Editoriali2016: un anno di nulla per Nintendo? 

Dopo gli annunci di ieri, cerchiamo di capire cosa farà Nintendo nel 2016

Partiamo da un assunto brutale, ma con cui ormai bisogna fare i conti: Wii U è morto, ma non certo ieri con l'annuncio dell'uscita della sua erede a marzo 2017. Wii U è morto quando il compianto ex-presidente Satoru Iwata accennò per la prima volta pubblicamente all'esistenza di Nintendo NX in un'intervista con il Times. Siamo a marzo del 2015, poco più di due anni dopo il lancio di Wii U (avvenuto in Europa il 30 novembre 2012). 2016: un anno di nulla per Nintendo? 2015? No. 2016? No. 2017! Quando un produttore hardware annuncia una nuova console, non c'è molto da stare a dibattere: la vecchia ha i giorni contati. Facile in questo caso affermare che Nintendo abbia deciso la morte prematura di Wii U qualche mese prima di quella storica intervista, valutando la situazione critica in cui versava la macchina a causa delle vendite che stentavano a decollare e all'impossibilità di convincere le terze parti a svilupparci sopra. Il resto, come si suol dire, è fuffa da internet, ossia un cercare di carpire chissà quali strategie dietro a una mossa dettata da un quadro di fin troppo semplice lettura, dipinto dalla disastrosa risposta del mercato a una console dall'identità vaga e indefinibile. Precisiamo che chi scrive non è un iscritto al partito di quelli infervorati nel criticare la scelta di Nintendo di provare qualcosa di nuovo e originale con la sua ultima macchina. In fondo la casa di Mario veniva dal successo di quell'oggetto alieno e affascinante che è stato Wii, cui non poteva far seguire qualcosa di troppo tradizionale che negasse la sua vocazione. Cosa avremmo scritto se si fosse presentata al pubblico mettendosi di colpo a inseguire i suoi avversari (Microsoft e Sony)? A volte i fallimenti sono l'inevitabile conseguenza dei successi che li hanno preceduti. Ma non allontaniamoci troppo dall'oggetto dell'articolo e torniamo a dissezionare il cadavere di Wii U. Lo stesso mese del palesarsi di Nintendo NX, fu annunciato il rinvio del nuovo The Legend of Zelda, fino ad allora considerato un'esclusiva Wii U. Sinceramente, bastava poco per collegare l'annuncio della nuova console e il rinvio quasi contemporaneo del titolo più atteso per quella vecchia. L'unica possibilità sensata era che il nuovo Zelda fosse diventato un titolo di lancio di NX. A caldo la cosa fu rifiutata da molti (alcuni hanno negato questa possibilità fino all'annuncio di ieri), perché significava ammettere l'abbandono traumatico della console, ma per gli osservatori più attenti era chiaro che Nintendo aveva lasciato a Wii U solo una manciata di titoli per superare l'inverno del 2015 e i primi mesi del 2016. La speranza di vedere grossi annunci per Wii U all'E3 2015 si rivelò vana, così come quella di vedere qualche colpo di scena nei mesi successivi. Tutto è andato secondo copione.

Nintendo NX e The Legend of Zelda a marzo 2017... ma chi ha il Wii U a che cosa gioca nel 2016?

Nientendo 2016

Ieri Nintendo ha infilato una serie di annunci che hanno scioccato l'ambiente. Si pensava ad esempio che NX uscisse a fine 2016. Tutte le voci di corridoio degli scorsi mesi volevano così, come anche l'ormai famoso nuovo trailer di The Legend of Zelda che riportava un gigantesco 2016 come anno di uscita. Invece lo vedremo nel 2017. Non ci vuole troppa fantasia a ipotizzare che uscirà a marzo, insieme alla console. Come mai Nintendo ha mancato l'uscita di fine 2016? Il presidente Tatsumi Kimishima ha parlato apertamente della necessità di dare più tempo agli sviluppatori per concludere alcuni giochi, così da rendere la line-up di lancio più corposa, ma volendo possiamo fare qualche ipotesi sui possibili problemi che si sono voluti evitare. 2016: un anno di nulla per Nintendo? Mai console è stata annunciata così in anticipo, ma è rimasta tanto misteriosa Ad esempio ci sarebbe potuta essere una certa difficoltà nel garantire un adeguato approvvigionamento di unità ai negozi, e va anche considerato che in questo modo si evita la concorrenza natalizia della praticamente certa nuova versione di PlayStation 4 e dell'ipotetica nuova versione di Xbox One. Infine, Nintendo ne trae un vantaggio non da poco in previsione della ristrutturazione del suo business, ossia quello di garantire un focus maggiore ai suoi titoli mobile, dei quali per ora si è visto soltanto Miitomo. Ovviamente le nostre sono semplici ipotesi, quindi prendetele come tali, anche se crediamo fermamente che, in linea generale, Nintendo voglia rischiare il meno possibile in termini comunicativi e di problemi collaterali per quella che potrebbe essere la sua ultima spiaggia nel mondo dell'hardware da gioco (almeno in quello tradizionale). Molti hanno però notato una cruda ovvietà: marzo 2017 è lontano, troppo lontano. In mezzo ci sono undici mesi di nulla in cui i possessori di Wii U saranno lasciati con un pugno di mosche, ossia con titoli di secondo piano e nessuna grossa novità da attendere. In realtà chi possiede Nintendo 3DS avrà parecchio da fare, tra Yo-kai Watch, i nuovi Pokémon (Sole/Luna), Monster Hunter Generations, Sonic Boom: Fuoco e Ghiaccio, Kirby: Planet Robobot e probabilmente altri titoli che saranno annunciati nei prossimi mesi. Purtroppo il quadro per Wii U è decisamente più tragico. Ricercando si trova davvero poco: a giugno abbiamo l'interessante, ma di nicchia, Tokyo Mirage Sessions #FE di Atlus e il più vendibile Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Rio 2016 di SEGA; quindi dobbiamo saltare a fine anno per giocare con Paper Mario: Color Splash e... basta.

A Natale solo carbone

Ricapitoliamo: la voragine ludica natalizia di Nintendo, creata dal rinvio del lancio di Nintendo NX a marzo 2017 (non dichiarato ma palesato dall'inequivocabile anno 2016 riportato dell'ultimo trailer di The Legend of Zelda e da diverse voci di corridoio sommatesi negli scorsi mesi) e dalla mancanza di materia prima per Wii U, rischia di essere letale non tanto per Nintendo, quanto per il suo pubblico più affezionato, che per la prima volta dal lancio del NES si troverà a dover affrontare un anno di forte carestia, solo in parte mitigata dai già citati titoli in uscita su Nintendo 3DS e dagli annunciati titoli mobile dedicati ai brand Animal Crossing e Fire Emblem. L'E3 a quanto pare non porterà con sé grosse novità in tal senso, visto che si parla della presenza di una versione giocabile di The Legend of Zelda e nient'altro. Certo, potrebbe esserci qualche annuncio dell'ultima ora, ma a questo punto avrebbe poco senso concentrarsi su titoli completamente nuovi per Wii U. 2016: un anno di nulla per Nintendo? Il successo o l'insuccesso di NX poterebbe determinare se il mobile sarà o meno l'unico futuro di Nintendo Più probabile che, nel caso, Nintendo tiri fuori dal cilindro qualche edizione rimasterizzata di qualche vecchia gloria, o abbassi di netto il prezzo della console in modo da venderne più unità possibili (che a questo punto sarebbe l'unica strategia sensata), puntando magari contemporaneamente a piazzare qualche copia in più dei titoli di catalogo. Quel che è certo è che il 2016 di Nintendo parlerà più al mercato mobile che a quello tradizionale. Lo si può notare anche leggendo il comunicato stampa con tutti gli annunci di ieri, in cui l'enfasi è evidentemente in direzione Miitomo. Non si tratta di una scelta di campo definitiva e sicuramente l'intento della società è di riuscire su entrambi i mercati. Rimane comunque il fatto che Nintendo passerà il Natale 2016 a osservare le mosse dei suoi avversari e le reazioni dei giocatori, così da spianare la strada a NX. Nel frattempo si acclimaterà con il mondo mobile e con tutte le novità introdotte a livello di network, continuando a vendere gli amiibo. Insomma, è probabile che i vertici della società siano coscienti che si tratta di un anno di transizione e che nel 2016 Nintendo inciderà pochissimo sulla scena videoludica, ma evidentemente non possono rischiare mosse azzardate e preferiscono fare un sacrificio per garantire un lancio perfetto alla console. Ribadiamolo: sbagliare con NX sarebbe letale per Nintendo. Non pensiamo al fallimento, certo, ma quantomeno la obbligherebbe a cambiamenti drastici nel suo business. Rimane solo un problema: far accettare la situazione ai videogiocatori delusi da questo abbandono repentino. In effetti, Wii U non è una macchina vecchia e si trova a circa metà di quello che normalmente sarebbe il ciclo di vita di una console. Chi l'ha acquistata non ha mai avuto una sovrabbondanza di titoli da giocare, ma i capolavori non sono mancati. Mandarla in pensione in modo così repentino, privandola per lungo tempo del suo titolo più atteso, non significa solo togliere di torno un apparecchio di scarso successo, ma anche deludere una buona fetta di fan storici (che magari, in quanto tali, sono più propensi al perdono, diciamolo). Insomma, volendo anche recuperare la loro fiducia può essere un problema di troppo.

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