Warriors OrochiWarriors Orochi - Recensione 

I Samurai di Koei tornano tutti insieme a procurar battaglia, in un epico scontro finale!

Koei è ormai una tra le più note software house giapponesi, per lo più resa celebre dalle due famosissime saghe di Samurai Warriors e Dynasty Warriors, titoli che puntualmente appaiono su quasi tutte le piattaforme in commercio con un certo seguito da parte del pubblico di tutto il mondo, in particolare quello nipponico. In occidente siamo però ormai abituati ad ottime e veloci conversioni, cosicchè i titoli Koei sono diventati "popolari" anche in terra nostrana, e vantano una discreta schiera di appassionati. I protagonisti di "Dynasty" oggi si unisco a quelli di "Samurai" per combattere il nemico comune Orochi ed il suo esercito malvagio, creando un mastodontico cross-over videoludico che farà la felicità di tutti coloro che apprezzano il genere.

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Commento

Samurai Orochi è l'ennesimo Hack and Slash uguale a se stesso da ormai troppi anni. Il titolo, che trae ispirazione dalla serie Dynasty e Samurai, non riesce ad innovare ma ripropone un gameplay usurato, ripetitivo e, oltretutto, semplificato dal fatto di poter usare ben tre personaggi invece che uno solo. La realizzazione tecnica è insufficiente per un titolo next-gen, così come il level design, troppo simile per tutta la durata del gioco. Orochi è un titolo da considerare solo se siete appassionati di cultura giapponese, del genere di gioco che rappresenta, oppure se non avete mai provato a giocare una di queste serie realizzate da Koei. Per tutti gli altri, consigliamo attenta valutazione.

Pro Tutti gli eroi finalmente uniti Leveling dei personaggi Tanti oggetti, armi ed items Contro Grafica ed audio insufficienti Level design Gameplay troppo ripetitivo

Obiettivi 360

Come ogni gioco Xbox 360, anche Orochi mette a disposizione i canonici 1000 punti. In totale ci sono 29 obiettivi da sbloccare, nessuno di essi molto facile da ottenere: ci vorrà del tempo per iniziare ad avere qualche soddisfazione, sotto questo punto di vista. I primi punti ad essere sbloccati li vedremo completando le varie story-line con ogni personaggio, oppure ad ogni multiplo di 20 per quanto riguarda il livello raggiunto. Niente di impossibile, anzi, verrà tutto automatico avanzando nel gioco, ma di certo non aspettatevi di rinvigorire il vostro gamer-score in pochissimo tempo.

Il Drago ad otto teste Orochi

Warriors Orochi vanta ben 70 personaggi utilizzabili, con una modalità tag-team che vede impegnati tre guerrieri contemporaneamente i quali possono essere cambiati in tempo reale in ogni momento per sfruttare le loro peculiari caratteristiche a nostro vantaggio, a secondo della situazione in cui ci troviamo. L'ambientazione è quella di sempre: il classico Giappone feudale. Koei ci ha abituato all'utilizzo di elementi storici, geografici ed artistici presi di peso dalla tradizione del Sol Levante, ed il nome stesso del gioco lo conferma: Orochi prende spunto dalla leggenda di Yamata no Orochi, drago dalle otto teste che rappresenta buona parte della mitologia di Kusanagi No Tsurugi, pressapoco l'equivalente dell'occidentale "Excalibur". Orochi è quindi un demone molto celebre in Giappone, e non a caso viene rappresentato in molti manga e videogiochi famosi, tra i quali Okami, Naruto, King of Fighters ed anche Final Fantasy. Questo capitolo rappresenta per lo più un corposo "more of the same", non stravolgendo niente della struttura originaria della serie: si tratta quindi di un ennesimo Hack’n’Slash con elementi da rpg. Orochi mixa delle idee prese dalle due serie di cui è figlio, denotando caratteristiche a volte simili a Samurai Warriors, altre a Dynasty Warriors; l'ambientazione stessa prende spunto sia dall'epoca del Tre Regni, che da quella del periodo Sengoku. Mosse, colpi speciali, evocazioni ed equipaggiamenti sono "copiati" dalle due serie originarie e incollati in Orochi in un remix ricco di elementi che seppur vecchi e riciclati, trovano in quest'ultimo gioco un contenitore globale di tutto ciò che rappresenta la saga dei "Warriors".

Koei ci ha abituato all'utilizzo di elementi storici, geografici ed artistici presi di peso dalla tradizione del Sol Levante, ed il nome stesso del gioco lo conferma

Il Drago ad otto teste Orochi

Per coloro che non avessero mai provato un titolo Koei, il gameplay è costituito dai combattimenti dell'eroe (tre personaggi, in questo caso), che messo sul campo di battaglia deve affrontare orde di decine e decine di soldati nemici all'interno di alcune aree. Una volta sconfitto un esercito ed il relativo generale, si controlla la zona e si passa a quella successiva. Durante le furiose battaglie, che spesso ci vedranno assolutamente soli contro intere coalizioni di Samurai e guerrieri, è possibile raccogliere armi, scudi, pozioni ed oggetti che possiamo successivamente usare tramite una curatissima gestione dell'inventario. Il nostro protagonista diventa così sempre più forte e temibile, in quanto impara sempre nuove mosse, combo ed attacchi. Come accennato in precedenza, in Orochi abbiamo la possibilità di scegliere tra tre personaggi da portare sul campo di battaglia. Se ne utilizza uno alla volta ed il cambio viene fatto in "real time" tramite la pressione di un analogico. L'idea, di per sè interessante, è resa controproducente dal fatto che il gioco risulta così molto più semplice e poco appassionante. I due personaggi "in panchina", infatti, recuperano le energie in breve tempo e così basta cambiare combattente prima della sua morte e farne entrare uno fresco per poter avanzare senza troppi problemi. Per questo motivo è consigliato caldamente di aumentare la difficoltà media del gioco, prima di iniziare la storia principale.

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La guerra dei cloni, iniziata è!

Il genere di gioco che rappresenta Warriors Orochi è un "evergreen", ma dalle meccaniche di gioco ormai fin troppo usate ed abusate: le innovazioni nel corso degli anni sono state veramente pochissime e in questo ultimo capitolo si contano su una mano. Oltretutto non sono minimamente pesanti. Oltre alla possibilità precedentemente menzionata di poter usare un party di tre guerrieri, in Orochi ogni combattente ha a disposizione degli speciali items personali che solo egli ha il potere di usare in battaglia. Inoltre, la nuova "Weapon Fusion" permette di unire due armi dello stesso genere per crearne una inedita e dalla maggiore potenza (molto simile a quanto sperimentato in Two Worlds). Infine, ogni guerriero ha un'abilità speciale, che può essere rossa (potenza), blu (velocità) oppure gialla (tecnica): premendo il tasto dorsale questa viene attivata, producendo ingenti danni nella mischia di battaglia. Più che di innovazioni si parla quindi di modifiche o leggere addizioni, che non cambiano sostanzialmente nulla nella sostanza. E' presente, in ogni caso, la modalità cooperativa a due giocatori tramite split-screen, ma senza ausilio di Xbox Live. Le missioni da portare a termine in Orochi sono tremendamente tutte uguali tra loro, e porteranno velocemente alla noia a meno che non si trovi esaltante o estremamente divertente farsi largo a colpi di spada attraverso centinaia di nemici, in un frenetico button-smashing a cervello disconnesso per ore ed ore. Ambientazione e personaggi non aiutano di certo: gli eserciti sono costituiti da modelli poligonali clonati all'infinito e tutti uguali, tant'è vero che spesso sembra quasi di trovarsi di fronte agli space marines repubblicani di Star Wars. I protagonisti sono invece numerosi e ben caratterizzati, ognuno con la sua personalissima storia e background. Sono quasi tutti ripescati dalla tradizione, e possiamo citare i famosissimi Ishikawa Goemon, Miyamoto Musashi, Tokugawa Ieyasu, Kunoichi, Hattori Hanzo, Toyotomi Hideyoshi e lo stesso demone Orochi.

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Ritorno al futuro: si torna indietro nel tempo

Il gioco di Koei è ben poca cosa dal punto di vista meramente tecnico-scenografico. La grafica è ferma a quella della vecchia generazione, quando uscì Samurai Warriors 2: il motore poligonale è lo stesso, invariato e ben poco dotato. Il retaggio dalla old-gen è palese, e se non fosse per il maggior numero di personaggi su schermo, il dubbio di trovarsi di fronte ad un titolo Playstation 2 in alta definizione sarebbe pienamente legittimo. I guerrieri sono composti da pochi poligoni e praticamente non hanno alcun effetto applicato. La stessa scena di combattimento è spoglia e non contempla nè ombre proprie nè luci dinamiche, ormai uno standard in questa next-gen. Il level design è piuttosto blando e risulta monotono già dopo il primo livello, troppo abusato ed uguale a se stesso per tutta la durata del gioco. Veramente poco ispirato. Lo stesso può dirsi del comparto audio con una soundtrack che riprende alcune traccie dalle due serie principali da cui è originario, rock da Samurai Warriors, e Techno dal Dynasty. Agli effetti sonori spetta la stessa sorte con voci e esclamazioni campionate dei personaggi, che ritornano dai precedenti capitoli.

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Warriors Orochi è disponibile per Playstation 2 e Xbox 360.
La versione testata è quella per Xbox 360.

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