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Redazione

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WWX Rumble RosesRumble Roses 0

Ragazze super-sexy dai corpi mozzafiato che si picchiano in abiti succinti sul ring a suon di calci. Un gioco sulle Dive della WWE? Quasi. E' l'ultimo picchiaduro Konami.

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Partiamo subito col dire che il fattore giocabilità è piuttosto deludente. Per chi ha amato e apprezzato l’elevato realismo di titoli quali WWE, l’impatto col gameplay di RR lascia alquanto basiti. Intendiamoci, non è che esso sia scadente, tutt’altro, ma non riesce ad offrire quel livello di sfida, di controllo sui Pg che ci si aspetterebbe da un qualsiasi picchiaduro decente. Quel che appare chiaro da tutto ciò è che probabilmente sia stata proprio una scelta dei programmatori quella di rendere molto semplice la giocabilità di questo titolo, forse proprio per offrire al videogamer la possibilità di concentrarsi sull’evento “spettacolare” in se, quello dell’incontro di due bellezze sinuose su di un ring. I combattimenti fra le ragazze sono infatti facilmente gestibili ed elementari, combo comprese. Il sistema di controllo è di conseguenza poco complesso. Si fa tutto con un tasto: col Cerchio, a seconda dei movimenti effettuati contemporaneamente con la croce direzionale, si effettuano le prese oppure si può tentare la schienata dell’avversario, con il quadrato si eseguono i calci e i pugni, e con il tasto X si corre. Con i Tasti R/L si possono effettuare alcune devastanti contro-mosse o colpi speciali previo caricamento di apposite barre suddivise in tre categorie: Killer Move, Lethal Move e Humiliation Move, il cui nome è gia tutto un programma...

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Uno spettacolo per gli occhi...

Con soli dieci personaggi selezionabili, e altrettanti alter-ego, la longevità non è certo il punto forte del gioco, anche se c’è da dire che i tre livelli di difficoltà disponibili, uniti ai vari costumi ed extra da sbloccare grazie allo Story Mode, potrebbero far pensare il contrario. Il problema semmai è capire chi ha voglia di portare realmente a termine tutto quello che c'è da completare solo per un paio di bikini alternativi o per delle gallery. In tale contesto l’elemento portante del titolo Konami diventa inevitabilmente il comparto grafico. Le prosperose ragazze sono rappresentate in maniera estremamente curata: corpi sinuosi, sexy, in alcuni casi strabordanti dalle sensuali vesti che indossano e che variano dalle tutine sadomaso di al più tradizionale bikini o perizoma di. I capi di abbigliamento scelti dai grafici per le lottatrici strizzano palesemente l’occhio al fetish più estremo. Dalla cow-girl alla sexy infermiera passando perfino alla ragazza in costume da scolaretta orientale, ce n’è per tutti i gusti. Ognuna delle ragazze è caratterizzata molto bene fisicamente, con modelli 3D piuttosto grandi che vantano la bellezza di oltre 10.000 poligoni per la loro realizzazione. Il tutto viene alfine esaltato da una ottima scelta della palette di colori. Inutile aggiungere come tutto ciò si traduca in uno spettacolo visivo per gli occhi di noi comuni mortali. Il sonoro si attesta su discreti livelli di qualità: discreto il doppiaggio delle ragazze, in inglese, buoni gli effetti di fondo durante gli incontri (il brusio della folla e i vari urlettini delle wrestlers), belle le musiche rockeggianti (alcune sono cover di brani di gruppi famosi come ad esempio i Van Halen) che accompagnano l'ingresso verso il ring delle lottatrici, con tanto di ammiccanti siparietti mutuati dalle Diva’s della WWE.

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Conclusioni

Rumble Roses è da considerarsi a tutti gli effetti la risposta Konami (e Ps2) all’xboxiano (SIGH) Dead or Alive Beach Volley di Tecmo: belle ragazze svestite che si esibiscono in uno sport pretestuoso, in questo caso la lotta, atto solo allo scopo di mostrarcele nel loro splendore estetico con tanto di zoomate sulle parti più rotonde dei loro corpi. Un gioco concepito di fatto più per la gioia degli occhi che per quella regalata da una giocabilità valida e appagante. Un titolo nell’insieme discreto, bello da vedere ma un po’ meno da giocare, quindi. Cosa che, probabilmente, come detto in fase di recensione, era anche l’obiettivo dei programmatori. Pro: Grafica ok, bella caratterizzazione estetica delle lottatrici. Divertente, a patto di giocarlo senza eccessive pretese. Contro: Alla fine poco longevo. Gameplay poco appagante.

Longevità questa sconosciuta

Le modalità a disposizione sono sostanzialmente due, Story Mode ed Esibizione. La Modalità Storia è completamente diversa da quanto ci si aspetterebbe da un titolo del genere. Troppo breve (si risolve nel giro di una decina di incontri intervallati da altrettante cut-scenes e dialoghi che dinapano la storia) e con una trama alquanto insensata e fuori luogo in un contesto simile. Dietro al torneo di lotta, infatti, scopriremo presto che si cela un perfido piano teso alla scoperta della guerriera perfetta ed alla conquista del mondo… Viceversa la Modalità Esibizione è quella che risulta più variegata ed interessante. Anche se limitata, come gia detto per lo Story Mode, da un numero esiguo di incontri, è qui che viene offerta insolitamente la possibilità di lottare per il titolo di Rumble Roses e l’interessante variante ai soliti match di effettuare delle scommesse con l’avversaria di turno su quelli che devono essere alcune regole dello scontro, come non usare armi o non scendere dal ring, ad esempio, oppure utilizzare o meno attacchi speciali, fattori che in un modo o nell’altro possono successivamente incrementare il livello di bontà o malvagità del Pg. Influenzando l’andamento degli incontri e sbloccando i vari "alter ego" delle lottatrici. Una volta ottenuto il 100% dell’uno o dell’altro livello sarà possibile affrontare l'incontro finale, che, vinto, vi assegnerà la cintura ci campione del mondo di RR, difesa la quale con successo almeno una volta dopo la finale, permetterà alfine di sbloccare la Modalità Galleria. In questa modalità, che sarebbe forse più opportuna definire “Voyeaur” oltre ad apprendere le statistiche della lottatrice in questione potremo ammirarla mentre si allena in palestra oppure mentre ancheggia in costume da bagno sulla spiaggia.

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Vengono chiamate le “Rose scatenate”, e vedendole combattere sul ring non ci si può non trovare d’accordo con tale definizione. Le protagoniste dell’ultimo titolo Konami, Rumbe Roses appunto, sono davvero belle e spietate. Questo titolo segna l'esordio della sofcto nipponica nel campo dei picchiaduro “su ring”, settore che stranamente vista la storia di questo gigante che produce videogames dagli inizi degli anni 80, non era mai stato tenuto in considerazione. La Ps2 vanta gia' parecchi titoli dedicati al wrestling e obiettivamente tutti di gran livello ed è forse per questo che la Konami ha deciso di tentare un approccio un po’ diverso a questo sport. Rumble Roses, e ciò appare chiaro, è un gioco che rende omaggio alle Diva’s della WWE delle quali amplifica taluni aspetti spettacolari, e all’acclamato, almeno dai possessori Xbox, Dead or Alive di Tecmo.