The Secrets of Atlantis - Recensione  0

Un'amuleto da ricomporre per svelare i segreti di Atlantide e poi cosa, pure un avventuriero col cappello? Pare di sì, ma forse Nobilis ha qualcosa in più da svelare sotto le apparenze. A voi scoprirlo nella nostra recensione...

Una crociera Nobilis la ricordi tutta la vita

Il titolo contiene in sè la chiave dell'enigma: Atlantide. Da che se ne parla il misterioso continente fa la fortuna di scrittori, autori di format televisi e naturalmente di tanti programmatori piu o meno brillanti. Se i piu vecchi tra noi possono lasciarsi trasportare dalla nostalgia per il passato, quando Lucas Arts pubblicava Indiana Jones and the fate of Atlantis, a tutti è concessa comunque la possibilita di assaporare l'avventurosa ricerca del mito grazie al nuovo The Secrets of Atlantis, che rientra in tutto e per tutto nel novero delle avventure punta-e-clicca, che potete solamente amare oppure odiare.

Una crociera Nobilis la ricordi tutta la vita

Sebbene la trama, almeno nel suo incipit, possa sembrare scontata, avrete presto occasione di ricredervi e proprio per questo il titolo targato Nobilis si guadagna subito qualche punto in più sulla concorrenza. Nel vedere Howard Brooks, indiscusso protagonista, con un cappello da cow-boy spiegazzato e la tenuta oramai stucchevole da clone di Indiana Jones abbiamo pensato subito ad un fanatico delle reliquie o della profanazione tombale, mentre si presenta al contrario come un ingegnere, peraltro mai stato così lontano dal voler sentire parlare di città scomparse, pistole o templi maledetti. Purtroppo per lui gli sviluppatori avevano in mente altri piani e dopo una misteriosa aggressione a bordo del dirigibile sul quale si trovava, sarà coinvolto da un miliardario di nome Foster nella ricerca dell'appunto sospirata citta sommersa. Una corsa contro il tempo a quanto pare, perche anche i suoi aggressori sono interessati alle tanto favoleggiate tecnologie con le quali comandare le televisioni italiane...ehm, le nazioni di tutto il mondo. Dico io, trovi Atlantide e riesci ancora ad essere cosi ottuso da voler "comandare il mondo"? Sembra una sceneggiatura di un colossal ambientato negli anni '30 e difatti proprio questa è la collocazione temporale di The Secrets of Atlantis ma come dicevamo prima, da premesse piuttosto scontate prende il via una narrazione intrigante e brillante nel suo scherzare con gli stereotipi del genere.

Ciak, si gira!

Dal momento in cui farete la conoscenza di Mr.Foster dovrete viaggiare parecchio, con disagi paragonabili solo alle trasferte dei redattori di Multiplayer.it in California, ma godendo di ambientazioni per noi esotiche come la Cina, la Mesopotamia e l'India. Bisogna dire che con una certa originalità è stata inclusa una lunga sezione all'interno dell'Empire State Building, tra l'altro nell'epoca durante la quale New York ha conosciuto il suo momento di maggiore splendore e popolarità. Purtroppo, anche sa da un lato la ricostruzione degli ambienti è ricercata, sia nelle luci che nei colori, la mancanza di un vero motore tridimensionale paga un prezzo alla semplicità: con il mouse sarete in grado di osservare il mondo intorno a voi a trecentosessanta gradi in prima persona, ma gli spostamenti da un locazione all'altra sono istantanei e richiedono la pressione del mouse sulle aree attive dello schermo dedicate ai movimenti. Per dirlo con parole semplici, non potrete camminare o esplorare in movimento nessuna area di gioco, così che sarete costretti e cliccare da una stanza all'altra per visitare un piano dell'Empire State Building, con risultati sul piano ludico decisamente modesti. L'interfaccia è invisibile e si limita ad un inventario dalla capienza illimitata, dal quale potrete prelevare o combinare tra loro oggetti diversi, mentre l'interazione con l'area di gioco si realizza individuando con il puntatore gli oggetti o i personaggi con i quali interagire. Da qui appunto il nome di avventure punta-e-clicca, gioia degli appassionati e frustrazione per tutti i detrattori.

in quanto ad enigmi The Secrets of Atlantis si colloca sopra la media delle avventure

Ciak, si gira!

Naturalmente ogni eroe ha la sua bella e le sue figure secondarie, a partire dalla sfuggente Kate Sullivan, femme fatale nel vestiario ma non priva di carattere e spessore, fino a Nathaniel Blackwood, enigmatico personaggio animato da motivazioni ambigue. Abbiamo dunque un cast (del quale abbiamo citato chiaramente solo alcune figure rilevanti) e disponiamo di un palcoscenico, non ci resta che dare il via alle riprese. Si è scelto non a caso un linguaggio cinematografio, poichè The Secrets of Atlantis sembra davvero una pellicola di genere, ma con un ritmo ed un crescendo molto coinvolgente. Sarà proprio la vostra totale estraneità ai fatti e il conseguente precipitare in una rete che si infittisce ad ogni viaggio, fatta di mezze verità, rivelazioni e segreti, che complicherà il quadro generale attirandovi sempre più a fondo in un vortice a spirale (ma guarda), che culminerà con il Mistero, quello con la "m" maiuscola. Ci sono non solo segreti narrativi, ma anche tante piccole perle da scorpire nel corso dell'esplorazione, anche se la semplicità quasi ingenua dell'interfaccia potrebbe farvi pensare ad un percorso facile da seguire. In realtà non ci sono aiuti di sorta e dopo le prime due ambientazioni scoprirete che in quanto ad enigmi, presenti in quantità molto elevata, The Secrets of Atlantis si colloca sopra la media delle avventure: si tratta di rompicapo spesso originali e stuzzicanti, sempre logici ma in alcuni casi molto impegnativi, al punto che il giocatore occasionale o non avvezzo al genere delle avventure potrebbe seriamente impantanarsi, cosa che non capita quasi più oramai da anni in molti giochi. Dal punto di vista personale non lo trovo affatto un limite, anche perchè non vi troverete a dover mettere una manovella nell'orecchio di una scimmia, e con il raziocinio non ci sarà enigma insuperabile, ma i meno pazienti sono avvertiti.

Ciak, si gira!

Purtroppo, da mezzi modesti spesso nascono problemi che inficiano un po' la resa globale: come dicevamo non è possibile percorrere liberamente gli ambienti di gioco e anche i personaggi sono spesso impacciati nelle animazioni e alienanti nelle fisionomie. A volte si ha l'impressione di assistere ad un vecchio telefilm nel quale da un momento all'altro il barista si toglie la maschera e si rivela per il parassita alieno quale è, a meta strada tra Visitors e Zack Mac Cracken. Trattandosi poi di un'avventura dal taglio cinematografico ci aspettavamo qualcosa di più di poche sequenze pre-renderizzate o piccoli filmati che illustrano i risultati di un'azione intrapresa, un chiaro tentativo (seppure apprezzabile), di ottenere il meglio con i pochi fondi a disposizione. Fondamentalmente è la semplicità il limite più grosso del titolo Nobilis: da un lato infatti alleggerisce la gestione dei comandi, ma dall'altra l'assenza di qualche feature alternativa nel gameplay finisce per restringere il pubblico potenziale ai soli seguaci del genere, rischiando seriamente di tediare gli altri giocatori, per quanto siano percepibili gli sforzi profusi per tenere il giocatori incollato alla tastiera. I dialoghi, per quanto discreti, soffrono purtroppo di un problema che grava da tanto tempo sulla maggior parte delle avventure e che riguarda la loro totale mancanza di incisività sulla trama. Non ci sono risposte giuste o sbagliate, come potete ben immaginare, così che ogni conversazione finisce per essere un modo per ottenere delle mere informazioni, senza quella piacevole tensione nel dover studiare le parole di fronte al nostro interlocutore. C'è comunque un fattore X che vorremmo premiare, e a questo dedichiamo il prossimo pargrafo.

i rompicapo sono spesso orginali e stuzzicanti, sempre logici ma in alcuni casi molto impegnativi

L'8 per mille a Nobilis

E così volete scoprire quali eredità si schiuderanno di fronte a voi grazie ai pezzi di un antico medaglione. Avete gli attori, le location e qualche (modesto) effetto speciale. E' però la sceneggiatura, lo stile nella scelta dei particolari che eleva ad eleganza quello che altrimenti nuoterebbe nell'affollato mare della mediocrità. In questo The Secrets of Atlantis mostra la passione delle persone che l'hanno realizzato: ci sono citazioni d'epoca, quadri scelti con attenzione e una dose di ironia che gioca con i modelli convenzionali dei personaggi senza essere nè grossolana nè scontata. Non aspettatevi naturalmente un'opera intellettuale, non è forse neppure il mezzo adatto per questo genere di esperienza, ma strizza l'occhio al giocatore maturo e riflette la volontà di realizzare un'opera modesta ma non tirata via, che soffre per la poca tecnologia impiegata, lasciando però intendere che se ci fossero stati più fondi sarebbero stati investiti con amore.
Un ottimo incentivo per un seguito, essendo comunque The Secrets of Atlantis solo l'ultimo di una lunga serie, potrebbe proprio essere quello di acquistare il gioco, totalmente localizzato in italiano, sebbene senza la classe di un doppiaggio cinematografico. Consideriamola comunque come un'ultima conferma della buona volontà con il quale questo titolo raggiunge gli scaffali: privo di meccaniche innovative e semplice nelle intenzioni, risulta nonostante tutto godibile e foriero di notti insonni per almeno qualche decina di ore.

Conclusioni

The Secrets of Atlantis non è di certo rivoluzionario e poggia su basi molto semplici, così come tutto l'impianto tecnico, che farà risparmiare una gran fatica al vostro processore. Nondimeno, nella sua immediatezza riesce a incuriosire e coinvolgere, giocando sui clichè di genere senza prendersi troppo sul serio, ma allestendo nel contempo uno scenario intrigante e una storia ben ritmata. Ci sono enigmi da risolvere ad ogni angolo, alcuni dei quali piuttosto impegnativi, adatti per risvegliare il torpore mentale che si genera con tanti titoli in commercio. Purtroppo per quanto i pochi elementi presenti siano stati sviluppati con impegno e si accompagnino ad una localizzazione italiana, resta pur sempre un gioco piatto nel gameplay, adatto a chi ama le avventure o ai giocatori in cerca di un diversivo in attesa di mesi proficui per il mercato PC. Speriamo che sia un buon inizio per un seguito più succoso.

Pro

  • Tematiche classiche riprese con ironia
  • Tantissimi enigmi coscientemente studiati
  • Ambientazioni ben caratterizzate
Contro
  • Meccaniche di gioco vecchissime
  • Realizzazione dei personaggi tecnicamente discutibile
  • Punta e clicca. Nient'altro.

Una crociera Nobilis la ricordi tutta la vita

L'uomo non può fare a meno dei misteri, perchè in qualche modo rispondono all'angosciosa domanda che lo tormenta da quando se ne va in giro per la Terra: siamo frutto di un caso bizzarro nella nebulosa delle probabilità o la nostra vita è il risultato di un piano che noi definiremmo razionale? Se vi siete abbonati a Multiplayer.it per avere questo genere di risposte non vi resta che rivolgervi al Servizio Clienti per inoltrare le lamentele del caso, ma se volete invece sapere cosa diavolo c'entri tutto questo con il gioco pubblicato da Nobilis siete nel posto giusto.