Sonic e il Cavaliere Nero - Recensione  21

Re Artù, Camelot, Excalibur... il mito bretone salverà questa avventura di Sonic dall'oblio videoludico?

Quando un nuovo gioco con Sonic per protagonista si affaccia sulla scena videoludica, tratteniamo sempre il respiro. La reazione ormai varia generalmente da un "oh no!" casuale al "speriamo bene!" dei più granitici sostenitori di quella che amiamo ancora definire "mamma Sega". E' innegabile purtroppo che il porcospino blu, mascotte della leggendaria software house giapponese, abbia perso un po' la sua identità negli ultimi anni, cambiando genere e formato talmente spesso che ogni tanto ci si dimentica delle sue origini platformiche, quando era l'acerrimo rivale di Super Mario, tanto da mettere in difficoltà Nintendo stessa. Ma Sonic non si arrende, e cerca ancora di trovare un posto nel nuovo, caotico brodo primordiale che è il mercato dei videogames del 2009: dopo il modesto Sonic e gli Anelli Segreti, Sega ci riprova su Wii raccontando una nuova favola della buonanotte...

L'apparenza che inganna

A prima vista sembra tutto davvero bellissimo: curatissimi filmati in computer-graphic ci introducono a questa nuova avventura per Sonic, trasportato per magia dalla maga Merlina nel regno di Camelot, in una dimensione parallela dove i nemici hanno fattezze ben note e Re Artù è malvagio e crudele. Sonic dovrà impugnare la leggendaria spada del mito bretone - o quasi - per porre fine alla crisi e tornare nel suo mondo. Fin qui, nulla di strano: una storia favolesca ed eccentrica, narrata tramite sequenze in CG e dialoghi statici, perlopiù doppiati in inglese (e sottotitolati in italiano) con una certa cura che rende sopportabili anche alcune battute un po' misere del copione. L'attenzione per il dettaglio riposta dal Sonic Team è notevole e perfino navigare tra i menù dall'aspetto simile a una pergamena antica è piacevole e intrigante. Tecnicamente il gioco è certamente di buon livello, a parte una telecamera piuttosto rognosa l'aspetto visivo è più che soddisfacente: gli stage garantiscono una discreta varietà e sono ricchi di dettagli ed effetti grafici che ne impreziosiscono la visione. Anche la colonna sonora non delude: ritmo e frenesia sono le sue caratteristiche principali, come di consueto per la serie che ha sempre proposto tracce sonore di ottimo livello. Insomma, fatte queste premesse Sonic e il Cavaliere Nero sembrerebbe finalmente l'hit del porcospino blu che aspettavamo da anni. E invece, l'ottimismo crolla inesorabilmente non appena si impugna il Wiimote e si viene a patti con il gameplay...

Il bel gioco dura poco

Con la precedente incarnazione videoludica del porcospino blu, Sonic Unleashed, abbiamo avuto l'impressione che il Sonic Team stesse tornando sui binari giusti, proponendo quantomeno una manciata di stage fedeli allo spirito originale della serie, divertenti e frenetici. In effetti, con Sonic e il Cavaliere Nero si torna davvero sui binari, ma questi conducono inesorabilmente a un vero e proprio baratro. E' vero, il gioco propone una corposa dose di extra per allungare il brodo, tra i quali una ladderboard online, un sistema di collezionamento e scambio di oggetti tra Codici Amico, una sorta di battle-royale multigiocatore e merita menzione il fatto che non si giochi solo nei panni di Sonic. Ma è anche vero che per fare tutto questo bisogna venire a patti con un gameplay veramente deludente. Sonic corre nei vari stage del gioco: vorremmo dire che corre a perdifiato dall'inizio alla fine rallentando occasionalmente, invece Sonic corre per qualche secondo e poi si ferma per combattere una manciata di nemici, disposti sul suo tragitto in copiose quantità per fermarlo, una sorta di checkpoint dove il gioco "cambia" e la fase platformica si interrompe per dar luogo ai combattimenti. Cosa che sarebbe anche divertente se l'intero sistema non si riducesse a un vago e casuale scuotimento del Wiimote: il sistema non riconosce neanche il movimento preciso del controller che in qualunque modo venga spostato riproduce sempre lo stesso attacco. E' possibile compiere delle manovre evasive o effettuare un attacco speciale, ma ogni scontro, compresi i boss di fine stage, si riduce allo scuotimento frenetico e totalmente illogico del Wiimote, che permette di sbarazzarsi dei nemici, compresi i suddetti boss, senza un minimo di riflessione. Le frequenti interruzioni del ritmo per dar luogo a inutili scontri in cui si agita il braccio a caso, input per giunta interpretato con una discreta lentezza, rendono l'esperienza frustrante, estremamente semplicistica e fisicamente faticosa. E davvero purtroppo c'è poco altro da aggiungere.

Commento

Con Sonic e il Cavaliere Nero tecnicamente il Sonic Team ha sviluppato un buon prodotto, ma una volta cominciato a scuotere il Wiimote a ripetizione ci si rende conto della sua povertà di idee e profondità. Nel giro di pochi minuti subentra un'inesorabile noia e la voglia di progredire nell'avventura, se non altro per scoprirne il finale, subisce un colpo di grazia perfino dallo stress fisico che comporta. E' un peccato vedere come ogni avventura 3D di Sonic finisca sempre col generare un conflitto interno; Sonic Team vuole certamente provare a rinnovare il franchise ma, forse, l'unico e vero Sonic resta ancora quello lineare e bidimensionale degli anni novanta. I fan del porcospino apprezzeranno un po' questa sua ennesima incarnazione, tutti gli altri farebbero meglio a guardare altrove.

Pro

  • Sonic & co. sono sempre un pro
  • Tecnicamente curato e di buon livello
Contro
  • Gameplay pessimo
  • Fisicamente frustrante