L'ultimo guardiano si avvicina  84

Fumito Ueda torna a parlare della sua ultima creatura, The Last Guardian: vediamo in che termini

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Guardiano dove sei?

Alzi la mano chi, ormai quasi un anno or sono, non ha pianto lacrime di gioia all'apertura di quella che è stata forse la più toccante - ma allo stesso tempo c'è da dire inconcludente - conferenza del recente passato dell'E3. Sony, dopo anni di silenzi ma di continue rassicurazioni sull'effettiva esistenza dell'ultimo progetto di Fumito Ueda, torna a mostrare il titolo con una clip di gameplay dalla potenza emozionale devastante. Da quel momento, nuovamente il silenzio. Un anno ancora di voci, di conferme e di dubbi amletici, per quello che è il titolo nipponico più chiacchierato dal suo lontano annuncio del 2009. Tra affermazioni fuorvianti, l'uscita del geniale game designer da Sony e il passaggio generazionale, credere ancora nell'esistenza di The Last Guardian sembrava più un miraggio che altro. Oggi invece si torna a parlare di questo titolo. Lo facciamo tramite una serie di informazioni che stanno venendo a galla proprio in queste ore e con la consapevolezza di una cosa, la più importante: Sony è convinta che il titolo arriverà nel 2016. E questo è quanto basta.

The Last Guardian appare pronto a regalarci una grande avventura che punta sul rapporto con Trico

TriConometria

Fin dalle primissime voci sull'erede spirituale di Ico e Shadow of the Colossus, l'attenzione è sempre stata focalizzata sul rapporto tra il protagonista e il gigantesco incrocio canide-volatile. Trico, questo il suo nome - che potremmo leggere appunto come riferimento al terzo capitolo di una fantomatica trilogia- è riuscito a conquistare l'amore del pubblico per la sua innata capacità di trasmettere emozioni attraverso le semplici interazioni con il protagonista. Quello che però è venuto alla luce con il tempo e che ci ha permesso di carpire la cura riposta nella realizzazione dell'animale, è la sua capacità di auto gestirsi.

Sembra sempre più appurato che sarà lo stesso Trico a togliere spesso le castagne dal fuoco del giocatore, ma che allo stesso tempo questo non avverrà per caso. Ci troviamo certamente di fronte ad un'avventura che, a prescindere dalla sua durata, sarà incentrata sulla risoluzione di enigmi e - nonostante non siano mai state mostrati - probabilmente anche una serie di momenti di battaglia. Proprio in questo ore stanno fioccando in rete immagini di alcune figure, riconducibili ad armature di pietra animate, che sembrano avvicinarsi minacciosamente al protagonista. Non ci è ovviamente dato sapere le modalità con le quali potremo difenderci dai nostri avversari, ma non è difficile immaginare che il nostro peloso amico si rivelerà fondamentale anche in talune situazioni. Tra le varie possibilità emerse di recente, come meccaniche di risoluzione di un enigma, sembra esserci quella di poter proiettare attraverso uno scudo riflettente un fascio di luce su di un determinato punto della mappa e, immediatamente, Trico andrà a generare una sorta di laser rosso che potrà essere utilizzato per distruggere particolari elementi della mappa e aprirci un varco, lì dove non era possibile passare. Quali saranno tutte le opzioni a nostra disposizione non ci è dato saperlo e non vediamo l'ora di scoprirlo. Ciò che è certo è la volontà di Ueda e soci di metterci di fronte a un avventura nella quale i rapporti saranno tutt'altro che scontati e dalle molteplici variabili.

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Benvenuta fisica. E tu stai agli ordini!

Due degli elementi dei precedenti titoli del talentuoso team nipponico, sono stati senza dubbio la quasi totale assenza di fisica e un'intelligenza artificiale basilare, puntata su semplici routine che non appesantissero e non sconvolgessero certo per varietà. Per quanto riguarda la prima, in Ico la distruzione ambientale e lo spostamento degli oggetti era qualcosa di importante nella struttura dell'avventura. Zone prima inaccessibili o passaggi di fortuna venivano creati con l'ausilio di crolli strutturali o ponti pericolanti. Ciò che però è importante capire è che in quel caso, quei determinati elementi erano totalmente prerenderizzati. Questo faceva sì che quando ci si trovava a dover rompere un lampadario o una struttura di legno, i detriti non fossero gestiti da una vera e propria fisica in grado di renderli "tangibili", ma che si muovessero e si posizionassero poi a terra secondo uno schema be preciso e immutabile.

In The Last Guardian, grazie ovviamente al doppio passaggio generazionale, questo non è più vero. Come era possibile notare già durante la demo dell'E3 dello scorso anno, quasi ogni oggetto di dimensioni paragonabili a quelle del protagonista, reagisce agli urti e al passaggio dello stesso. Per questo, quando avremo a che fare con la distruzione dell'ambiente tramite il fascio di energia emesso dalla coda di Trico, gli elementi che compongono lo scenario saranno tangibili e questo non farà altro che integrare maggiormente i personaggi con il mondo che li circonda. Per ciò che concerne l'intelligenza artificiale, Ueda e soci, hanno tentato di creare qualcosa di totalmente nuovo nell'ambito delle avventure videoludiche. Lo stesso game designer si è detto annoiato dalla quantità di titoli che vantano la presenza di comprimari gestiti dall'intelligenza artificiale, ma che non hanno, però, una vera e propria personalità. L'idea iniziale è stata quindi quella di rendere Trico un animale con un suo umore e un suo tasso di autonomia. Questo aspetto, Ueda non lo nasconde, lo preoccupa molto per ciò che concerne l'impatto sul pubblico. Il fatto che ci si trovi costretti a chiamare numerose volte il grosso animale, o a vederlo negarci una data azione per pigrizia o indisposizione, rischia di tramutarsi in un semplice: "questa intelligenza artificiale non fa quello che gli dico". Ciò non cambia che l'intenzione sia esattamente quella. Per questo la quantità di codice riguardante il comportamento di Trico sembra essere esponenzialmente più corposa rispetto alla media di un titolo come questo. A livello visivo poi, sarà possibile capire, anche attraverso gli occhi del nostro compagno, la sua effettiva condizione emozionale. Occhi che cambieranno colore in base all'umore e alle sue volontà. Una decisione forte e marcata, che non mancherà di far discutere e difficilissima da bilanciare; ma è impossibile negarne l'audacia in termini di innovazione. Proprio quell'intelligenza artificiale che sempre più resta il tallone d'Achille di molti giochi bellissimi da vedere, ma che crollano su loro stessi a seguito di comportamenti ridicoli e ripetuti. C'è ovviamente da dire che riproporre l'infinita gamma di reazioni di un essere vivente resterà sempre il problema principale. Su questo si basano anche studi neuropsichiatrici e teorie di confine come le "embodied theories", ben più difficili e importanti di ciò che concerne il medium videoludico. Ciò non cambia che la contestualizzazione di un comportamento umano rimarrà sempre un dettaglio quasi irriproducibile. In questo già Naughty Dog, con il recentissimo Uncharted 4, ha raggiunto vette prima inimmaginabili. L'ultimo degli elementi che merita una riflessione è la difficoltà di gestazione di questo titolo. Ormai in sviluppo da più di otto anni e presentato durante il lontano E3 2009, ha vissuto un passaggio generazionale e una serie di problematiche di sviluppo non indifferenti. Per questo lo stesso Ueda non nasconde la difficoltà nel gestire la situazione e la sua stessa volontà e capacità di portarlo avanti. Allo stesso tempo è lui stesso a confermare l'allarme rientrato e la voglia di portare al pubblico quello che, mantenendo le aspettative, potrebbe rivelarsi l'ultimo capitolo di una serie che ha avvicinato senza dubbio il videogioco alla definizione di arte. The Last Guardian sembra essere più vicino di quanto non sia mai stato, e non vediamo l'ora di poter capire se Ueda aggiungerà una ulteriore pietra miliare alla sua già importantissima carriera.

CERTEZZE

  • La voglia di Ueda di regalarci l'ennesimo incredibile viaggio
  • L'uscita entro il 2016 sembra sempre più reale
  • Il rapporto con Trico sarà essenziale...

DUBBI

  • ...sperando che l'intelligenza artificiale sia realmente ciò a cui aspirano
  • Quasi una decade di travagliato sviluppo fanno male a più o meno ogni progetto