Splinter Cell  0

Sam Fisher passa alle due dimensioni e raggiunge il portatile Nintendo. Sarà ancora stealth action?

Quatto quatto come un gatto...

Se avete giocato alla versione "in grande" di questo gioco su una delle piattaforme casalinghe, avete già presente ciò che vi aspetta: la storia infatti ripercorre in modo molto fedele, sia nelle locazioni che nei compiti da svolgere, tutto ciò che l'agente Sam Fisher si troverà ad affrontare. Una storia assai complessa, che si snoda tra la Georgia e gli Stati Uniti, fatta di terroristi snza scrupoli, talpe infiltrate nella CIA, politici corrotti ed enormi giochi di potere da entrambe le parti. Solo Sam Fisher è in grado di sventare qusti piani, esperto nel portare a termine missioni ad alto rischio senza dare troppo nell'occhio, restando sempre nell'ombra ed evitando così di coinvolgere le alte sfere del governo americano: non si tratterà solo d intercettare documenti top secret o assicurare alla giustizia pericolosi criminali dell'ex blocco sovietico, ma anche smascherare chi con un abile doppio gioco rischia di causare pericolosi conflitti internazionali.

Linkin Pak

Che la versione GC di Splinter Cell sfruttasse molto bene il link al GBA, permettendoci di usare un comodo radar e alcune armi specifiche, era risaputo. Ma anche la comunicazione nel senso inverso è altrettanto importante, perché permetterà di sbloccare alcuni livelli extra sulla cartuccia del portatile Nintendo. Accendete quindi GameCube e GameBoy, collegateli ed aspettate che le rispettive versioni di Splinter Cell si riconoscano l'un l'altra: se avete completato con successo le missioni sul GC, si renderanno dsponibili sul GBA fino a cinque nuovi livelli: non si tratta di veri e propri scenari aggiuntivi, ma di prove particolari, come una corsa contro il tempo per acciuffare un terrorista o una sezione di shooting che metterà alla prova la vostra abilità di cecchino. A questi vanno aggiunti altri cinque livelli extra, ottenibili completando sul GBA ciascuna missione con percentuali elevate, dal 60% al 100%. Sarà necessario sudare non poco per avere tutto ciò, ma la longevità ne trarrà non poco giovamento, e per una volta ancora potrete apprezzare l'ottimo grado di nterazione tra le due console Nintendo.

Ssssttttt...

Come realizzazione tecnica il porting del gioco UbiSoft sul portatile Nintendo rischia di lasciare il giocatore abbastanza perplesso, sotto più di un aspetto. Graficamente ad esempio, è impossibile non notare una grande cura nella realizzazione dello sprite di Sam Fisher: ben disegnato, con ottime movenze ed un discreto campionario di azioni disponibili, ben ricreate nel passaggio alle due dimensioni. Purtroppo non si può dire lo stesso di ciò che gli fa da contorno invece: i nemici sono quasi dei manichini, con movimenti abbastanza approssimativi e poco vari. Per quanto riguarda i fondali invece, alle sezioni in esterno molto ben realizzate e decisamente somiglianti alla controparte GameCube, si contrapponono degli interni molto piatti e ripetitivi, con locazioni davvero troppo ricalcate una sull'altra e con una disposizione delle "trappole" molto simili. Un discorso non molto differente va fatto anche per il comparto sonoro di Splinter Cell, visto che i compositori hanno realizzato musiche di ottima fattura, in grado di rendere al meglio le azioni furtive di Sam Fisher, ma che non sembrano aver dedicato troppa attenzione agli effetti sonori, pochi e non sempre azzeccati: pensate a Sam che per non far rumore avanza quatto quatto ma al momento del salto urla il più classico degli "uuhhh" e avrete capito cosa intendo. Ma la forza di questo gioco risiede principalmente nell'impostazione di gioco, che porta SC dal semplice action a vero e proprio "stealth game". Innanzitutto il passaggio obbligato al bidimensionale ha stravolto parecchio il modo di affrontare l'avventura, ma ciò non toglie che l'azione furtiva rimane un punto cardine di tutto il gioco. Il discorso è comunque abbastanza complesso: Splinter Cell può anche essere giocato come un normale action a scorrimento in gran parte delle situazioni che si presentano man mano, ma l'utilizzare sapientemente i nascondigli o sgattaiolare sotto le telecamere in alcuni casi sarà indispensabile per proseguire: senza allertare le guardie, sarà possibile coglierle di sorpresa e tramortirle, evitando così di consumare le preziose quanto limitatissme munizioni a disposizione. Anche l'uso della Sticky Cam, in grado di rilevare la presenza dei mezzi di sorveglianza come telecamere e fotocellule, ma anche di mostrare a Fisher cosa accade qualche metro più in là, permette di pianifcare le azioni da compiere e il tempismo giusto per non essere scoperto dalle guarde. Il gioco quindi avrebbe le potenzialità per riuscre nell'intento d togliere una dimensione agli stealth pur mantenendone intatta la componente strategica, ma il risultato finale delude un po' le aspettative: il gioco infatti scorre in modo fin troppo lineare, arrivando ogni volta unicamente in fondo al livello, salvo sporadiche deviazioni di percorso per cercare una tessera magnetica o una cassaforte da scassinare, con a disposizione come armi solo una pistola e delle bombe fumogene stordenti. E avanzare nel gioco non è comunque un'impresa ardua: non a caso la prima metà di Splinter Cell può essere porata a termine in un pomeriggio, mentre avanzando sarà indispensabile padroneggiare molto bene le tecniche per nascondersi per avanzare. L'unica variante al gameplay è rappresentata da un paio di sezioni di shooting in prima persona, in modalità cecchino, ma che non aiutano più di tanto a sollevare il giudizio complessivo. In generale l'impressione è che il porting sulla consolina Nintendo sia più che buono, ma che soprattutto a livello di giocabilità siano stati eseguiti troppi tagli, rendendolo allo stesso tempo più facile per chi è alle prime armi con questo genere di gioco, ma anche molto breve. Longevità che comunque può essere aumentata grazie ai numerosi extra contenuti nella cartuccia e ottenibili collegando il GBA al GameCube, ma per maggiori info vi rimando al box apposito.

Commento

Ad UbiSoft va sicuramente il merito di aver riproposto ed adattato un gioco dello spessore di Splinter Cell, togliendo una dimensione ma cercando di mantenere il più possibile le caratteristiche dell'orgnale. Il risultato non è certo al livello della controparte GameCube, ma tutt'altro che disprezzabile anche se fortemente limitata dalla mancanza di molte armi ed oggetti che non dovrebbero invece mancare nello zaino del vero agente segreto. Rischia inoltre di essere finito un po' troppo in fretta, ma i più bravi avranno di che godere dei molti extra che questa cartuccia nasconde.

    Pro:
  • Azione stealth resa piuttosto bene
  • Buona realizzazione tecnica
  • Molti extra da sbloccare
    Contro:
  • Troppo lineare
  • Arsenale molto limitato
  • Troppo facile, soprattutto la prima metà

La cellula fantasma si fa ancora più invisbile, ed approda su GameBoy Advance con un intento ambizioso: portare gli "stealth" in una dimensione di gioco portatile. Tagli e cambiamenti di impostazione si sono resi praticamente obbligatori nel passaggio di sistema, ma il risultato ora è sotto gli occhi di tutti.