Tales of EterniaTales of Eternia 

Affilate le spade e lucidate gli scudi, è tempo di tornare a combattere a fianco degli eroi di Tales of Eternia!

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...Eternia. Questo il titolo del gioco che, nel tentativo di rimettere un po’ di ordine tra i vari capitoli dell’infinita saga, riprende il nome originale della versione giapponese e se lo porta dietro anche nelle successive localizzazioni occidentali, abbandonando così quel "Tales of Destiny II" che tanta confusione aveva creato in America ai tempi dell'uscita per psx. La storia di Tales of Eternia (ToE da questo momento) muove i suoi primi passi su Celestia: due persone parlano in una strana lingua, un anziano e una giovane, il primo spiega alla seconda che lei è l’unica speranza per il mondo intero e che solo lei può intraprendere quel viaggio, la ragazza annuisce e sale su di una strana macchina volante, accende i reattori e parte. La ruota del destino ha cominciato a muoversi e inizia così il viaggio di Meredy per raggiungere Inferia, l’inarrivabile mondo speculare a Celestia, che la porterà a compiere un atterraggio di fortuna nelle foreste che circondano Rasheans e ad incontrare Reid e Farah, suoi futuri compagni inseparabili d’avventura. L’avventura vera e propria comincia da qui, quasi in sordina, in uno sperduto villaggio di confine, e in totale contrapposizione al continuo crescendo di ritmo e gioco che avrà la storia nel passare delle ore. Scopo delle prime ore di gioco, essenziali ai fini della buona riuscita di parte dell'avventura, sarà la ricerca e la cattura degli elementali, i Craymel. Con il passare delle ore la spensieratezza che segue la storia nei primi capitoli tende a scomparire per lasciare il posto ad un sottile strato di tensione: tradimenti e voltafaccia portano la storia ad un livello più adulto dove Reid e compagni capiranno che ciò che hanno intrapreso non è solo un viaggio per salvare il mondo ma un percorso di crescita dei loro personaggi, troppo ancorati a paure e timori legati all'infanzia.

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Battaglie orizzontali

Mentre da una parte ToE incarna i tipici clichè del genere (un mondo da salvare, una compagnia di amici inseparabili, mondi collegati tra loro) quello che lo rende diverso dalle altre produzioni è senza dubbio il Linear Motion Battle System, versione “primitiva” ma decisamente appagante di quel sistema di combattimento presente ormai su tutti i Tales di questa generazione, ovvero della struttura di combattimento che permette ai giocatori di muoversi non solo orizzontalmente all’interno del combattimento stesso ma anche di farlo nella terza dimensione andando a modificare in tempo reale le strategie di battaglia. Il Linear system, essendo appunto una prima versione di questo sistema, permette di spostarsi unicamente su di una ipotetica linea orizzontale senza avere la possibilità di cambiare piano. Il personaggio principale è quindi utilizzato in real-time dal giocatore che decide volta per volta che mossa utilizzare, gli altri componenti del party sono invece utilizzati dall’ AI del computer che li manovra secondo una strategia default o prestabilita dal giocatore stesso. Alla comodità (e facilità) di occuparsi solo un personaggio si affianca comunque la possibilità di freezare per un attimo il gioco, visualizzare una barra di menù dove poter indicare una determinata serie di azioni per ogni personaggio, che vanno dalla semplice esecuzione di una particolare skill, all’utilizzo di un determinato item su un certo personaggio. Il sistema che ne risulta è una specie di battle system ibrido che allo stesso tempo permette al giocatore di gestire una battaglia sia in maniera semi-automatica che in maniera completamente automatica. Un altro elemento che va in controtendenza rispetto ai canonici rpg è la gestione della fuga nelle battaglie: non si troverà infatti una voce all’interno del menù che permette al giocatore di uscire immediatamente dalla battaglia, e non ci nemmeno item utili a questo motivo; scappare sarà tutta una questione di tempismo e stats del giocatore: all’interno della battaglia bisognerà trovare il momento giusto, con i nemici lontani, per correre da un lato o dall’altro dello schermo per far iniziare una sorta di countdown per la fuga, maggiore sarà la reattività del giocatore maggiori saranno le possibilità di uscire dalla situazioni più intricate. In maniera del tutto similare agli altri giochi del genere, al termine della battaglia si otterrà un certo quantitativo di esperienza, di soldi e -se fortunati- di item.

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Battaglie orizzontali


Sotto il profilo grafico purtroppo ToE non soprende: pur arricchito di una serie di effetti grafici rinnovati legati soprattutto alle magie e alle skills, rimane visivamente un gioco psx. Gli stage di battaglia sembrano siano stati semplicemente adattati al formato psp, con i personaggi (e nemici) che risultano sfocati e che combattono in ambientazioni assolutamente povere. La visualizzazione della mappa del mondo, nel momento in cui si cammina da una città all’altra, ricorda anch’essa il 3D della psx. Il motore invece è il fiore all’occhiello del porting: in nessun caso, che si tratti di battaglie o città, si noteranno tempi di caricamento, il gioco scorre fluido e veloce come mai si è visto su psp. Il comparto sonoro arriva pari pari in tutta la sua qualità dal capitolo per psx, il gioco è inoltre quasi interamente doppiato in inglese.

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E' uno dei migliori capitoli della saga di Tales of, e questo già basterebbe per rassicurare gli amanti del genere. E' al momento uno dei pochi rpg per psp e sicuramente quello che merita di più l'acquisto: l'esperienza portatile giova al genere e l'assoluta mancanza di tempi di caricamento è un toccasana soprattutto visti altri giochi psp. Rimane purtroppo l'impianto grafico della psx, con giusto qualche effetto di luce e trasparenza in più: sicuramente sotto questo aspetto si può dare di più vista l'effettiva potenza del portatile sony. Sconsigliato forse solo a chi ha potuto giocarlo nella sua prima apparizione. Pro: Il miglior rpg su psp. Uno dei migliori episodi della saga. L'esperienza portatile di un rpg è degna di essere provata. Nessun caricamento. Contro: Graficamente non eccelso. Identico alla versione psx. Un po' troppo facile.

Rpg. Un acronimo che per molti fan del genere vuol dire molto, a volte addirittura la scelta o meno di una console. I giochi di ruolo hanno vissuto in un mondo a parte, parallelo al resto del mercato e affollato di gente che o li odia o li ama. Un trend abbastanza comune degli ultimi anni ha visto il fiorire di questo genere specialmente su console sony, pesantemente supportate da case di grosso spessore come Square-Enix e Namco. Questo particolare andamento non aveva ancora avuto modo di verificarsi sull’ultima arrivata di casa Sony, la PSP che, pur potendo vantare a meno di un anno dall' uscita una già notevole lista di giochi, non aveva ancora attinto al mondo degli rpg. A venire incontro a questo particolare digiuno ci ha pensato Namco che, con la riproposizione di Tales of Destiny II (capitolo della famosa serie Tales Of uscito per il mercato americano per psx) propone ai videogiocatori uno dei migliori rpg degli ultimi dieci anni, uno dei migliori della saga, impreziosito di nuovi effetti grafici, nessun caricamento e una splendida visualizzazione in 16:9.