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Windows e Xbox sotto un solo tetto

L'Xbox del futuro assomiglia sempre più a un PC

SPECIALE di Giorgio Melani   —   02/03/2016

Si sono infine rivelati i segreti celati tra le mura dell'esclusiva conferenza Microsoft tenutasi a fine febbraio, e a quanto pare tra questi si nasconde ben più che qualche semplice passaggio di titoli tra Xbox One e Windows 10. Chiariamo che non c'è ancora nulla di ufficiale sul futuro di Xbox inteso come hardware da gioco, ma il keynote tenuto da Phil Spencer nel corso della conferenza sembra aprire scenari piuttosto rivoluzionari non solo per Microsoft, ma anche per la concezione stessa del mercato console, andando a colpire alcuni dogmi fondamentali che hanno definito questo segmento da decenni a questa parte. Andiamo con ordine: il mantenimento di PC e Xbox all'interno di compartimenti stagni ben separati tra loro ha cominciato a essere sempre meno giustificabile e sostenibile per Microsoft, per una serie di cause concatenate. La robustezza dimostrata dal mercato videoludico sul versante PC, la sostanziale somiglianza strutturale tra console e PC data dall'adozione della medesima architettura hardware, l'adozione dello stesso sistema operativo con integrazioni multimediali incrociate tra Windows e Xbox e infine, ma non ultimo, la difficoltà di Xbox One ad affermarsi sul mercato nei confronti della concorrenza diretta, hanno reso la convergenza tra i due ecosistemi praticamente inevitabile. D'altra parte, la presenza pervasiva di Windows in ambito PC come vero e proprio monopolio in termini di sistema operativo rappresenta una potenziale miniera d'oro per la divisione videoludica di Microsoft, e l'attesa per un impegno concreto della casa di Redmond nell'ambito dei videogiochi su PC è stata anche troppo lunga, a parte la sfortunata parentesi dell'esperienza Games for Windows Live. Non stupisce, insomma, l'avvicinamento di PC e Xbox nella strategia di Microsoft; anzi, risulta in fin dei conti una naturale conseguenza della posizione della compagnia sui due mercati, ma trattare le due divisioni come un'unica famiglia può portare ad alcune estreme conseguenze.

L'Xbox del futuro assomiglia sempre più a un ibrido tra console e PC

Un universo di app

La base di tutto è la Universal Windows Platform, ovvero l'ambiente di sviluppo condiviso per la produzione delle Universal Windows Application (UWA), le app in grado di funzionare su tutti i dispositivi che condividano il medesimo kernel di Windows, ovvero PC con Windows 10, smartphone, tablet e Xbox One. In questa nuova visione unitaria dello sviluppo sul sistema operativo Microsoft, i videogiochi rientrano in questo insieme di UWA e vengono dunque idealmente scollegati da un hardware preciso e considerati come appartenenti al catalogo di applicazioni compatibili con la grande piattaforma Windows.

Windows e Xbox sotto un solo tetto

Dal punto di vista degli sviluppatori, questo significa sfruttare degli strumenti standard che consentono di pubblicare applicazioni compatibili con un gran numero di hardware diversi attraverso una piattaforma di programmazione unitaria e l'API DirectX 12, di fatto cancellando le barriere tra PC e Xbox, al di là di un'ovvia scalabilità nelle performance delle app/giochi in base alle diverse configurazioni hardware. Questo crea però uno squilibrio tra le due piattaforme, visto che mentre il PC è in grado di evolversi a ritmi vertiginosi di anno in anno, Xbox si basa su uno dei principi base del concetto di console, ovvero la fissità e chiusura dell'hardware, definito all'inizio di una generazione e destinato a durare per un ciclo vitale di vari anni. Uno sviluppo sempre più condiviso tra PC e console porta dunque alla decadenza di un altro elemento fondamentale per queste ultime, ovvero l'ottimizzazione del software centrata su un hardware immutabile, visto che la pletora di configurazioni PC su cui le UWA sono previste funzionare renderebbe necessaria una continua mediazione tra le punte tecnologiche più avanzate del mondo Windows e l'hardware inevitabilmente bloccato di Xbox. Potrebbe però emergere un'altra situazione in futuro, una soluzione radicalmente diversa da quanto visto finora che tuttavia sembrerebbe in linea con questa nuova visione unitaria dell'ambiente Windows.

L'ibrido console/PC

Sebbene non si sia sbilanciato esplicitamente, diversi argomenti del discorso di Phil Spencer sembrano puntare chiaramente alla trasformazione di Xbox in una sorta di ibrido tra console e PC, una macchina destinata a essere modificata ed evoluta con un ritmo più frequente e regolare rispetto ai classici cicli vitali delle macchine da gioco. Il capo della sezione Xbox ha fatto presente come l'idea di scollegare il software da un hardware definito fa decadere anche la necessità di un hardware fisso su cui lavorare.

Windows e Xbox sotto un solo tetto

Per questo motivo Spencer dice di vedere in futuro la possibilità di innovazioni più frequenti in ambito hardware di quanto si sia mai visto in precedenza per quanto riguarda le console. Il fatto di avere a che fare con una piattaforma condivisa risolve inoltre il problema della compatibilità, in quanto i giochi più vecchi continueranno sempre a funzionare anche sulle macchine più nuove, così come quelli più nuovi (presumibilmente con qualche compromesso) su quelle più vecchie, non essendo più valida la distinzione netta tra generazioni e architetture diverse e avendo sempre a che fare con UWA funzionanti su Universal Windows Platform, più che su giochi sviluppati per una specifica console. Decaduto il principio classico dell'hardware fisso, la nuova console Microsoft potrebbe essere una sorta di mini-PC brandizzato Xbox, che a quel punto può essere proposta anche in versioni diverse con possibilità di upgrade frequenti o con hardware espandibili e modificabile direttamente dall'utente, di fatto se si supera la fissità della configurazione standard si aprono scenari nuovi che possono assomigliare alle soluzioni adottate per le Steam Machine con Windows come base costante e l'appartenenza alla Universal Windows Platform e alle sue applicazioni compatibili come elemento caratterizzante. A quel punto, ovviamente, il multiplayer cross-platform potrebbe facilmente diventare la norma tra PC e Xbox, così come la possibilità di acquisti cross-buy valevoli per entrambe le versioni di uno stesso gioco, cosa che sembra rientrare nei piani di Microsoft.

Nuovi scenari

La presentazione di questa nuova concezione dei videogiochi come UWA all'interno dell'ambiente di sviluppo condiviso è stata accompagnata dall'annuncio di Forza Motorsport 6 Apex, a dimostrazione di come il Forza Tech Engine in DirectX 12 sia diventato compatibile con la piattaforma universale con grande facilità e il gioco possa così essere gestito su piattaforme diverse.

Windows e Xbox sotto un solo tetto
Windows e Xbox sotto un solo tetto

Tuttavia, il successo di una tale organizzazione sul fronte videoludico dipende ovviamente sempre dal supporto dimostrato dagli sviluppatori stessi. In teoria la possibilità di accedere a strumenti condivisi e standard per lo sviluppo di titoli che possano poi essere pubblicati su varie piattaforme appartenenti alla famiglia Windows dovrebbe rappresentare una notevole semplificazione e un vantaggio strategico anche per i produttori, ma emergono anche degli elementi critici che si dovranno valutare una volta che emergeranno maggiori dettagli sulla questione. Dal punto di vista tecnico, sviluppare per una console con hardware fisso comporta evidenti vantaggi nella possibilità di conoscere perfettamente le caratteristiche della macchina e poter così prevedere ampiamente le performance del software sulla piattaforma standard ma, togliendo questo punto fermo, le variabili da prendere in considerazione nello sviluppo di un gioco aumentano sensibilmente e il lavoro di ottimizzazione diventa più complesso e scalabile. Sul piano del business, molto dipenderà poi dalle eventuali limitazioni imposte sullo Store ufficiale di Microsoft e come questo verrà recepito dagli utenti rispetto agli altri canali di distribuzione. L'esperimento Games for Windows Live non ha avuto esito positivo e Phil Spencer ha affermato di aver imparato molto dagli errori commessi, proponendo un sistema molto più aperto e leggero, tanto che per la pubblicazione di app in ambito UWP all'interno del Windows Store è necessaria una semplice registrazione senza alcun complicato processo di certificazione, ma la concorrenza in ambito di digital delivery è molto agguerrita e la proposta di Microsoft dovrà lottare per affermarsi.