Speedball 2: Brutal Deluxe  0

A distanza di oltre dieci anni il titolo dei Bitmap Brothers più esplicativo torna in veste ufficiale per stregare i possessori di Game Boy Advance. Saprà, come allora, imporsi come un titolo irresistibile e ad imprimersi nell'immaginario delle nuove generazioni come fece in passato?!

Quando il gioco si fa duro...

Inserire la cartuccia di S2 nel GBA era per me un evento di cui non avevo avuto presagio, quindi immaginate la mia commozione quando ho potuto stringere fra le mani un pezzo di storia, credevo che sarei rimasto soddisfattissimo del gioco (chiamiamolo conversione), ma invece...
Lo Speedball è un gioco cruento dove vince solo il più forte, due squadre composte di nove elementi (più tre riserve) si affrontano in un'arena metallica in una sorta di palla a mano dove però la palla è d'acciaio, i giocatori sono tutti potenziati artificialmente ed il campo di gioco è ricco di strani dispositivi e dispensa bonus che possono favorire decisivamente la vittoria. Nell'Anno di Grazia 2100 questo 'sport' è l'unico legalmente riconosciuto.
In qualità di giocatori potremo scegliere fra diverse modalità di gioco. Abbiamo la Partenza Veloce, nella quale sfidare una qualsiasi delle squadre avversarie disponibili, il K-O, in cui affrontare di seguito tutte le squadre che il computer sceglierà per noi (vincendo renderemo queste squadre selezionabili nella Partenza Veloce). Ci sono poi la Coppa, ovvero un torneo ad eliminazione diretta su quattro gironi, ed il Campionato, si parte dall'ultima posizione della serie B e bisogna arrivare primi nella serie A, nell'arco di ventotto incontri. In ogni modalità di gioco controlleremo la Brutal Deluxe, squadra esordiente e perciò fiacchissima. Mentre nella Partenza Veloce veniamo immediatamente catapultati nell'arena, nelle altre tre modalità avremo accesso ad una opportuna schermata attraverso la quale comprare e vendere giocatori oppure allenarli nella nostra palestra per potenziarne le abilità (che sono distinte in numerose classi); tutto ciò ha un costo e per finanziarci adeguatamente l'unico modo è vincere. Ora è il momento di scendere in campo.
L'azione è veloce, violenta e varia. Non necessariamente per vincere dovremo segnare nella porta avversaria, ma provocando falli (ovviamente non sanzionati), accendendo particolari moltiplicatori di punteggio e raccogliendo potenziamenti temporanei sparsi casualmente sul campo il nostro score finale potrebbe comunque risultare vincente. Soprattutto agli inizi, quando superare la difesa ed il suo guardiano sembrerà impossibile, ricorrere ad una strategia alternativa potrebbe essere la scelta migliore. Tuttavia, come nella migliore tradizione dei Bitmap Brothers, progredendo il livello di difficoltà raggiungerà un'infamia ragguardevole al quale ben pochi potranno tenere testa.

...I duri non giocano più

La mia commozione (di cui vi parlavo alcune righe sopra) ha però presto lasciato posto allo sconforto: nelle prime ore di gioco mi è stato impossibile vincere un qualsiasi incontro, dovendo affrontare tanto un livello di difficoltà esagerato (per gli inizi) quanto dei controlli a tutta prima impraticabili. Immaginate quindi la mia delusione. L'idea di stroncare il gioco balenava già per la mia mente e ora (dopo molte più ore di pratica) mi trovo a riscrivere buona parte della recensione che avevo scritto più per sfogo che per vocazione.
Ciò che subito lascia basiti è la totale assenza di un qualsiasi tutorial che istruisca al gioco, ma in una produzione di oltre dieci anni fa questo era normale e pertanto un peccato accettabile, tuttavia ne consegue un apprendimento molto travagliato. Gli avversari non si curano molto che noi siamo dei pivellini e ci daranno sonore lezioni di gioco mentre noi saremo ancora a cercare di assimilare il semplice quanto complesso sistema di controllo. Fulcro dell'azione è il tasto A omnifunzionale, infatti con esso effettueremo tiri, passaggi, scivolate, placcaggi e intercettazioni (sui tiri dei nostri compagni e degli avversari), inoltre quanto più prolungata sarà la sua pressione tanto più energica risulterà la manovra. Il tasto B si limita ad "annullare" nei menù di gioco, mentre avrei preferito devolvere a lui qualche funzione anche nell'arena. Capiterà agli inizi che nell'improbo tentativo di mettere a segno una qualsivoglia segnatura, vagheremo disordinatamente per il rettangolo di gioco premendo il tasto A come dei forsennati, senza la benché minima lucidità, tanto saremo confusi; in questi frangenti l'aver discriminato alcune azioni fra A e B sarebbe stato senz'altro comodo. Ma, ad un'analisi meglio ponderata, ritengo che devolvere ad A ogni compito sia stata la scelta migliore: con un po' di pratica (e molta caparbietà) riusciremo ad impiegarlo con la massima precisione come è stato concepito, ovvero capace di offrire la massima immediatezza possibile. I dorsali L o R dovrebbero permettere di far correre i giocatori, ma ancora non mi pare di avere avvistato alcun incremento di velocità, bha!! Tuttavia, la vera nota dolente dei controlli risulta essere invece la croce direzionale, assolutamente incapace di gestire i movimenti in maniera snella e precisa, comunque il demerito non va a Crawfish Interactive (autrice del porting su GBA) quanto a Nintendo stessa che avrebbe potuto optare per una croce ad otto direzioni reali, se non addirittura un piccolo stick (non credo sarebbe costato di più) quando ha progettato il suo nuovo handheld. Così come è risulta praticamente titanica l'impresa di eseguire un tiro ad effetto e semplicemente fiaccante lo spostamento diagonale, presto le falangi del pollice sinistro chiederanno una tregua! Continuando sulla scia dei difetti potrei aggiungere che altro motivo di sconforto è la mancanza cronica di nostri giocatori sull'area di gioco visualizzata, sembra non ci sia modo di richiamarli velocemente verso la palla quando è in mani avversarie oppure abbandonata a terra e qualora i nostri sono comandati dal computer se ne tengono sempre lontani. Tentare un intervento in scivolata è estremamente rischioso: se manchiamo l'obiettivo, il nostro giocatore continuerà a scivolare a lungo prima che il computer ce ne assegni uno nuovo da controllare. Sconfortante.
In ultimo vorrei comunque complimentarmi per l'ottima intelligenza artificiale dimostrata dagli avversari. Ogni squadra ha valori differenti per ogni caratteristica dei giocatori e dei vari comparti e così ognuna applica una tattica di gioco peculiare. Vedremo infatti centrocampi di sfondamento mirare dritti in porta affidandosi alla loro aggressività e forza bruta, altri meno aitanti fintare o attenderci per far filtrare la palla ai compagni, dribblare e andare a segno. Tutto ciò giova allo spettacolo ed alla complessità del gioco, che, ripeto, agli inizi potrò avvilire molti. Tuttavia capiterà spesso di affrontare squadre meno irresistibili delle precedenti, cosa molto gradita per recuperare facilmente denaro ed allentare la tensione, soprattutto del pollice sinistro ;-) .

Riassumendo

Speedball 2 per GBA è rimasto tale è quale all'originale: stesso inconfondibile stile grafico, medesimo accattivante accompagnamento sonoro, stessa complessa giocabilità. Nulla di nuovo è stato apportato quindi a quest'ultima voce e sebbene molti di noi che hanno amato l'originale potrebbero gioirne, parecchi probabilmente non amerebbero interfacciarsi col GBA. Con i controlli messici a disposizione ci troveremo spesso, soprattutto agli inizi, a vagare in maniera sconclusionata sul terreno di gioco, premendo come indiavolati il tasto A multifunzione alla disperata ricerca di realizzare qualche punto o per stendere gli agguerritissimi avversari. Quindi, ogni tentativo di fare della strategia fallisce e neppure un approccio a 'testa bassa e via' viene ripagato, soltanto perseverando e accettando le umiliazioni iniziali si potrà raggiungere l'esperienza necessaria per vincere e scoprire il divertimento insito nel gioco. Misurare ogni manovra è di vitale importanza, quasi sembra di trovarsi di fronte ad un puzzle game piuttosto che ad uno di azione.
Certo il Game Boy Advance ci mette del suo per opprimerci: le tinte scure e metalliche scelte dai grafici mal si sposano con l'oscurità pervadente lo schermo LCD della macchina e soltanto in estate, sotto il sole rovente di mezzogiorno potremmo forse avere una visione chiara. La piccola croce direzionale (e non mi stancherò mai di dirlo) è davvero la cosa più terribile che possa esistere per affrontare certi generi di videogiochi.
Viene da pensare che certe emozioni sarebbe meglio abbandonarle ai nostri ricordi invece di riesumarle e rischiare di rimanere delusi.

Riassumendo



    Pro:
  • Veste grafica datata, ma ancora affascinante
  • Musiche ed effetti sonori gradevoli
  • Modalità a due giocatori sia con una che con due cartucce
  • Completamente in italiano
  • Chi non demorde viene ripagato adeguatamente da un gameplay mirabile
  • Longevità assicurata da numerose modalità di gioco...

    Contro:
  • ...e da un livello di difficoltà elevato
  • Controlli di non immediato apprendimento
  • Alla lunga ripetitivo
  • Il GBA mostra ancora una volta le sue pecche realizzative (è troppo mini!!)

Dissertazioni sul tempo che fu

Dopo tanti anni (10/12) riscoprire un gioco come Speedball 2, ora per Game Boy Advance, mi ha ricordato come ai tempi in cui uscì l'originale su Amiga e PC ci si divertisse con quei pochi titoli che uscivano di tanto in tanto e che, nessuno escluso, erano tutti di notevole spessore. Speedball 2 appartiene ad un'epoca, un tempo in cui ogni appassionato di videogiochi conosceva ogni titolo uscito ed in uscita ed addirittura poteva permettersi di possederli tutti (non perché costavano poco, ma proprio per le ridotte uscite annue). Insomma, una situazione ben lontana dai ritmi e dalle proposte di mercato attuali.
Speedball 2 fu uno dei titoli migliori, più famosi e giocati dei Bitmap Brothers, storico team di geniali e proliferi sviluppatori fino ad una decade fa, insieme all'ottimo Gods ed al mai troppo decantato Xenon 2: Megablast (ebbene si, lo ammetto, una partitina ogni tanto ce la faccio ancora...). Poi vennero Z, Z2 ed il recente Speedball Arena, ma chiaramente la verve del glorioso passato era affievolita, schiacciata pure da un mercato ormai incredibilmente mutato ed irrispettoso anche di chi ha contribuito fortemente al suo stesso sviluppo (chi ha detto SEGA?!), sicché oggi il nome dei Bitmap Brothers riecheggia soltanto nella mente degli hardcore videoplayer più maturi. Un vero peccato. Perciò, consiglio a chiunque di farsi una ricerca per recuperare uno qualsiasi dei titoli sopra elencati, vivrà un'esperienza unica, forse mai più eguagliata sotto certi aspetti (l'inconfondibile stile grafico è qualcosa che ancora oggi affascina e conquista al primo sguardo).