Virtua Striker 3 ver. 2002Virtua Striker 3 ver. 2002 

Che caldo che fa… che ne direste di una bella partita a calcio virtuale, al fresco, mentre si sorseggia del buon te? Proviamo ad elevare il tutto al “cubo”. SEGA per noi con la sua conversione dell’omonimo coin-up che ha fatto innamorare generazioni di patiti del pallone. Eccoci arrivati alla terza.

Virtua Striker 3 ver. 2002 Virtua Striker 3 ver. 2002

Arcade come te non ne avevo mai visti…

Virtua Striker 3 ver. 2002 è si un gioco calciofilo, ma anche arcade fino alle ossa! Chi l’ha provato in sala giochi sa benissimo a cosa va incontro. Lasciate aspetti simulativi di stampo Konamiano a casa e iniziate a pensarla da giocatori occasionali, non troppo impegnati che si trastullano a quei strani giochini virtuali che non richiedono troppa materia grigia ma solo un minimo di attenzione. Le strategie di gioco? Tattiche in campo? Marcature a uomo? Queste sconosciute… In VS3 tutto ciò non esiste. Tutto quello di cui avete bisogno sono i tre tasti del lillipuziano e comodissimo joypad Nintendo dedicati al passaggio corto, quello lungo ed al tiro. In difesa l’unica azione performabile risulta essere la scivolata. Purtroppo se da un lato questo favorisce quell’immediatezza propria dei coin-up, dall’altro scoraggia quei videogiocatori che pretendono maggiore profondità. Intendiamoci, si sente la mancanza di elementi di gioco quali la corsa, il passaggio filtrante, qualche finta da “sborone” ecc. Finchè si tratta di un prodotto da cabinato va bene, ma una versione casalinga dovrebbe conformarsi alle aspettative degli attuali videogamers magari con l’aggiunta di piccole accortezze come quelle succitate che, di sicuro, avrebbero giovato alla godibilità ed allo spessore generale del titolo. Le azioni che si susseguono nel campo, poi, non è che siano il massimo in fatto di varietà ed originalità. Infatti il più delle volte si procede per vie verticali del campo sperando in qualche svarione difensivo dell’avversario oppure in qualche rimpallo favorevole ai propri attaccanti. L’assenza del bel calcio e delle azioni ben impostate alla Winning Eleven si sente. Eccome! Magari durante le prime partite questo elemento rimane sopito, forse a causa della spettacolarità estetica offerta dal prodotto di Amusement Vision ma poi, già dopo qualche mezz’ora di gioco, la vera essenza di VS3 esce allo scoperto, ovvero un titolo molto curato e ben realizzato ma che soffre a causa di un’impostazione eccessivamente arcade e semplicistica. Chi ama queste ultime particolarità troverà nel gioco distribuito da Infogrames nuova linfa ludica, mentre gli altri metteranno via fin troppo presto il piccolo mini-dvd che lo contiene. E’ vero anche che rispetto allo scorso episodio questo gode di una risposta ai comandi molto più immediata, però troppe volte accade di vedere i giocatori della propria squadra vagare per il campo senza una meta ben precisa ed addirittura fuori controllo. Anche l’assenza di un’opzione multiplayer si fa sentire, specialmente se si tiene conto che in giochi del genere le sfide “di massa” sono le più divertenti. In questa sede importa ricordare che l’unica modalità multigiocatore presente in VS3 è quella 1VS1 (ovvero giocatore 1 contro giocatore 2). Un peccato…

Virtua Striker 3 ver. 2002 Virtua Striker 3 ver. 2002

Il più bello che c’è!

Se sul piano della giocabilità VS3 ver.2002 non è esente da difetti, lo stesso non si può affatto dire a proposito della sua cosmesi. Vedere una partita risulta spettacolare: giocatori muscolosi, pieni di poligoni, ricchi di particolari e ottimamente definiti corrono in lungo ed in largo per il fantastico manto erboso che definire quasi reale mi sembra più che legittimo. Se poi si aggiunge la bellezza e la cura riposta nella realizzazione degli stadi (imitazioni di quelli reali) e del pubblico (ormai lasciato al caso da troppe softco…) si ha un’idea dell’orgia grafica che il titolo in questione offre. Ma non è finita! Infatti preme sottolineare l’estrema fluidità con cui l’hardware cubico riesce a gestire quell’enorme mole poligonale, con effetti grafici di ogni tipo. Basti notare la perfezione delle ombre che si riflettono sul terreno, i fantastici effetti di luce a corredo delle superfici poligonali e via discorrendo (da notare i realistici movimenti delle chiome di alcuni calciatori). Le uniche piccole note negative del comparto tecnico vanno spese sulle animazioni dei personaggi (non per la loro fluidità, sempre fissa sui 60 fps) le quali sembrano essere troppo innaturali e macchinose. Insomma, dei giocatori professionisti non hanno quelle movenze! Al massimo il mio vicino di casa, quello sulla quarantina… Ma questa è una piccolezza che influisce solo minimamente sulla qualità estetica di VS3. Il resto spacca la concorrenza! Garantito.

Virtua Striker 3 ver. 2002 Virtua Striker 3 ver. 2002

Il calcio un gioco senza fine?

Di solito quello dei giochi sportivi (ed in particolar modo del calcio) è un genere che non ha bisogno di possedere grandi doti ludiche per risultare godibile nel tempo. Infatti basta ritrovarsi con un altro amico o più che subito la voglia di sfidarsi impazza fino a diventare malattia. In questo caso, purtroppo, duole constatare come non sia possibile una cosa del genere a causa della vacanza del multiplayer. Sacrilegio! Di cosa sa un gioco di calcio in cui al massimo si può sfidare un amico? La realtà è questa, non lamentatevi con me. Comunque il divertimento offerto da VS3 si attesta su livelli appena sufficienti che vanno in caduta libera dopo un poco di esperienza sul campo. Questo a causa delle limitazioni strutturali che impongono di mantenere sempre lo stesso stile di gioco per andare avanti nelle diverse competizioni possibili. Oltre alle classiche modalità troviamo un’interessante aggiunta (solo su Gamecube) che permette di fare la carriera di allenatore della propria nazionale del cuore. Ecco che si formano le rose dei titolari, si affrontano amichevoli pre-campionato ecc. fino ad arrivare agli scontri più decisivi. Tutto ciò arricchisce la longevità del prodotto ed incontra sicuramente i gusti di chi è portato verso gli aspetti più manageriali del calcio. Da notare anche tutti i sottotitoli in italiano nella versione nostrana che aiutano a districarsi tra i numerosi menu che si pongono agli occhi del giocatore. Carino anche l’edit mode che permette di creare dei piccoli campioni dal nulla e di farli crescere nel mondo del calcio internazionale. Per quanto riguarda l’aspetto sonoro VS3 non convince più di tanto. Purtroppo alcuni cori risultano troppo confusionari, mentre gli effetti sonori (a parte quelli della sfera) sono tutti ripresi dal vecchio capitolo. Questo, comunque, è un fattore che non pesa più di tanto. Il nuovo VS3 ver.2002 è un titolo che i fan della serie non possono lasciarsi assolutamente sfuggire. Purtroppo, essendo dotato di un’impostazione prettamente ARCADE, lascia con l’amaro in bocca chiunque desideri un approccio più simulativo al gioco del calcio. E comunque chi gioca il titolo SEGA sa benissimo a cosa va incontro. Chi volesse un gioco maggiormente complesso dovrebbe rivolgersi al fratello minore di Winning Eleven che risulta essere l’unica alternativa calciofila (a parte un Fifa di troppo…).

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Il calcio un gioco senza fine?

Pro: Spettacolare tecnicamente. E’ un gioco di calcio! Imperdibile per gli amanti della saga. Contro: Molto e troppo arcade.. Poche possibilità di azioni originali. Divertimento limitato nel tempo.

Il calcio vero!

Fin dalla sua prima incarnazione nelle sale da bar, la serie di Virtua Striker ha sempre cercato di stupire il fruitore per la somiglianza (limitazioni tecniche a parte) e la rispondenza ad una vera partita di calcio (almeno sul piano estetico). Ovviamente se andiamo a ritroso nel tempo il cabinato summenzionato ci appare quasi preistorico, tenendo conto degli attuali standard qualitativi raggiunti. Fatto sta che nel mondo non si contano più i fans dell’ormai mitica serie calcistica più realistica ed arcade di sempre. Prima in sala giochi ed ora sul cubetto (quello Nintendo) potrete finalmente soddisfare il vostro appetito di quel gioco che tanto si ama, magari per prendere le redini degli azzurri e guidarli verso la vittoria contro la Corea del Sud prima e dell’ambitissima coppa del mondo poi (sigh…lasciamo perdere).

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