, la Celtic League, la lega italiana, quella francese e quelle dei campionati più importanti del mondo, senza tralasciare il Sei nazioni e la European Cup. Le competizioni alle quali partecipare quindi non mancheranno di certo. Per un gioco sul rugby, sport molto seguito dagli appassionati, ma purtroppo considerato minore se non altro dai media, è fondamentale che l’approccio per l’utente comune sia graduale, in modo da aiutarlo ad imparare senza troppe difficoltà le varie possibilità offerte da questa lotta per la palla ovale. La stessa osservazione devono averla fatta anche in casa Ubisoft e, infatti, hanno dotato Rugby Challenge di un valido tutorial che permette all’utente meno smaliziato di apprendere il gioco e le sue regole. Una volta capito come effettuare con successo tutti i movimenti ci si può sbizzarrire nello scegliere la modalità nella quale competere, si va dalla tradizionale Carriera, ai campionati nazionali più importanti, alla modalità Sfida nella quale potremo rigiocare gli incontri più importanti che hanno fatto la storia di questo entusiasmante sport.

Rugby Challenge 2006 è orientato molto più all’arcade piuttosto che alla simulazione vera e propria.

La Carriera è sicuramente la scelta principale, nella quale ci accolleremo il rischio di portare una squadra di infimo livello ai vertici del rugby mondiale, grazie alla possibilità di operare sul mercato con i dovuti investimenti e soprattutto grazie agli allenamenti ai quali sottoporremo i nostri giocatori. Sono state inserite inoltre anche modalità accessorie nelle quali cambiano leggermente le regole stesse del gioco, ad esempio nella “Patata bollente” ogni giocatore non potrà tenere la palla per più di tre secondi, nel “Rugby dei vecchi tempi” si emulerà il rugby storico nel quale non si faceva la tradizionale meta ma i punti li si faceva calciando verso la porta, e per finire in “Superstar” prima del fischio d’inizio sceglieremo un giocatore che sarà l’unico a poter segnare la meta durante l’incontro. Non possiamo certo dire che il gioco manchi di varietà. Il sistema di controllo è abbastanza buono ed è molto incentrato sulla rapidità di esecuzione e sulla semplicità. Con la combinazione di due o tre tasti riusciremo a completare anche le azioni più complesse. La rapidità ed al tempismo nella pressione dei pulsanti sarà fondamentale nelle mischie, durante le quali sarà decisivo fermare più volte l’indicatore al momento giusto per vincere lo scontro. Inutile negare che l’approccio dato dagli Swordfish Studios è orientato molto più all’arcade piuttosto che alla simulazione vera e propria.

Riuscito a metà

Se quindi il gameplay anche se molto semplificato, risulta promosso senza troppi problemi, così non è per il comparto tecnico. Pur essendo la prima produzione Ubisoft in questo ambito, conoscendo il team di sviluppatori ci aspettavamo qualcosa di più. La pulizia grafica è abbastanza buona mentre purtroppo la realizzazione dei giocatori lascia alquanto a desiderare, non solo nell’aspetto (solo i più famosi sono stati ricreati fedelmente) ma soprattutto nelle animazioni ai limiti dell’accettabile. Le divise invece sono state riprodotte fedelmente in accordo con le numerose licenze acquisite dal gioco. L’editor del gioco, sviluppato abbastanza bene permette poi di modificare l’aspetto dei nostri campioni preferiti. Le telecronaca, come anche gli effetti sonori, è abbastanza buona anche se scolastica e non raggiunge vette particolari, rimanendo ad un livello prettamente accademico. Incredibilmente è assente una modalità che sfrutti il gioco online, purtroppo gli scontri in multiplayer devono svolgersi esclusivamente “dal vivo” e sono limitati a quattro partecipanti.

Multipiattaforma

Il gioco è identico per tutte e tre le piattaforme sulle quali è distribuito, da notare i classici piccoli vantaggi della versione Xbox rispetto a quella PlayStation2 e cioè una maggior pulizia grafica e dei caricamenti più veloci.

Rugby Challenge 06 rappresenta il primo prodotto di Ubisoft in questo campo e di certo questo si nota. Il gioco in sé è discreto, giustamente gli sviluppatori hanno puntato sull’immediatezza per cercare di catturare l’attenzione anche dei non appassionati, purtroppo però la cosmesi grafica è troppo scarna ed incide non poco sul godimento del titolo. La longevità è assolutamente garantita dalla presenza di moltissime modalità, alcune completamente innovative, e dalla lunga serie di campionati ufficiali presenti. La mancanza comunque di alternative valide rappresenta un discreto vantaggio per Rugby Challenge 06, se volete quindi un’alternativa a Rugby 06 di EA non potete lasciarvi scappare l’ultima creazione degli sviluppatori di Jonah Lomu Rugby.

    Pro
  • Immediato e divertente
  • Moltissime licenze ufficiali
  • Multiplayer fino a quattro giocatori…
    Contro
  • …solo offline
  • Tecnicamente solo sufficiente

A pochi giorni dall’immeritata sconfitta dell’Italia contro l’Irlanda nel torneo delle Sei Nazioni, la passione per la palla ovale si riaccende con l’ultimo prodotto della linea sportiva di Ubisoft, Rugby Challenge 2006. Sviluppato dagli Swordfish Studios, già autori in passato di World Championship Rugby nel 2003 e del più vecchio Jonah Lomu Rugby del 1995, il titolo della casa francese si propone come la più valida alternativa al Rugby 06 di Electronic Arts, esaminiamolo nel dettaglio.