Phoenix Wright: Ace Attorney - Spirit of JusticeIl sesto maxiprocesso 

Finalmente annunciato ufficialmente per l'Occidente, tutto quello che sappiamo su Ace Attorney 6!

Attenzione alle anticipazioni!

Per quanto abbiamo cercato di tenerli al minimo, è inevitabile che un articolo del genere contenga qualche spoiler perlomeno sui personaggi presenti nel gioco. Si tratta peraltro degli stessi che è possibile avere visionando i filmati disponibili, ma se volete restare completamente a digiuno di anticipazioni, non proseguite oltre con la lettura!

I criteri con cui Capcom gestisce la localizzazione di Gyakuten Saiban, nome originale della serie di Ace Attorney, sono spesso incomprensibili anche a tener conto delle problematiche - fondamentali per l'azienda, comprensibilmente meno per un fan - legate al mero profitto. Mentre Dai Gyakuten Saiban, lo spin-off ambientato nell'era Meiji e che vede la partecipazione straordinaria di un personaggio in tutto e per tutto occidentale come Sherlock Holmes, vaga ancora nel limbo dell'incertezza di una traduzione perlomeno in inglese, di Ace Attorney 6 a Osaka confermarono l'uscita dalle nostre parti sin dall'annuncio nipponico, Settembre 2015, senza avere un minimo riscontro dell'eventuale successo in patria; i dettagli definitivi dell'edizione occidentale li abbiamo avuti proprio in questi giorni e sembra opportuno fare il punto della situazione. Tanto più che, nell'imminenza dell'uscita giapponese, siamo veramente pieni di informazioni che cercheremo di sbrogliare come ci hanno insegnato Phoenix e i suoi assistenti in tanti anni di onorata carriera. Se non ci sono obiezioni, possiamo pure iniziare.

Finalmente annunciato per l'Occidente, facciamo il punto della situazione sul prossimo Ace Attorney!

L'adunanza degli spiriti

Sin dal giorno dell'annuncio, sembrava chiaro che la direzione intrapresa dal nuovo Ace Attorney fosse all'insegna delle novità. A partire dalle personalità coinvolte: Shu Takumi, creatore della saga, si prende un po' di riposo reduce dalle fatiche del crossover col Professor Layton e dello spin-off ottocentesco, e al timone torna la squadra di Dual Destinies, l'ultimo episodio canonico, ossia Motohide Eshiro nelle vesti di producer e Takeshi Yamazaki come director; ma laddove Yamazaki si era assunto tutte le responsabilità di "regista" nella fatica precedente, stavolta si occupa solo di dirigere lo scenario, parliamo quindi per farla semplice di coordinare tra loro le storie dei vari casi presenti ognuna scritta da un diverso autore, e viene affiancato da Takuro Fuse che invece gestisce la parte grafica (è anche l'art director del gioco) e le meccaniche di gameplay. Il sesto maxiprocesso Il sesto maxiprocesso A quanto pare, la decisione nasce sia da una sorta di esaurimento nervoso che il lavoro fatto su Dual Destinies aveva causato a Yamazaki, sia dalla volontà di rendere più fluido il processo di sviluppo. Se questi dettagli resteranno comunque nascosti a chi semplicemente giocherà il titolo, molto più evidente è stata sin dal primo filmato e dalle prime schermate l'ambientazione totalmente nuova: non più il Giappone dell'immediato futuro (o una versione estremamente nippofila degli Stati Uniti per le edizioni occidentali, amorevolmente chiamata dai fan "Japanifornia"), ma il Regno di Khura'in, che la stessa Capcom dice trovarsi nella parte occidentale dell'Estremo Oriente e difatti è palesemente ispirato al Tibet, terra di confine dalle mille influenze cinesi e centro-asiatiche, dove il Buddismo si mescola a credenze sciamaniche e animistiche ancora molto vive. Khura'in è ispirato al Tibet sia dal punto di vista estetico come si deduce facilmente dalle schermate, ma anche per quanto riguarda le credenze di cui parlavamo: una religione che permette di evocare facilmente lo spirito di un defunto può anche farsi raccontare dallo stesso com'è morto, col risultato che nei processi di questo Paese i procuratori non sono altro che sacerdoti, e gli avvocati difensori non esistono affatto! Come smentire, del resto, la testimonianza della stessa vittima? Wright però, che si trova a Khura'in per motivi che all'epoca dell'annuncio ancora non conoscevamo, non ci sta, e vuole affermare la dignità della professione anche in questo lontano Regno: dovrà vedersela con Rayfa Padma Khura'in, sacerdotessa reale che si occupa proprio di evocare, in uno specchio d'acqua posto nel centro dell'aula, gli ultimi ricordi della vittima. Appare subito quindi una nuova dinamica di gameplay, che va ad affiancare il concetto dei lucchetti psichici da sempre legato a Phoenix, vale a dire la Divination Séance: il nostro, studiando attentamente i ricordi evocati, dovrà trovare tutte le contraddizioni nei ragionamenti di Rayfa ed esporle a un giudice che, se esteticamente ricorda molto il vecchio, amabile magistrato nippo-americano, è se possibile ancora più diffidente nei confronti dei difensori.

Di tutto un po'?

Il sesto maxiprocesso Fin qui la situazione appariva abbastanza lineare: nuova ambientazione, nuovi avversari, nuove dinamiche di gameplay. Ma già il tema della divinazione e il nome di Khura'in non potevano non richiamare alla mente degli appassionati il clan dei Fey. E difatti, ben presto abbiamo scoperto il ritorno di un personaggio amatissimo, Maya Fey: la medium ex assistente di Wright non solo fa parte della storia, ma è anche il motivo per il quale l'avvocato dai capelli a punta si trova così lontano da casa. Il reveal di Maya è stata però solo una delle tantissime sorprese che Capcom ha svelato man mano nel corso dei mesi attraverso tonnellate di filmati. Da questo punto di vista molto significativa è la presenza di Apollo Justice, non solo per il character in sé, che in molti sentono non sia mai stato sviluppato nelle sue piene potenzialità, ma per il fatto che lo controlleremo in casi ambientati nel classico setting giapponese: la "grande trama" di Ace Attorney 6 si svolgerà infatti parallelamente a Khura'in nei panni di Phoenix, e in Japanifornia in quelli di Apollo. Almeno teoricamente, perché poi è emerso un vero e proprio florilegio di colpi di scena quasi ad anticipare quelli che sicuramente ci riserverà il titolo. Un secondo carismatico avversario, innanzitutto, Nayuta Sadmadhi, procuratore nonché monaco Khura'inese, e poi una serie di ritorni: Athena Cykes, Ema Skye, Trucy Wright, Simon Blackquill, Pearl Fey e addirittura Klavier Gavin e l'immarcescibile Miles Edgeworth. Manca solo il caro vecchio Gumshoe, ma chissà se non ce lo ritroveremo in qualche forma... Alcuni di questi saranno presenti solo in episodi speciali scaricabili come DLC e apparentemente slegati dalla storia, ma qua sta il vero punto di domanda di tutta l'operazione. Il sesto maxiprocesso Il sesto maxiprocesso Se dal punto di vista del gameplay, in una visual novel come Ace Attorney avere tutte le vecchie dinamiche già rodate che accompagnano le novità (sappiamo ad esempio che i casi ambientati in patria saranno più canonici col ritorno dell'investigazione forense, del Mood Matrix e della possibilità di analizzare gli oggetti nel dettaglio, possibilità che si allarga anche agli scenari) è solo un bene, e peraltro gli sviluppatori vogliono mantenere le cose buone di Dual Destinies dal punto di vista della fluidità dell'esperienza ma senza arrivare agli eccessi di semplicità di quell'episodio, il vero dubbio sta nel come la trama, con tutti questi personaggi vecchi e nuovi, riuscirà ad assumere quella coerenza nella complessità che è il vero fiore all'occhiello di tutta la saga. Finché non metteremo le mani sulla versione definitiva, sarà difficile liberarci dell'idea che il team abbia voluto, forse per accontentare tutti i fan, forse per celebrare degnamente il quindicesimo anniversario della serie e l'episodio che chiude idealmente la seconda trilogia, mettere più carne al fuoco possibile, e pur confidando nell'abilità di Yamazaki abbiamo il sospetto che il compito che si è assunto è veramente arduo. Tanto più che, nell'ultimo trailer giapponese, assistiamo anche a quello che potrebbe essere un colpo di scena assolutamente clamoroso, e se da un lato non vediamo l'ora di saperne di più, dall'altro la prospettiva di un "minestrone" di tutti i capisaldi della saga un po' ci spaventa. Vedremo: già dal 9 Giugno avremo le impressioni di chi vorrà giocarlo in lingua originale, per quella comprensibile bisognerà aspettare Settembre e quest'ultima annotazione ci dà adito ad affrontare brevemente un ultimo argomento spinoso. Ace Attorney 6 sarà solo in inglese e solo in digitale e sappiamo che questo scatenerà sin da ora le ire di una parte di giocatori, sia neofiti che appassionati della saga. Se poi varrà la pena anche per questi giocatori di venire meno alle proprie convinzioni, lo sapremo solo quando saremo in grado di valutare la qualità effettiva della produzione.

Certezze

  • Le novità di ambientazione e gameplay sono molto interessanti
  • I nuovi avversari sembrano carismatici
  • In fondo i ritorni fanno sempre piacere...

Dubbi

  • ...ma sarà possibile gestirli senza sfociare nella mera operazione commerciale?
  • Scelte di mercato che alienano una parte di utenza

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