X-COM: Enforcer  0

Torna in questa quinta incarnazione il mito degli X-COM. Sapranno ridare lustro ai vecchi fasti? Cosa ci attende, adesso, intrepidi nelle nostre armature scintillant, oltre la soglia dell'ignoto?

Primo impatto.

C'è da dire che non avevo mai sentito parlare di questo gioco e, dopo il fallimento di Alliance, non pensavo ne sarebbero usciti altri.
Così, mi sono ritrovato di fronte al monitor in attesa di un prodigio capace di dissipare le nebbie di questo mistero.
Finita l'installazione, lancio il gioco e mi trovo subito di fronte ad un'interfaccia piuttosto spartana, che tradisce una certa fretta in fase di programmazione. Cmq, per farla breve, inizio una partita in single player e mi trovo di fronte a qualcosa che non mi sarei mai aspettato, non per la serie X-COM almeno: un arcade!

Primo impatto.

Ecco che la gestione tattica delle squadre, la pianificazione degli scontri, il controllo strategico delle risorse, la ricerca di nuove tecnologie sfruttando i resti alieni ed il grandissimo coinvolgimento a cui ero abituato sono istantaneamente andati in fumo.
Adesso rimane il solito Rambo, armato di tutto punto e pressocchè invulnerabile, che deve sparare a centinaia di mostriciattoli che compaiono tutti insieme sullo schermo. Nulla di più, nulla di meno.
Il primo impatto, dunque, è stato deludente... ma non bisogna mai darsi per vinti e così mi sono detto: "e se invece di avere il marchio X-COM avesse un nome mai sentito prima?"
Insomma, mettiamo da parte i pregiudizi e vediamo com'è realmente 'sto gioco...

Il gioco ad un primo sguardo

Il gioco è il classico shoot'em up 3D, in terza persona, e con tonnellate di nemici, punti e bonus.
Si parte da uno stage di training (chiamarlo tutorial è un po' esagerato) e poi si prosegue attraverso livelli creati sempre nell'ottica di massacrare alieni a più non posso e fare continuamente punti. Il nostro alter ego può portare con sé solo un'arma per volta ma può sempre trovarne di nuove e raccogliere vari power up sparsi per i livelli.
Uccidendo i nemici, si possono raccogliere i DATA-POINTS, o punti tecnologia, che essi lasciano cadere e che serviranno, poi, fra un livello e l'altro per acquistare potenziamenti di varia natura.

Ma cos'è quest'Enforcer?

L'Enforcer è l'ultima frontiera dei combattimenti contro gli alieni invasori. E' un concentrato di potenza e tecnologia, un solo uomo/macchina che può affrontare orde intere dei mostri più bestiali.
All'inizio del gioco, ci troviamo nel malandato laboratorio di uno schizzatissimo professore, che poco assomiglia ad uno scienziato e molto, invece, ad un maniaco appena fuggito da una casa di cura. Il nostro enforcer dovrà liberare la terra dalla feccia aliena che ne ha preso possesso.
Avremo tonnellate di nemici da sconfiggere ed alcuni ostaggi da salvare. Ogni missione avrà degli obiettivi e questi ci saranno illustrati via radio dall'onnipresente professore, che saprà indicarci sempre la direzione corretta per raggiungerli uno dopo l'altro.

Ma cos'è quest'Enforcer?

Tra un livello e l'altro, potremo rifornirci all'interno di un laboratorio, dove avremo la possibilità di acquistare armi, power up e miglioramenti strutturali di varia natura. Naturalmente, tutto questo ha un costo, cioè i punti che abbiamo raccolto durante i livelli precedenti e che adesso possiamo spendere in allegria.
All'inizio la natura dei potenziamenti disponibili sarà piuttosto tradizionale, quindi bonus sul danno, sulla difesa o sulla velocità, insieme ad armi classiche come il lanciafiamme ed il fucile. Sulla lunga distanza, invece, troveremo armi devastanti come lanciarazzi, freeze-gun, cannoni ad energia e, persino, l'Air Strike e bombe nucleari in miniatura.

Ma cos'è quest'Enforcer?

Il gameplay, alla fine, è sempre lo stesso: spara, spara, spara, raccogli i bonus, spara ancora e cerca di non rimanere incastrato fra le orde di nemici.
Se da un lato questo pone una seria ipoteca sulla longevità dl titolo, dall'altro farà sicuramente la felicità dei tanti appassionati del genere. In fin dei conti, è un gioco semplice e ripetitivo e non brilla certo per creatività.
Una curiosità: nel gioco, alcune mappe sono state create in modo da riproporre gli stessi scenari visti nei primi capitoli della serie, quelli isometrici. Quindi, potremo combattere nelle città, costruite sulla falsariga di quei famosi 'siti del terrore' che ci hanno fatto dannare l'anima in passato, oppure fra i campi di grano di una fattoria infestata, con le palizzate che ne delimitano i confini, proprio come succedeva in UFO: Enemy Unknown.

Il segreto della tecnologia.

Abbiamo parlato del gioco, finora, ma non abbiamo parlato dei suoi aspetti tecnici.
Il motore che muove tutto non è nuovo di zecca, ma è il pluriutilizzato (e sempreverde, aggiungo) motore di UT, e si vede.
Graficamente non si può gridare al miracolo, nè si può rimanere a bocca aperta per gli effetti visivi, tanto più che i level designer hanno risparmiato sulle rifiniture delle mappe. E' possibile, quindi, trovare un 'bosco', al limitare di una fattoria, ma che in realtà è solo una muraglia di alberi disegnati.
Ma X-COM: Enforcer non è un gioco da guardare, non ce n'è il tempo. Qui, conta la potenza di fuoco, mentre i combattimenti sono sempre furiosi ed pieni di alieni.

Il segreto della tecnologia.

Un aspetto non secondario che è il caso di trattare è quello della potenza di calcolo necessaria a far girare questo gioco. Data la spropositata quantità di nemici ed oggetti che compaiono tutti insieme sullo schermo, è facile che su macchine datate si verifichino dei rallentamenti. Per fortuna, la quantità di poligoni impiegati per ogni modello non è così alta, per cui un pc medio può gestire bene i calcoli.
Il livello di dettaglio, come poco pirma accennato, non è particolarmente alto, ma questo per fortuna non influisce troppo pesantemente sulla sua giocabilità, dato che in fin dei conti non c'è mai il tempo di guradarsi intorno. Anche il sonoro si mantiene a livelli medi e non si fanno notare musiche particolarmente belle ed appassionanti.
Da un punto di vista strettamente tecnico, dunque, X-COM: Enforcer è piuttosto mediocre, nonostante sfrutti la tecnologia di UT che, seppur datata, potrebbe far di meglio.

La vita può esistere altrove...

Eccoci qui, alla fine, a trarre le debite conclusioni su questo gioco.
Abbiamo già detto che è un titolo ripetitivo e noioso, nonchè tecnologicamente superato, per cui è facile prevedere che questo giudizio sarà negativo. E invece non del tutto, perchè in fin dei conti mi ci sono divertito, perchè a sparare senza criterio e a vedere mille alieni colorati esplodere tutti insieme ci ho preso gusto e perchè la noia non è giunta troppo presto.

La vita può esistere altrove...

Quello che, in un certo senso, salva questo gioco è la semplicità del suo schema unita alla frenesia dei combattimenti. Per carità, non è un capolavoro, però può andar bene per quei pomeriggi nuvolosi, quando ci si vuole riposare un po'.
Se, invece, si cerca un gioco di maggior peso, pur nell'ambito di questo genere, allora non posso che consigliare di guardare altrove, ad esempio c'è il bellissimo Expendable, anche se vecchio, che sicuramente stravince nel confronto con X-COM: Enforcer, e potrei continuare perchè la lista è lunga. 22

L'importanza di un nome

X-COM è una sigla che ricorre spesso nell'ambiente dei videogiochi e porta con sé un carico di significati, molto spesso contrastanti fra loro, che è andato crescendo nel tempo. Pur se molti ne hanno sentito parlare, sono pochi coloro che hanno potuto conoscere i primi episodi di questa saga. Senza andare a riesumare ciò che è sepolto, basta dire che si trattava di due titoli dove tattica, strategia ed una forte atmosfera da b-movie anni cinquanta si mescolavano in una miscela altamente esplosiva. Il successo fu rapidissimo ed indiscutibile. 12 Ciò che venne dopo fu una serie di patetici tentativi di realizzare prodotti innovativi che, in un modo o nell'altro, prendessero le distanze dalle loro stesse origini. Così, sotto il marchio di X-COM, nacque una versione profondamente mortificata del vecchio schema tattico e persino un mediocre simulatore di volo spaziale.
Oggi, a distanza di tanti anni dal primo, glorioso, capitolo (era il 1992), ecco giungere questo X-COM: Enforcer, nato dalle ceneri del troppo ambizioso progetto X-COM Alliance, che avrebbe dovuto sfruttare il motore di UT e che è, invece, miseramente naufragato per mancanza di soldi.
Ed eccoci qui, in queste pagine, ad analizzare i pregi ed i difetti di questo ultimo capitolo della saga.