Untold Legends: Dark KingdomUntold Legends: Dark Kingdom - Recensione 

Untold Legends approda sugli schermi casalinghi. Ma è vera NextGen?

L’Ombra del Drago veglia su di noi

L’Ombra del Drago è una squadra d’elite di guerrieri che da secoli protegge l’onirico regno di Dureth e i suoi sovrani. Impregnati di magia evocativa, i suoi componenti hanno l’incredibile dono di saper assorbire l’essenza dai nemici. Quando una rivolta di barbari ha minacciato i confini settentrionali di Dureth, l’Ombra del Drago è subito intervenuta per riportare la pace nel territorio; tuttavia, dopo anni di estenuanti battaglie, le voci di un’oscura corruzione sono giunte alle orecchie dei suoi militanti. Accorsi per verificare di persona, i cavalieri si sono trovati di fronti ad una triste verità: il re è ormai assuefatto al male, e ha soggiogato il regno con l’aiuto di malefiche creature. E' arrivato il momento di lottare contro il neonato “Dark Kingdom”.

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Hack and Slash Forever

Quello degli Hack and Slash è un genere che, dopo i fasti degli anni ’80 (specialmente in sala giochi), ha vissuto un inevitabile declino, a causa della totale mancanza di idee che potesse darne nuovo vigore. Oggi, con la NextGen ormai nel vivo, ci si aspetterebbe quella profondità necessaria per alimentare l’interesse non solo dei nostalgici, ma anche dello zoccolo duro degli Hardcore Gamers. Resta il fatto che, fin dalle prime battute, Untold Legends mostra di non discostarsi particolarmente dagli altri esponenti del genere, quali Baldur’s Gate e Champions of Norrath, che invero hanno ottenuto un ottimo successo su PlayStation 2, non arricchendo l’esperienza di gioco con qualche spunto originale ed innovativo, anzi.

Dopo aver scelto il livello di difficoltà, che presenta 4 livelli di sfida, verrà imposta la selezione della classe del proprio personaggio. Anche qui ci si trova di fronte ai canoni tipici degli action-gdr, e sarà possibile impersonare un Guerriero (tutto muscoli e sete di battaglie), un Mago (con tanto di barba bianca e lunga) e un Esploratore (l’unica donna della compagnia, che fa dell’agilità la sua dote primaria). Sebbene godano di parametri fisici e magici diversi, qualsiasi personaggio venga scelto la tattica di gioco non si discosterà minimamente, limitandosi alla pressione forsennata dei tasti d’attacco.

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Grafica e sonoro

Dal punto di vista tecnico, Untold Legends non mette certo in risalto le capacità di PlayStation 3. I modelli dei personaggi sono ben definiti, e il frame-rate rimane costante anche nelle fasi più concitate (numerosissime, dato il genere), ma specialmente gli scenari sono di una povertà assoluta, e praticamente privi della benché minima interattività. Inoltre la telecamera, pur essendo totalmente ruotabile, non disdegna di creare qualche grattacapo in presenza di alberi o strutture in grado di ostacolarne il raggio d’azione, compromettendo gli scontri più impegnativi.

Dal punto di vista sonoro, invece, si segnalano le orecchiabili musiche orchestrali che faranno da sfondo alle gesta del giocatore, senza mai infastidirlo.

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Esponente di un genere non certo di massa, Untold Legends incarna solo una parte dei principali pregi degli action-rpg, senza apportare alcuna significativa innovazione. Il titolo è quindi consigliato agli amanti degli Hack and Slash e a tutti i nostalgici a caccia di “vecchie” emozioni in chiave moderna (ma non nuova), soprattutto se hanno la possibilità di affrontare l’avventura in compagnia di uno o più amici (offline ed online). Chi invece è alla ricerca di un’avventura duratura e stimolante, o di un comparto grafico pienamente next gen, farebbe bene a rivolgere la propria attenzione verso altri titoli.

Pro Sistema di controllo immediato Divertente in multiplayer... Contro ...molto meno in single player Componente ruolistica poco sviluppata Graficamente sottotono

Il Mercante in fiera

Una volta sul campo di battaglia, colpisce l’immediatezza del sistema di controllo: il non eccessivamente elevato numero di mosse viene realizzato grazie alla combinazione dei tasti quadrato e X; al triangolo è affibbiata la presa; al cerchio il salto; ai grilletti la parata e la schivata. Sconfiggendo i nemici, questi rilasceranno dei globi che andranno ad influenzare tre parametri: la salute, il Mana (energia magica) e l’Essenza, utile ad aggiornare il proprio equipaggiamento nei numerosi Templi presenti lungo l’avventura.

A livello di gameplay, l’esperienza di gioco si adegua ai canoni tipici del genere: poca strategia, molta baraonda e tasti d’attacco talvolta pigiati a casaccio nella speranza che il proprio alter ego riesca a sgominare le orde di nemici che imperversano lo schermo. Il divertimento è proporzionale al numero di giocatori che prenderanno parte all’avventura; è infatti abbastanza tedioso affrontare i 27 livelli in solitaria, ed è dunque consigliato sfruttare le potenzialità multiplayer del titolo; è soprattutto online che il gioco regala le maggiori soddisfazioni, con la possibilità di affrontare i dungeon in compagnia di 3 amici (contro i soli 2 giocatori dell’offline). A stupire, è l’obbligo di iscrizione a Xfire ( http://www.xfire.com ) per poter usufruire della chat vocale, anzichè utilizzare delle librerie interne alla console.

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Il Mercante in fiera

La componente ruolistica, invece, è molto limitata: l’esperienza accumulata verrà ovviamente spesa per incrementare a piacimento le caratteristiche del personaggio (salute, attacco, difesa, ecc) e imparare a padroneggiare le magie più devastanti. Tuttavia, ci si aspettava una maggiore profondità, soprattutto per quanto concerne l’equipaggiamento: oltre al fatto che gli oggetti dello stesso livello (gambali, mantelli, ecc) hanno spesso il medesimo aspetto estetico, lascia perplessa l’assenza di un mercante a cui vendere, o da cui comprare, armi e vestiti. L’unica possibilità di liberare spazio nel proprio inventario è infatti quella di abbandonare letteralmente i propri equipaggiamenti, senza alcun guadagno pecuniario da investire nel potenziamento del proprio armamentario. Interessante, invece, la presenza di pietre che regalano alla propria arma effetti aggiuntivi che influiscono sul gameplay.

Dopo aver conquistato schiere di fan su PSP con due apprezzati episodi, approda anche su Home Console la saga di Untold Legends, con un titolo inedito volto a mostrare le potenzialità NextGen della nuova arrivata di casa Sony. Una ventata d’aria fresca, o il classico rimpasto di clichè che ci viene ormai proposto da più di 15 anni? Alla recensione l’ardua sentenza.

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