Stella Deus: The Gate of Eternity  0

Innovazione e classicismo si fondono in un nuovo JRPG strategico per PS2: preparatevi a varcare la Porta dell'Eternità.

La Porta dell'Eternità

Solum è un mondo in crisi: la misteriosa nebbia chiamata Miasma si sparge ovunque, disintegrando tutto cio' che incontra nella sua lenta e caotica marcia. In preda al terrore, la popolazione si affida agli insegnamenti della religione Aeque, che predica la dottrina dell'inerzia: Dio vuole la fine dell'umanità a causa dei suoi peccati, e la salvezza dell'anima è raggiungibile solo da coloro che si abbandonano alla preghiera, attendendo la loro fine senza opporsi al destino. Contemporaneamente, un uomo misterioso, Dignus, erige un impero fondato sulla violenza e il terrore: le legioni imperiali procedono alla conquista di Solum, sottomettendo la popolazione e uccidendo senza pietà gli Aeque. Il protagonista di Stella Deus è Spero, un giovane soldato delle legioni di Dignus, a capo di una delle tante squadre per la cattura degli spiriti, con i quali è possibile alimentare la potente tecnologia progettata da Viser, il Maestro Alchimista dell'impero nonchè amico e quasi figura paterna di Spero. Ed è proprio durante una delle spedizioni di Spero, che la sua fedeltà all'impero sarà messa in discussione: insieme ai suoi commilitoni ed amici Grey e Adara, Spero incontrerà Linea, l'ultima sciamana del regno di Anima, alleata al sovrano del regno decadente di Fortuna, Avis, e leader della resistenza che si oppone alla tirannia di Dignus. Secondo Linea, non sarà l'Alchimia di Viser a salvare Solum dal Miasma, è anzi proprio la distruzione degli spiriti ad accrescere il volume della nebbia micidiale: al contrario, sarebbero proprio gli spiriti gli unici in grado di dissolvere la nebbia, ma l'unico modo per riunire una quantità di spiriti in grado di contrastare il Miasma è aprire la leggendaria Porta dell'Eternità. Cosa sia veramente questo antico congegno, dove sia collocato e quale sarà la conseguenza del suo utilizzo sono solo alcuni dei misteri che Spero, Linea e il loro gruppo dovranno svelare, mentre contro di loro complotta il regno di Dignus e la misteriosa setta dei Nox...

Old Style

Se la trama puo' apparire originale e per certi versi perfino innovativa (sono davvero pochissimi i videgiochi in cui il tema della religione e della fede è trattato in modo così esplicito e critico), lo stesso non si puo' dire del gameplay di Stella Deus: intenzionalmente, Atlus ha ideato un gioco tipicamente "vecchio stile", senza inventare originali e nuove meccaniche ludiche, come invece ha fatto Nippon Ichi con i suoi Disgaea, La Pucelle e Phantom Brave. Stella Deus è uno strategico lineare, sia nella progressione che nella struttura: ogni battaglia conduce alla successiva, ampliando una cartina geografica nella quale è possibile spostarsi da un punto all'altro per raggiungere il prossimo obbiettivo. Le location non possono essere esplorate, ed è possibile visitare un negozio e la Gilda attraverso un menu, in qualsiasi luogo ci si trovi. Se è abbastanza ovvio cio' che si puo' fare nel negozio, merita una spiegazione la Gilda: in essa è possibile accettare delle missioni secondarie (o "quest") da completare per ottenere denaro e oggetti, ed anche accedere a un semplice menu attraverso il quale si ha la possibilità di fondere due item per ottenerne uno nuovo. Il sistema di fusione degli item è un po' il cuore di Stella Deus, ma è purtroppo limitato mostruosamente dalla mancanza di un elemento di importanza fondamentale: un database. Con centinaia di oggetti che fusi a coppie ne originano di nuovi, è pressocchè impossibile tenere a mente tutte le combinazioni e i loro esiti, di conseguenza senza guide e consigli esterni fondere gli item diventa una pratica frustrante e tediosa, nonostante la qualità decisamente alta degli item che è possibile ottenere tramite la fusione, rispetto a quelli acquistabili nei negozi. Equipaggiato il nostro piccolo esercito di eroi, sarà il momento di combattere: sul campo di battaglia si controlla il nostro party membro per membro, facendogli compiere varie azioni: attaccare normalmente, utilizzare l'alchimia (la magia in Stella Deus praticamente), utilizzare oggetti. Semplicissimi da gestire, i combattimenti in Stella Deus presentano un importante e fondamentale elemento tattico sul quale, sostanzialmente, si fonda l'intero gioco: gli Action Points. Ogni personaggio possiede 100 Action Points, e qualsiasi azione... che sia uno spostamento o un attacco... consuma una certa quantità di punti: di conseguenza, gli AP vanno gestiti con attenzione e permettono di attuare strategie insolite e fantasiose. Ci si puo' avvicinare a un avversario e attaccarlo due volte, ci si puo' avvicinare per attaccarlo e indietreggiare per fargli spendere più AP quando sarà il suo turno di attaccarci, si puo' lanciare una magia di cura e allontanarsi dal raggio d'azione dei nemici, si possono spendere tutti gli AP per eseguire un attacco combinato insieme ai propri alleati (che talvolta da' luogo a spettacolari animazioni)... Le possibilità offerte dal AP System di Stella Deus sono probabilmente la principale fonte di divertimento di ogni battaglia, e offrono quella varietà che viene alla lunga a mancare a causa della somiglianza sia grafica che dell'IA dei nemici.

Old Style

Un altro elemento di personalizzazione che rende Stella Deus più strategico e piacevole di quanto possa sembrare all'inizio, è l'ampissimo parco di abilità che si apre per ogni personaggio procedendo nell'avventura. Ogni azione compiuta sul campo di battaglia fa guadagnare a un personaggio non solo i classici punti esperienza necessari in numero di 100 per aumentare di livello, ma anche degli Skill Point che potranno essere utilizzati per aumentare le statistiche psico-fisiche di un personaggio o, più semplicemente, per imparare attacchi speciali, tecniche alchemiche e Zone Effects (in pratica abilità passive che influenzano i propri alleati o avversari direttamente attorno al personaggio che le possiede). E' inoltre possibile aumentare il "rank" di un personaggio soddisfacendone i requisiti, per sbloccare nuove abilità e aumentarne considerevolmente la potenza. C'è tuttavia un enorme difetto che purtroppo penalizza Stella Deus: non sempre il nostro party aumenterà di livello in proporzione ai nostri avversari, così spesso saremo costretti ad aumentarlo prima di cimentarci in nuove battaglie, e a tal scopo è possibile accedere alle Catacombs of Trial. Ogni piano presenta una dozzina di avversari di un determinato livello, e una volta raggiunto è accessibile direttamente e in qualsiasi momento; il problema è che non solo graficamente i cento piani delle Catacombs sono assolutamente identici, generando una certa monotonia, ma gli stessi avversari da sconfiggere non cambiano mai, rendendo un'esperienza tediosa e forzata il processo di level-up, peraltro praticamente forzato se si desidera sbloccare i personaggi segreti, che diventeranno disponibili nell'ultimo capitolo della storia.

State of the Art

Sono già gli splendidi artwork sulla copertina a rendere una vaga idea delle capacità artistiche dei grafici Pinegrow: il character design in Stella Deus è semplicemente magnifico. I personaggi sono tratteggiati in modo delicato, i loro costumi sono originali e di gran classe, la colorazione è morbida e azzeccatissima. Perchè dare tanta importanza a degli artwork, comunque? Perchè il 90% della narrazione è attraverso essi che avviene: la silhouette di un personaggio, accompagnato dal testo della sua battuta e dalla voce del doppiatore, è quanto si presenta sullo schermo durante le fasi narrative. La collocazione spaziale è affidata agli splendidi artwork che ritraggono scorci di ambientazioni e ci danno l'idea, appunto, del luogo dove si svolge l'azione. Ovviamente la particolare e molto classica narrazione si basa sopratutto sul doppiaggio e sui testi: in entrambi i casi il risultato è solo buono. I doppiatori sono bravi, ma non fanno gridare al miracolo, alcuni sono mediocri ma per fortuna rilegati a parti di secondo piano (come Tia, Viper o Jade). D'altra parte, i testi in inglese lasciano a tratti un po' perplessi per il frequente uso di slang che poco si adattano all'atmosfera classicheggiante e alla serietà delle situazioni, ma è anche vero che lo slang riesce a dare una tridimensionalità inaspettata a determinati personaggi minori come Grey, che senza il suo linguaggio sboccato sarebbe stato un personaggio meno interessante. Ancora sulla realizzazione grafica, si rimane semplicemente incantati dall'incredibile qualità delle location nelle quali si svolgono le battaglie: i cromatismi perfetti, i numerosissimi dettagli e l'originalità di alcune mappe dimostrano una direzione artistica a dir poco encomiabile, che regala esempi eccelsi come Turris, il Monto Oros, la Grave of Spirits. In questi splendidi ed evocativi campi di battaglia si scontrano gli sprite di grandi dimensioni ed ottimamente animati, impreziositi dall'alta risoluzione e dagli ottimi effetti luminosi che spettacolarizzano anche il più discreto dei colpi speciali. Ma il vero punto di forza di Stella Deus, tecnicamente parlando (e non solo), è la colonna sonora: firmata da Hitoshi Sakimoto, è probabilmente una delle migliori soundtracks ascoltate negli ultimi anni. La varietà emotiva e compositiva delle varie tracce è enorme, e la loro qualità è eccellente senza cali di tono particolari, probabilmente i passaggi più deboli della trama riacquistano grande vigore grazie all'accompagnamento musicale, da brivido sopratutto nelle fasi finali. Le tracce che accompagnano le battaglie decisive restano impresse, e difficilmente dimenticabili.

Stella Deus è un SJRPG molto classico, sia nel gameplay che nella realizzazione tecnica, pertanto difficilmente consigliabile a chi cerca un RPG pieno di sequenze visive spettacolari e complesso abbastanza da riempire le prossime 50-60 ore di tempo libero. Probabilmente il difetto più chiaro di Stella Deus è quello di non combinare in modo naturale la classicità del gameplay e la progressione narrativa: la splendida trama (penalizzata da un ultimo capitolo un po' scialbo), che fa davvero riflettere, è cio' che spinge il giocatore a non alzarsi dalla poltrona, nonostante la pesantezza di alcune fasi di gioco (in primis il level-up nelle noiose Catacombs of Trial). Sia il sistema di combattimento che la gestione del proprio party sono semplici e intuitivi, un punto di forza che si trasforma in un punto debole in rapporto all'estrema linearità che caratterizza il titolo, che non offre una sfida sufficientemente appetibile se non nella forma del reclutamento dei personaggi segreti, o della fusione degli oggetti più potenti. Per un appassionato del genere Stella Deus è un gioiellino, impreziosito da una colonna sonora eccezionale e da una realizzazione grafica superba, gli altri potrebbero invece trovare eccessivamente monotono un sistema di gioco che, per quanto voluto, tende a essere fin troppo distante dagli eccelsi risultati ottenuti con strategici come Disgaea. Ecco, se Stella Deus avesse avuto il gameplay di Disgaea sarebbe stato un capolavoro. Peccato, speriamo in un sequel.

    Pro:
  • Ottima trama
  • Meccanica semplice e intuitiva
  • Colonna sonora eccellente
  • Artisticamente pregevole
    Contro:
  • Alla lunga monotono
  • Fin troppo lineare
  • Finale scialbo

Ultimamente è un periodo roseo per gli strategici, e sopratutto per la Atlus che giochi di questo genere ne ha sfornati in abbondanza, sopratutto in questi mesi: se non era bastato il successo di critica e pubblico ottenuto con Disgaea e Phantom Brave (sviluppati dall'ottima Nippon Ichi), è questa volta un SJRPG dai toni molto più seri e cupi a uscire dal magico cilindro Atlus, a opera della Pinegrow. Ed è un SJRPG dal sapore dichiaratamente ed esplicitamente retro', sia nelle fattezze (le classicissime due dimensioni, ma in alta risoluzione) che nelle meccaniche: lineare, semplice da padroneggiare e contemporaneamente complesso e profondo. Ma c'è da dire di più, anche sui difetti che non lo rendono il capolavoro che ci si poteva aspettare.