Sudeki  1

Climax guarda all'oriente cercando l'ispirazione e ci regala un mix di caratteri europei e nostalgie nipponiche per un gdr che si è fatto attendere a lungo su Xbox e che ora sbarca su peronal computer. Valeva così tanto quest'attesa?

Compagni di sventura

Partiamo allora dall’intreccio narrativo che per quanto contenga in sé il seme dell’ispirazione finisce per perdere molte delle idee migliori lungo la strada dello svolgimento, senza mai riuscire ad approfondire adeguatamente i retroscena più importanti per poter coinvolgere fino in fondo il giocatore. Il risultato è un mix di macro-elementi oramai scontati, come la contrapposizione tra luce e tenebra nel quale l’ennesima serie di cristalli con i quali normalmente si fanno degli orecchini, gioca in realtà un ruolo cruciale grazie alle sue proprietà miracolose. Si tratta dunque di sconfiggere il buio, generato dall’ego del dio creatore della terra Tetsu e per farlo entra in gioco un quartetto di eroi coscritti ai vostri ordini. Ognuno di essi dispone di particolari attitudini che ne determinano l’utilità in fase di combattimento o durante lo svolgimento dell’avventura stessa. Nessuno di loro è caratterizzato in modo particolarmente originale, mentre prevale il tentativo di imitare in qualche modo i classici eroi delle avventure nipponiche, senza tuttavia sbilanciarsi troppo tra il design occidentale e la tradizione di anime e manga. Potremmo dividere il gruppo su due fronti, dove da un lato c’è la coppia Tal/Ailish, lui maestro nell’uso della spada e quindi brutale combattente, lei dispiega tutta la sua esperienza di incantatrice, mentre sulle retrovie completano l’affresco Buki e lo scienziato Elco. Come nei più classici copioni Bulki la donna-felino è letale nel corpo a corpo mentre Elco ha chiaramente ideato la soluzione per arginare il problema del mondo delle tenebre che avanza imperioso.

Il cammino degli eroi

L’avventura nel mondo di Sudeki segue linee standard molto marcate dal momento che non vi è alcun tipo di esplorazione libera, ma si passa da una locazione pacifica all’altra scontrandosi con ogni tipo di malvagità lungo il cammino. Questo non è necessariamente un male, si tratta di una scelta di fondo perfettamente accettabile, purché non manchino gli incentivi a proseguire. In questo senso Sudeki è di qualità altalenante, poiché non tutte le fasi dell’avventura mantengono alto il coinvolgimento narrativo, ma ci sono in compenso innumerevoli personaggi con cui dialogare e una certa varietà di paesaggio. Il tipo di interazione concessa con gli elementi circostanti non è molto ampia, ma potrete passare in ogni momento da un personaggio all’altro per sfruttarne le abilità, come la capacità di Ailish di svelare gli oggetti invisibili. Inoltre all’interno dei villaggi, oltre a dilettarvi in chiacchierate basate sulle risposte a scelta multipla, potrete accettare sotto missioni più o meno interessanti per completare l’esplorazione del gioco e svelare alcune sottotrame. Naturalmente ci sono tesori da scovare e molte armi scintillanti da comprare, perché si sa che in un gdr i nemici infestano ogni centimetro di landa percorribile e per questo dovrete scegliere accuratamente i potenziamenti per le armi e le abilità in cui volete che i vostri personaggi si specializzino con il progredire dell’esperienza.

nel mondo di Sudeki i combattimenti assumono la forma di furiosi scontri in tempo reale, dove l’aspetto strategico dei confronti a turni lascia il posto alla pressione forsennata dei tasti

Il cammino degli eroi

Si tratta di accorgimenti importanti, poiché nel mondo di Sudeki i combattimenti assumono la forma di furiosi scontri in tempo reale, dove l’aspetto strategico dei confronti a turni lascia il posto alla pressione forsennata dei tasti. Anche se un solo personaggio per volta è controllabile direttamente dal giocatore, potrete passare dall’uno all’altro in tempo reale riuscendo in memorabili azioni di squadra, considerando che i membri del gruppo gestiti dal computer fanno bene il proprio dovere. Durante le fasi offensive la modalità di gioco è sostanzialmente differente fra la coppia Tal/Buki e la coppia Ailish/Elco; questi ultimi sono pistoleri provetti e quando ne prendete il controllo la visuale passa in prima persona, trasformando l’azione in un furioso sparatutto. Al contrario i due combattenti da mischia si servono di due soli tasti per eseguire le proprie tecniche, anche se possono realizzare combinazione di tre pulsanti per portare a segno devastanti combo. E’ importante sottolineare fin da subito che gli scontri sono il cuore pulsante di Sudeki e quanto di meglio abbia da offrire se comparati con le fasi di esplorazione o con lo svolgimento poco entusiasmante della storia. Oltre ad essere estremamente divertiteti, i combattimenti sono spesso molto lunghi ma finiscono per aumentare la voglia di incontrare nemici senza scadere nella noia.

Non tutte le ciambelle riescono col buco

Sudeki è un titolo con molto potenziale in parte semplicemente non sfruttato, forse per l’inesperienza degli sviluppatori. A confronto con gli esaltanti combattimenti le fasi di esplorazione e risoluzione di enigmi sono di una banalità tale che non si capisce dove risiede la sfida per il giocatore e si finisce per considerarli un semplice diversivo alla linearità del percorso. Fortunatamente l’alternanza di locazioni diversificate nello stile e con numerosi nemici ben realizzati mantiene alta la presentazione del gioco, che si avvale di numerosi effetti per la gestione delle ombre e delle luci. Al di là di una migliore impatto visivo per altro neanche troppo pronunciato, non ci sono sostanziali differenze tra le versione PC e quella XBox del gioco. Peccato per il fatto che nel tentativo di voler imitare lo stile nipponico dei manga, senza riuscirci fino in fondo, si spersonalizza questo Sudeki che si ritrova con un design ibrido che fatica a convincere pienamente. Questo non significa che si tratti di un passo falso da parte di Climax, al contrario ci sono molte buone intenzioni e si intravedono le capacità del team di sviluppo, ma manca ancora la maturità necessaria per potersi affermare in questo segmento del mercato, dove nomi come Tales of Symphonia dominano la scena.

Commento

Questo Sudeki è dannatamente medio sotto tutti gli aspetti. I combattimenti sono ben fatti e divertenti ma ne avremmo voluti di più per non dover spendere troppo tempo invischiati nella storia poco appassionante o nella soluzione di enigmi al limite della semplicità. Troppo semplice e troppo lineare, un po' figlio di KOTOR e un pò figlio della tradizione nipponica dei GDR, dei quali però non coglie l'essenza del successo. Tutto sommato bello da vedere e facile da portare a termine rimane un titolo per appassionati che vogliono un antipasto prima delle pietanze principali, che presto arriveranno sugli scaffali. Nel frattempo Climax può fare tesoro dell'esperienza fatta e prepararsi a sfornare un nuovo prodotto all'altezza delle portate principali degli altri sviluppatori di fama mondiale.

    Pro
  • Bello da vedere e pieno di effetti grafici che fanno faville
  • I combattimenti sono una manna dal cielo
    Contro:
  • La storia perde il suo fascino per colpa di una narrazione insipida
  • Finisce troppo presto per essere un gdr
  • Le sezioni cittadine non reggono il confronto con gli scontri
  • Enigmi da dimenticare

Climax a scuola di giapponese

Sudeki, lungamente annunciato da Climax, ha già raffreddato gli animi degli utenti XBox e non è certo tra le conversioni più attese, ma dal momento che questo genere di giochi non affolla le bacheche degli utenti PC, lo accogliamo comunque con piacere. Vale la pena sottolineare che Sudeki è quanto mai un prodotto occidentale, per quanto tenti di strizzare l’occhio al filone pressoché illimitato dei gdr giapponesi, come l’oramai popolare saga di Final Fantasy. Peccato che riesca solo a riflettere le proprie intenzioni, rimanendo un ibrido un po’ insipido per quanto solido sotto alcuni aspetti, che però non bastano a lanciarlo verso le vette dove risiedono titoli della grandezza di Dragon Quest. A nostro parere gli elementi portanti di un gdr di questo tipo dovrebbero essere la narrazione, i personaggi e gli scontri, mentre per il resto ognuno può avere i propri gusti personali e ogni gioco seguire il proprio stile, ma i punti fermi appena elencati costituiscono la solida spina dorsale di un titolo che aspiri all’esperienza offerta dai giochi di ruolo prodotti in terra orientale.