Syberia II  2

E due! Microïds e Sokal non si smentiscono e ci regalano un'altra appassionante avventura all'insegna del sogno e del viaggio: la bella Kate ha definitivamente abbandonato la sua monotona vita da avvocatessa per seguire lo stravagante Hans nella ricerca di un'antica civiltà data per scomparsa, ma sarà vero che sull'isola di Syberia è possibile ammirare gli ultimi esemplari di mammut sopravvissuti?

Destinazione: Syberia

Chi non ha giocato il primo episodio di Syberia non faticherà ad affezionarsi al simpatico trio e non ha nulla da temere: dal menu principale è possibile accedere a un breve resoconto del gioco, accompagnato da splendidi filmati e una voce narrante. Tuttavia, sarebbe un crimine ignorare il primo episodio, significherebbe perdere parte di quel magico senso di tensione e aspettativa abilmente creato dagli autori intorno al mito di Syberia, sarebbe un po' come vedere un giallo dal secondo tempo, ecco! Il nostro consiglio spassionato è quindi di acquistare entrambi i titoli, perché meritano, e vivere un'esperienza di gioco più completa.

Destinazione: Syberia

Anche solo accennando alla trama, rischieremmo di rovinarvi il divertimento: ci limiteremo a descrivere Syberia II come un lungo viaggio disseminato di scenari affascinanti e non privo di ostacoli e colpi di scena. Visiteremo Romansbourg, cittadina russa che rappresenta l'ultimo avamposto della civiltà prima del Grande Nord, scopriremo un villaggio Yoykol disperso tra i ghiacci e forse raggiungeremo finalmente la leggendaria terra dei mammut. Se in Syberia realtà e fantasia si fondevano, per evocare l'immagine di un'Europa d'altri tempi, impregnata di atmosfere suggestive e popolata da personaggi surreali, Syberia II propone proprio un mondo a parte: sconfinate distese di neve, che sappiamo essere a nord della Russia ma di cui non abbiamo altre coordinate, dove ci s'imbatte in situazioni irreali e personaggi assolutamente fuori dal tempo. Anzi, potremmo concludere che quello di Hans, Kate e Oscar in realtà sia proprio un viaggio all'indietro nel tempo: si allontanano man mano dalla civiltà, coi suoi ritmi e le sue rigide regole (rappresentati ormai solo dallo studio legale di Kate, che si ostina a rintracciarla) per avventurarsi nel passato di una popolazione primitiva e misteriosa, fino a risalire addirittura ai mammut! Nella prima metà del gioco, lo sviluppo è lento e abbastanza prevedibile, finché la storia non prende una piega inaspettata. Non mancano neppure situazioni genuinamente divertenti, come la rocambolesca fuga dal monastero di Romansbourg a bordo di un "mezzo" molto poco ortodosso o i vivaci scambi d'opinione tra Kate e Oscar nei momenti di crisi! Tuttavia, il gusto è nel viaggio in sé, lo scopo è arricchirsi di esperienze strada facendo ed è proprio ciò che accade a Kate seguendo Hans nel viaggio di una vita, rincorrendo un sogno bambino che impara presto a condividere. C'è un modo di dire orientale che, nella sua disarmante semplicità, si adatta perfettamente allo spirito di Syberia: "Il giorno in cui smetterai di viaggiare, sarai arrivato" .

Avventura sotto zero

Come anticipato dagli stessi sviluppatori, la meccanica di gioco non presenta grosse sorprese: ci troviamo sempre di fronte alla più smagliante rivisitazione dell'avventura punta e clicca tradizionale. I menu e l'inventario hanno conservato l'impostazione originale e presentano i soliti tocchi di classe, piccole animazioni nello stile inconfondibile delle creazioni di Hans Voralberg – con la differenza che ora sono parzialmente invasi dal ghiaccio, intonandosi al "clima" del gioco. Nell'interfaccia ritroveremo anche il cellulare di Kate, che questa volta però avrà meno peso nell'economia dell'avventura: verrà usato esclusivamente per risolvere qualche puzzle e, dal momento che la nostra eroina ha ormai tagliato tutti i ponti col passato, non rappresenterà più i suoi legami a New York.

Avventura sotto zero

Ancora una volta, la soluzione segue una trama lineare, con enigmi ben integrati ma da affrontare per lo più in un ordine prestabilito. Chi si lamentava per la relativa semplicità dei puzzle in Syberia sarà lieto di sapere che il livello di varietà e difficoltà generale è sensibilmente salito: nonostante il gioco resti abbordabile anche per i principianti, capita più spesso di bloccarsi e doversi spremere le meningi per proseguire, perché non si comprende la meccanica di un enigma o perché ci si è lasciati sfuggire un dettaglio essenziale. Saranno meno frequenti le occasioni in cui ci ritroveremo alle prese con puzzle basati sul funzionamento di bizzarri macchinari, preponderanti nel primo Syberia: qui sono più numerosi quelli imperniati sull'inventario e il dialogo, ma non mancheranno enigmi discretamente originali che vedranno Kate impegnata nelle attività più disparate, dalla pesca al salmone al free-climbing! Insomma, quest'avventura offre davvero un cocktail perfetto, forse addirittura più convincente della sua prima incarnazione, mantenendo un costante equilibrio tra esplorazione e dialogo, logica e "azione".

Neve sui nostri schermi

I maggiori progressi sono stati fatti sul fronte tecnico e artistico, ambito in cui il primo Syberia si era già attestato a livelli altissimi: fin dalle schermate iniziali, è difficile non lasciarsi catturare dalla magica atmosfera delle ambientazioni e non restare interdetti di fronte al realismo con cui sono rappresentati i paesaggi innevati e i relativi effetti atmosferici. I fondali bidimensionali si distinguono ancora una volta per la straordinaria ricchezza di particolari: l'acqua dei ruscelli animata da mille riflessi, le crepe nei muri, le venature nelle assi di legno... Come promesso, inoltre, sono state integrate più animazioni e "comparse" negli sfondi, per vivacizzarli e donare loro maggiore spessore: le strade sono molto più popolate e il silenzio dei boschi innevati viene rotto dal volo improvviso di stormi d'uccelli, l'ululato dei lupi, i movimenti rapidi degli scoiattoli sugli alberi o il crollo improvviso di cumuli di neve dai rami. Nelle prime ore di gioco, vi divertirete anche solo a camminare nella neve per ammirare le impronte lasciate da Kate o a calpestare le lastre di ghiaccio per sentirle scricchiolare e non perderete occasione di passare su ogni pozzanghera che troverete, per sconvolgerne la superficie e vedervi riflessa l'immagine della protagonista! Il potenziamento del motore grafico ha consentito l'implementazione di effetti dinamici e suggestivi giochi di luce e ombra. I modelli 3D dei personaggi sono più grandi, più dettagliati e animati con maggiore naturalezza (s'intravede persino il fiato che fuoriesce dalle loro bocche e si condensa per il freddo). I filmati d'intermezzo, sempre appassionanti e generosamente lunghi, tengono fede all'alto standard qualitativo cui già Syberia ci aveva abituati, con inquadrature cinematografiche ancora più ardite e una maggiore attenzione alle animazioni facciali.

Neve sui nostri schermi

Effetti sonori pregevoli e ultrarealistici arricchiscono ulteriormente le ambientazioni di gioco: se ne godrete con un buon sistema surround, vi ritroverete davvero immersi nell'aria algida e ovattata dei boschi innevati del nord. La colonna sonora è degna delle migliori aspettative dei fan del primo episodio, che riconosceranno sicuramente il memorabile tema principale riadattato alle nuove atmosfere proposte. Le splendide musiche che scandiscono le imprese di Kate e compagni, impreziosite da echi epici e cori suggestivi, non possono definirsi un semplice sottofondo: contribuiscono a dare vita e spessore all'avventura stessa. Vale la pena di soffermarsi anche sulla localizzazione di prim'ordine offerta da Jinglebell che, come nel primo Syberia, darà ai giocatori nostrani la possibilità di assaporare l'opera di Sokal in tutto il suo splendore... anzi, dopo aver saggiato sia la versione francese sia quella inglese, confessiamo di aver trovato qualche dialogo addirittura più spassoso e convincente in Italiano, grazie alle superlative interpretazioni dei doppiatori!

Commento conclusivo

Anche questa volta, Microïds e Benoît Sokal hanno saputo dimostrare come si sviluppa un gioco tecnicamente ammirevole e al contempo sorretto da contenuti validi e originali. E' d'obbligo un confronto diretto col primo episodio di Syberia: lo spirito è rimasto immutato ma le differenze ci sono e appaiono evidenti non solo sotto il profilo estetico, migliorato con l'ausilio di nuove tecnologie, ma entro certi limiti anche per la natura dei puzzle, l'ambientazione e la storia. Se da un lato il primo Syberia ha potuto contare su una trama un po' più avvincente e articolata, questo secondo episodio ha dalla sua la maturità artistica e un più sapiente equilibrio tra gli ingredienti. Giocarlo sarà un'esperienza appagante per chiunque abbia apprezzato il primo capitolo, ma non è escluso che qualcuno giunga alla conclusione che avrebbe preferito vedere la storia di Syberia effettivamente "chiusa" con la corsa di Kate alla stazione di Aralbad, verso quel treno meccanico e il miraggio di una nuova vita d'imprevedibili avventure, senza il bisogno di veder concretizzato o meno il sogno di Hans. Insomma, se vi aspettate di valutare Syberia II solo in base al suo predecessore e di norma giudicate un'avventura principalmente dall'originalità della trama, sostituite il voto qui sotto con un 8,5, ma noi riteniamo che sarebbe scandaloso non premiare l'indiscusso valore artistico e qualitativo di questo prodotto, perché tecnicamente non ha rivali. Resta infatti un titolo di classe, ben al di sopra della media del genere... anche se ironicamente offuscato proprio dal fantasma di se stesso, ovvero dalla sua prima indimenticabile incarnazione!

    Pro:
  • Grafica e sonoro di sicuro impatto
  • Ambientazioni originali
  • Puzzle vari e ben integrati
    Contro:
  • Manca un po'di mordente alla trama
  • Soffre (solo) al confronto col primo Syberia

Destinazione: Syberia

Se il primo Syberia era incentrato sulla ricerca di una persona scomparsa, l'unico erede della fabbrica di giocattoli Voralberg, il secondo ci mette sulle tracce del luogo leggendario che ha dato il nome alla serie stessa: un'isola persa nelle nebbie dei tempi o forse addirittura mai esistita. Protagonisti, questa volta, sono i grandi spazi - cosa alquanto insolita nel genere delle avventure grafiche, le cui ambientazioni generalmente sono circoscritte a spazi chiusi e piuttosto limitati. Gli eroi di quest'avventura, che peraltro conosciamo già, non sono per nulla convenzionali. Hans Voralberg è un inventore geniale, ma un drammatico incidente ha segnato la sua infanzia ed è proprio in un sogno infantile che si è rifugiato: pur essendo in età ormai avanzata, vuole a tutti i costi vedere i mammut... e il fatto che siano estinti da secoli non lo turba minimamente. Kate Walker è un'avvocatessa newyorchese che sbarca a Valadilène in cerca di Hans, armata di cinismo e senso pratico, per poi ripartire piena di dubbi e convertita in sognatrice: dopo aver rincorso l'arzillo vecchietto per mezza Europa nel primo Syberia, rimane talmente affascinata dalle sue opere e dal suo spirito impavido da decidere di unirsi a lui in quest'impresa, pur continuando a domandarsi se sia pazzo o se lo siano tutti gli altri! Oscar è la più sofisticata creazione di Hans: un automa dalle sembianze umane, irriducibilmente puntiglioso e spassosamente formale, progettato per accompagnare l'inventore nel suo viaggio a bordo di un favoloso treno meccanico.