Space Empires V - Recensione  0

Space Empires ritorna. Siamo al quinto capitolo. E l'accademia dello spazio è ancora qui, anche se per l'ennesima volta, si rivela non per tutti.

L'infinito dello spazio

Forte di una tradizione più che decennale e di meccaniche di gioco quantomai solide e collaudate, il quinto capitolo della serie si può permettere l'aggiunta di numerosissimi e spesso inaspettati dettagli che, nel complesso, non fanno altro che offrire al videogiocatore un ambiente di gioco tanto dettagliato quanto libero e praticamente infinito. Proprio come lo spazio.
Anche solo cominciare una prima partita in Space Empires V non è questione da poco. Anzi. Dover scegliere la propria razza con tanto di cultura, sistema di governo, caratteristiche morfologiche e tanto, tanto altro, può addirittura mettere in difficoltà... e pensare che siamo solo all'inizio.
Una volta arrivati, finalmente, alla schermata della nostro primo sistema solare il tutto diventa – almeno apparentemente – più semplice e, magari scontato. Partendo dal nostro piccolo ed insignificante pianeta natio dovremo fare espandere la nostra civiltà, attraverso i viaggi spaziali, la colonizzazione di nuove galassie, la ricerca di nuove tecnologie, la gestione dei rapporti con gli altri popoli alieni e, in ultima analisi, con l'uso smodato della forza. In Space Empires V, ognuno di questi aspetti viene analizzato, dettagliato, spolpato ed offerto alla mercè del videogiocatore con un livello di profondità talvolta perfino eccessivo. Soprattutto per tutti quelli per cui Civilization IV è un titolo troppo complesso e magari complicato.
Tanto per cominciare, la colonizzazione di un pianeta non è semplice come ci si potrebbe aspettare. Non tutti i pianeti sono inizialmente colonizzabili e, anche se lo fossero, altre variabili come la grandezza, il clima, le risorse presenti e il tipo di atmosfera potrebbero rendere praticamente inutile la colonizzazione di un pianeta. L'esplorazione dello spazio alla ricerca di pianeti ricchi ed ospitali si rivelerà quindi una delle prime priorità. L'universo offerto da Space Empires V appare di dimensioni decisamente generose e, anche nel caso del setting minimo, la lentezza dell'esplorazione e del ritmo di gioco, unito al fatto che nello spazio ci sentiremo soli per parecchi turni rappresenterà, dopo la definizione dei parametri della partita, il secondo importante esame per capire se Space Empires farà per noi.

il quinto capitolo della serie si può permettere l'aggiunta di numerosissimi e spesso inaspettati dettagli

L'infinito dello spazio

Per fortuna, pur nella solitudine dell'esplorazione, in Space Empires V abbiamo sempre un sacco di cose da fare tra un turno e l'altro.
Come ad esempio la possibilità di definire il design delle nostre stesse navi stellari. A seconda del grado di ricerca raggiunto dalla nostra cultura avremo una scelta più o meno ampia di armi, scudi, motori, dispositivi scientifici ed altri ammennicoli vari da piazzare su uno dei diversi livelli dello scafo. Le possibilità a disposizione del giocatore sono virtualmente infinite. O quasi insomma.
E poi i combattimenti non sono un semplice esercizio di matematica: i designer della Malfador Machination hanno pensato bene di offrire la possibilità di seguire in prima persona (con tanto di visuale libera in 3D) le battaglie e, magari, di prendere le redini delle nostre flotte. Sia nello spazio, che nel caso di assalto ai pianeti.
La stessa ricerca tecnologica non è gestita come siamo ormai abituati per un classico strategico a turni, ovvero con un albero di scelte che, mano a mano che si avanza nel gioco, mette a dispozione del giocatore una o più opzioni tra cui decidere quale nuova tecnologia sviluppare. Infatti, in maniera decisamente più verosimile ma - almeno da certi punti di vista - anche più impegnativa, il giocatore potrà portare avanti più ricerche contemporaneamente, decidendo quale percentuale del budget totale investire in ognuna di esse. E poi, per ogni singola tecnologia, potremo di volta in volta avere a disposizione altri livelli di conoscenza, mettendoci quindi di fronte ad un albero tecnologico a dir poco immenso.
Una volta avvenuto il famoso First Contact con una razza aliena, potremo poi mettere in atto una vasta scelta di operazioni di spionaggio (e controspionaggio) decidendo quante e quali risorse investire nei confronti di ogni civiltà. A livello diplomatico le opzioni a disposizione sono sterminate e consentono di portare avanti la gestione dei rapporti iniziali prima e delle trattative poi in una maniera difficilmente riproposta da altri titoli del genere, tanto in ambito single player quanto multiplayer.

Tanta potenza, controllo difficoltoso

Non dobbiamo dimenticare un altro dei punti cardine del gioco: la personalizzazione. Ricordiamo con piacere le numerose partite via email (allora esisteva solo il modem a 33,6 Kbps) portate avanti con una versione “customizzata” di Space Empires II che vedeva coinvolti Ferengi, Klingon, Cardassiani e tante altre culture prese a prestito dall'universo creato da Gene Roddenberry. Ecco, come se non bastasse l'immensa libertà a livello di meccaniche di gioco, Space Empires V permette la personalizzazione dell'intero gioco, grazie al supporto nativo per lo sviluppo di MODification in grado di cambiare tanto l'aspetto delle astronavi, quanto gli elementi dell'interfaccia grafica o addirittura il comportamento degli imperi gestiti dal computer.
Visto che parliamo di tradizioni, arriviamo a quella meno benvenuta tra quelle riproposte ai giocatori da Malfador Machination: stiamo parlando di una certa serie di bachi ed imperfezioni che possono minare qua e là l'esperienza di gioco. Del resto, fin dai primi capitoli, gli sviluppatori non hanno mai lesinato nel supporto post-vendita e, anche grazie all'aiuto ed al testing sul campo della comunità, i singoli capitoli della serie Space Empires si sono sempre evoluti nel corso degli anni. Non sappiamo dire quanto questo sia effettivamente un difetto, tuttavia, almeno allo stato attuale delle cose (nel momento in cui scriviamo siamo arrivati alla patch v1.33) il gioco sembra avere raggiunto un grado di maturità e stabilità più che sufficiente.
Qualcuno si starà chiedendo il livello in campo grafico e audio. Gli screenshots disseminati in questo paio di pagine dovrebbero essere di per sè già abbastanza espliciti: anche considerando la tipologia di gioco, siamo qualcosina in più rispetto al minimo sindacale. Sul fronte audio, si segnalano una manciata di traccie davvero niente male e quantomai in linea con l'atmosfera di gioco. Qualcuno potrebbe anche rinunciare ad aprire il proprio player MP3 preferito. Almeno per le prime ore.
A proposito di sinfonie concludiamo, e ci dispiace farlo, con un'ultima nota stonata: l'interfaccia utente. I dati da gestire sono tanti, le informazioni da leggere ancora di più ed il sistema di controllo offerto dal gioco non aiuta più di tanto. Anche dopo diversi giorni di gioco, sovente vi soffermerete a chiedervi come raggiungere quella tal schermata informativa o come accedere a quell'altra sezione di gioco. Peccato, perchè un'interfaccia più user-friendly avrebbe reso probabilmente più appetibile il titolo, anche a tutti quei giocatori che non vivono certo di pane e turni.

Requisiti di Sistema


Requisiti minimi:

  • Windows 95 con DirectX 7
  • Processore 500 GHz
  • Spazio su disco 500 MB
  • Lettore CD ROM
A meno che non abbiate un PC dello scorso millennio, non avrete particolari problemi a far girare il gioco.

Commento

Nel genere degli strategici a turni, Space Empires V può seriamente ambire a definirsi come il più completo e profondo, tuttavia non riesce a fregiarsi come il più divertente. Neppure nell'ambito degli strategici spaziali (palma che attualmente spetta, almeno se escludiamo Master of Orion 2, a Galactic Civilization 2).
L'interfaccia utente, ostica e poco intuitiva. L'inizio di gioco lento. Lo spaesamento generale e il non immediato feedback sull'effetto delle proprie azioni, non fanno che rendere Space Empires un titolo di elitè che però non mancherà di soddisfare tutti i puristi del genere.
Perfetto per i "malati" del genere, un po' meno per neofiti e strateghi della domenica che si "accontentano" di Civilization. Ecco, diciamo che a Space Empires V manca quel dono innato di donare profondità di gioco senza introdurre complessità di utilizzo. Del resto non si può sempre avere tutto.

Pro

  • Gameplay collaudato e profondo
  • Il top del genere, in quanto a scelte proposte e liberta di azione
  • Possibilità di personalizzazione praticamente infinite
  • Adatto anche per configurazioni PC ormai vetuste ed obsolete
Contro
  • Interfaccia utente ostica
  • Per qualcuno potrebbe risultare troppo complesso e prolisso
  • Ritmo di gioco piuttosto lento

Per molti il brand Space Empires e, soprattuto, il nome Malfador Machination potrebbe voler dire assolutamente nulla. Eppure, questa piccola software house californiana, nata più di dieci anni fa solo per poter pubblicare il secondo capitolo della serie Space Empires, è uno dei rari esempi (assieme a nomi come Spiderweb, apprezzata casa di sviluppo di cRPG “vecchio stile”) di software house indipendente in grado di offrire un prodotto di nicchia pronto a soddisfare palati fini e quantomai esigenti in barba alle logiche di mercato che invece esigono sempre di più titoli piatti e di facile utilizzo.
Space Empire V si conferma, nuovamente, come l'alta accademia degli strategici 4X (Explore, Expand, Exploit, Exterminate) e, come tale, paga necessariamente pegno rivelandosi in più di un frangente un titolo esigente e scontroso, in grado però di donare esperienze ricche e profonde a tutti coloro pronti a chiudere un occhio su aspetti prettamente estetici e non restii ad investire parecchie ore del proprio tempo libero.