All-in  12

Prominence Poker non è l'ennesimo Texas hold'em free to play ma un videogioco in piena regola con ambizioni da RPG

Versione testata
PC Windows
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo
Gratis
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Prominence Poker è un free to play dedicato alla grande celebrità del mondo delle carte, quel gioco probabilmente nato in terra persiana che tra leggenda e realtà ha creato grandi eroi, segnato la fine di altri come Wild Bill Hickok, consumato innumerevoli anime e distrutto interi patrimoni. Il panorama videoludico è già pieno di titoli dedicati al Texas hold'em, la celebre variante texana che in questi anni ha riportato l'attenzione del mondo sul più classico dei giochi di carte, ma Prominence Poker cerca di offrire qualcosa in più rispetto al classico tavolo da poker virtuale, buttando sul piatto missioni single player, personalizzazione dell'avatar, sale da gioco dettagliate, personaggi stilizzati e animazioni accattivanti. Tutti questi elementi, anche se non tutti insieme, li abbiamo già visti ma il poker free to play di Pipeworks Studio rilancia con una dimensione interpretativa, funzionale anche al multiplayer, che punta a trasformare l'esperienza in un ibrido tra gioco di carte e gioco di ruolo.

Le ambizioni di Prominence Poker passano per un interessante sistema di emoticon e bluff

Il lato umano del poker

Prominence Poker può contare su un'interfaccia raffinata che include informazioni sempre a schermo sullo stato degli avversari, selettori a tendina per le opzioni extra e menù radiali decisamente intuitivi per gli elementi chiave del gameplay. Inoltre, probabilmente grazie al supporto di un publisher come 505 Games, il titolo mette in campo ambientazioni dettagliate, animazioni in quantità e una grafica non particolarmente complessa ma di qualità più che discreta. A tutto questo si aggiungono missioni single player con scagnozzi da affrontare prima di poter sfidare il boss di turno e il training che permette di prendere dimestichezza con le meccaniche senza rischiare di compromettere reputazione e finanze.

Dal punto di vista della scena non manca quasi nulla in un titolo che include smorfie con cui cercare di ingannare l'avversario, animazioni che riflettono le nostre azioni come lo sbriciare le carte e tutto quello che concerne il poker moderno ormai diventato anche spettacolo televisivo. Il culmine di tutto questo è la classica pantomima dell'all-in, con il personaggio in piedi pronto a gongolare o lasciare il tavolo se il river, l'ultima carta scoperta dal mazziere, si traduce in una sconfitta totale. Purtroppo alcuni effetti non sono un granché e quello che stona di più è lo spostamento delle fiches sul tavolo, ma ci troviamo ancora nel pieno dello sviluppo e complessivamente il comparto tecnico risulta più che buono per un free to play dedicato a un gioco di carte. Per ora sono disponibili tre sale che permettono di giocare in single player in modalità clandestino. La prima la troviamo anche nel tutorial e ci mette di fronte al Sindaco. La seconda ci porta in una lavanderia fatiscente e ha due stage. Non c'è un mazziere ufficiale ma i personaggi che a turno lo fanno. Inizialmente fin troppo limitata, l'intelligenza artificiale ha già fatto qualche passo in avanti diventando meno prevedibile, ma non figura comunque tra le più raffinate. I tentativi di bluff sono spesso implausibili così come lo sono comportamenti anomali di ogni genere. I problemi, insomma, non mancano ma gli sviluppatori stanno lavorando. Con l'ultima grossa patch sono arrivate tonnellate di fix e rifiniture tra le quali troviamo animazioni più veloci quando un altro giocatore ha già deciso la sua azione, miglioramenti evidenti alle animazioni meno curate e la possibilità di restare come spettatori quando buttati fuori da un torneo.

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Due anime contrastanti

Nonostante i problemi, che speriamo vengano risolti in tempi non troppo lunghi, la componente single player è ben accetta anche se il fulcro dell'esperienza è ovviamente il multiplayer, una dimensione in cui dinamiche apparentemente di contorno possono diventare molto importanti in un titolo che permette di inscenare bluff e dileggiare gli avversari. Le possibilità del nostro avatar includono infatti smorfie e prese in giro che possono essere utilizzate per dare una marcia in più al poker digitale, avvicinandolo in qualche modo al suo corrispettivo reale. Parliamo, sia chiaro, di movimenti intenzionali che non hanno molto a che fare con tic, smorfie involontarie o altre reazioni che nella realtà sfuggono inavvertitamente o sono sfruttate per bluffare, ma in un mondo in cui c'è chi gioca a poker con la maschera non è il caso di brontolare di fronte a un titolo che a differenza di tanti altri non trascura l'elemento umano.

Preimpostare la puntata, ovvero mettere le mani sui gettoni durante il turno di gioco degli avversari, permette effettivamente di risparmiare tempo ma può essere un segnale di tensione al pari del controllare continuamente le carte, altro movimento emulato dal nostro avatar e quindi visibile agli altri giocatori. Perché tutto questo funzioni è necessario abbracciare le dinamiche da gioco di ruolo e sperare che anche gli altri giocatori lo facciano, ma quando le cose funzionano la tensione è palpabile ed è proprio questo l'obiettivo degli sviluppatori, anche se tra ingenuità e limiti della formula l'obiettivo del mix tra gioco di ruolo e poker appare piuttosto difficile da raggiungere. Il potenziale, comunque, c'è con la dimensione interpretativa che potenzia l'immedesimazione e può influenzare il gameplay in multiplayer, anche se l'impostazione scelta da Pipeworks Studio sacrifica il ritmo. La volontà di recuperare meccaniche e ritmi di una fumosa sala da gioco debolmente illuminata si scontra con la necessità di velocità tipica di un gioco che non è pensato per brevi partite fulminee, ma vive di lunghe sessioni piene di giocate ininfluenti che spesso sono pesanti da sopportare anche nella realtà. E le cose si fanno ancora più pesanti quando sono tradotte nella dimensione videoludica che pur guardando al di là dei confini classici del genere, come cerca di fare Prominence Poker, non può restituire la complessità dei rapporti tra giocatori effettivamente seduti facci a faccia a un tavolo da gioco. Per questo si sente la mancanza di un fast action button che consenta di tagliare i tempi morti e si sente anche la mancanza di un limite di tempo a dare un pizzico di ritmo alla dimensione multigiocatore. Queste mancanze dipendono senza dubbio dal desiderio degli sviluppatori di non compromettere l'atmosfera e dalla pretesa di lambire la sfera del gioco di ruolo, ma l'esperienza che ne risulta traballa tra i limiti evidenti delle meccaniche interpretative e gli avversari multiplayer che spesso non le prendono in considerazione rendendole più un peso che un vantaggio. L'altro grande problema dipende dalle meccaniche free to play che per fortuna non costringono a sborsare un centesimo ma hanno un'impatto non trascurabile sulla struttura complessiva del prodotto. Prominence Poker ruota interamente intorno alla reputazione, ai vestiti e alla velocità con cui si cresce di livello. Gli unici premi tangibili sono l'aumento del conto virtuale, nickname, elementi estetici e l'accesso più rapido ai boss. Le classifiche, sia chiaro, non mancano e sono differenziate in base ai guadagni e ai tornei vinti, ma eventi giornalieri fotocopia e sfide tutte uguali fanno sì che gli sforzi, come per il leveling, finiscano nel calderone del farming che tra l'altro risulta ostico a causa dei problemi nel ritmo del gioco di cui abbiamo parlato precedentemente. Ciononostante il titolo Pipeworks Studio è capace di regalarci momenti memorabili, sia grazie all'atmosfera che alle meccaniche, a patto di sopportare qualche attesa di troppo e l'utilizzo non sempre assennato di emoticon e bluff. Il concept, insomma, è valido e vale la pena ricordare ancora una volta che stiamo parlando di un gioco in Accesso Anticipato, una fase che può essere considerata a tutti gli effetti come una vera, lunga beta durante la quale sono state e saranno implementate parecchie modifiche.

Quattro chiacchere con Max Pescatori

Max Pescatori è un nome che non necessita di presentazioni nel mondo del poker tutto, e in particolare per quanto riguarda la scena italiana. Tra un torneo e l'altro è stato contattato per prendere parte al progetto Prominence Poker, veder realizzato un suo avatar virtuale utilizzabile in multiplayer e contribuire allo sviluppo. Lo abbiamo intervistato.

Come nasce la collaborazione con Prominence Poker? E in cosa consiste?
Avevo dei contatti con la società che si sta occupando della realizzazione del prodotto: sapendo che stavano lavorando a un titolo di poker ero convinto di poter dare un contributo sia come giocatore di videogiochi, sia come professionista nel mondo del poker da oramai moltissimi anni. Nel 1994 la prima volta che sono andato a Las Vegas era per il CES ero nelle vesti di inviato per alcune riviste attive nel mondo della tecnologia. Sono andato a Las Vegas pensando di partecipare alla convention, in realtà mi sono fermato alla poker room e ho iniziato a sviluppare questa passione. Per quanto riguarda il mio contributo al prodotto, sono stato in Oregon dove il team Pipeworks Studio sviluppa il titolo e ho cercato di dare dei suggerimenti sia come pokerista da torneo che come giocatore di poker online. Ad esempio ho suggerito di passare da tavoli da nove persone a tavoli da sei: l'Hold 'em è partito a nove in origine per poi passare a sei perché è più veloce e si possono giocare fino al 30% delle mani in più, quindi è più divertente.

Cosa si avvicina di più all'esperienza che vivi durante i tornei: quella adrenalinica e compulsiva delle poker room online oppure un videogioco come Prominence Poker?
Il poker online si gioca per i soldi, questo si basa sul ranking. Un titolo come quello di Pipeworks Studio è più vicino alle competizioni vere, ai tornei. Tra l'altro il team ha cercato di dare anche ai vari personaggi virtuali caratteri più realistici e quei tic che caratterizzano i giocatori, in modo da poter "leggere" meglio la partita e i suoi partecipanti.

A chi sogna di diventare professionista cosa consigli?
Io non consiglio mai di aspirare a fare il professionista: o ce l'hai nel sangue oppure è complesso arrivare a certi livelli. Un po' come il cacio, tutti da bambini ci divertiamo ma solo alcuni iniziano a intraprendere quella carriera. Io ho provato e, notando che continuavo a vincere, ho capito di poter fare il salto e diventare professionista. Va preso alla leggera, giocato quando si vuole per cercare di capire se si ha una predisposizione per il poker.

Cosa può fare l'Italia per crescere sulla scena internazionale?
È un discorso lungo e deludente, perché in Italia il gioco online è legale ma quello da club, nonostante ci fosse l'idea per una legge, non lo è ancora con le modalità ideali. Se ci fosse la possibilità di giocare sotto casa attraverso un sistema con una federazione e delle licenze regolari, aiuterebbe molto. Hanno fatto questa cosa per il bingo ma non il poker, non ha molto senso. Il bingo è un gioco puramente di fortuna, il poker richiede ragionamento, di usare il cervello.

Multiplayer.it

Lettori

S.V.

Il tuo voto

PRO

  • Un poker diverso dal solito
  • Personalizzazione dettagliata e comparto tecnico valido
  • Interfaccia intuitiva e funzionale

CONTRO

  • L'intelligenza artificiale è ancora in alto mare
  • Sistema di progressione limitato
  • Per qualcuno può essere di una lentezza massacrante