Wolfenstein 3d  0

Wolfenstein 3d è il videogioco che di fatto ha inaugurato il genere videoludico più amato su pc, i first person shooter. Stefano Russo ci parla della conversione per il Game Boy Advance, console in grado di far girare tutte le tipologie videoludiche esistenti.

Una decina d’anni fa…

In seguito all’enorme successo ottenuto, il nostro Bj si è trasferito anche in una cartuccia da 8mb per Super Nintendo (con un bel po’ di censure, come il sangue eliminato, al pari degli orpelli, descritti sopra), in un integrato di chip un piccino più ingombranti sotto forma di cartuccia per il flop Atari Jaguar (spacciato per 64 bit) e, ad una decina d’anni di distanza e grazie a Stalker Entertainment (per conto di Bam Entertainment), anche in una minuscola cartuccia per il Game Boy Advance.
Il 32 bit portatile Nintendo si è sinora rivelato un hardware particolarmente duttile, capace di gestire picchiaduro (Street Fighter e Final Fight), racing game (F-Zero e Mario Kart), nonché tipologie videoludiche più impegnative come rts (Advance Wars) e, incredibilmente, fps (Doom).
Se la sarà cavata egregiamente come il suo “sequel”?

Gameplay

Come già anticipato nel paragrafo introduttivo, il compito di Bj Blazkowitz è quello di fuggire dal castello occupato dai fidi del dittatore nazista per antonomasia in pieno svolgimento del secondo conflitto mondiale, attraverso 60 livelli. Se è vero che il nostro Bj ne sa una più del diavolo, trovarsi accerchiati da soldati armati di pistola, fucile, magari con l’aiuto di cani da guardia, non è sicuramente salutare per il nostro eroe che per fortuna può curarsi col cibo che può reperire lungo il suo lungo girovagare. Come da buon tradizione fps (iniziata, tra l’altro, proprio col qui presente titolo Id), abbattendo i nemici armati potrete fare incetta delle armi e munizioni dei manigoldi in questione, utilissimi per glio scontri con i temibili boss di fine livello.

Gameplay

Il setup dei tasti è decisamente confortante, in pochi minuti riuscirete a controllare il vostro alter ego virtuale alla perfezione (sparo e tasto azione sui tasti principali, gli strafe sui pulsanti dorsali ed il tasto “select” per il cambio delle armi), il sistema di salvataggio vi permette di salvare, direttamente sulla cartuccia, la vostra posizione alla fine di ogni livello (come le già rilasciate conversioni per console), a differenza di quella per computer dove si poteva salvare sempre.
La difficoltà è ben calibrata grazie a 4 diversi livelli di difficoltà (il primo da evitare a priori, l’ultimo da testare solo se vi ritenete dei pazzi furiosi), la tensione è sempre in agguato ogni qualvolta girerete un angolo sospetto o aprirete la porta chiusa con quella chiave tanto sudata per ottenerla.
Peccato per la mancanza di opzioni multigiocatore, comunque assenti anche nell’originale, se la memoria non inizia a perdere colpi.

Grafica e sonoro

Che Wolfenstein 3d sia stato il primo sparatutto 3d della storia non c’è dubbio, che si poteva fare di più su Game Boy Advance, dopo aver visto quel che può fare con gli fps, non ci piove: un frame rate instabile (in presenza di porte che si aprono o un paio di sprite su schermo) si abbraccia ad una definizione molto bassa dei (pochi) fondali e degli sprite. Tenendo conto che in questa produzione mancano effetti speciali degni di codesto nome, zone dove luci ed ombre la fanno da padrone, ascensori, esterni o locazioni più o meno elevate rispetto ad altre, non possiamo che rammaricarci di fronte al risultato ottenuto da Stalker Entertainment, nella conversione di un titolo fondamentale per la storia videoludica.

Grafica e sonoro

Come nell’originale, non c’è traccia di musiche, a tenervi compagnia ci sono i lamenti dei nemici che periranno sotto i vostri colpi (di qualità nella norma), nonché effetti sonori veramente antiquati (e quindi ben convertiti dall’originale Pc, verrebbe da sottolineare) e ridotti all’osso.

Conclusioni

Wolfenstein 3d, nonostante più di una magagna a livello cosmetico (contestabilissimo l’engine grafico scatticchiante, nonostante la scarsa mole grafica), è sempre il gioco dal quale sono nati gli sparatutto in prima persona, un eccellente esempio di level design da parte di una Id Software che stupisce continuamente il suo affezionato pubblico. Per quanto riguarda il versante sonoro, non si poteva fare onestamente molto di più, è praticamente identico all’originale.

Conclusioni

Molto giocabile e con una longevità da non sottovalutare (60 livelli), se avete già giocato sino allo sfinimento Doom, LO sparatutto in prima persona per Game Boy Advance, fate vostro anche questo, tenendo conto della qualità della conversione di Stalker Entertainment.

Conclusioni

    Pro:
  • Wolfenstein 3d in tasca!!
  • 60 livelli
    Contro:
  • realizzazione tecnica mediocre
  • niente opzioni multigiocatore

Una decina d’anni fa…

Quando ancora le schede mangia-poligoni per Pc erano un miraggio , quando il Dos non era ancora stato soppiantato da Windows 9x e, soprattutto, in un periodo in cui si pensava solo a comprare picchiaduro alla Street Fighter e platform con protagonisti Mario o Sonic, Id Software, una piccola (ai tempi) software house americana, stava per inventare, di fatto, il genere degli sparatutto tridimensionali (o first person shooter) con il capolavoro Wolfenstein 3d.
Per la prima volta, lo scrolling abbandonava la sola via retta sinistra-destra nel quale muoversi per potersi spostare in uno spazio decisamente più vasto e complesso, così come enorme fu lo scalpore derivato dalla visuale in soggettiva, scelta inevitabile per una totale immersione nel gioco; il nostro alter ego virtuale non era più visibile sullo schermo, lo era la sua mano destra, grondante coltelli,pistole, shotgun e via dicendo.
Scopo del gioco? Nei panni di Bj Blazkowitz, fiero soldato americano dalla grande astuzia, un coraggio da leone ed una forza non indifferente, dovevate farvi strada attraverso 60 livelli, divisi in 6 episodi distinti, nel tentativo di scappare da un temibile castello occupato dai nazisti. La presenza di soldati nemici, cani, energumeni pronti a tutto pur di uccidervi, la presenza di tante stanze segrete ed un eccellente lavoro di level design, poneva Wolfenstein 3d nell’olimpo dei videogiochi, nonostante le feroci polemiche riguardanti l’abbondante (per i tempi) presenza di sangue, le svastiche ed altri ornamenti prettamente nazisti disseminati qua e la, come i quadri raffiguranti il Furher, Adolf Hitler.