Perché la GamesCom deve cambiare  26

La fiera di Colonia deve traformarsi per non condannarsi all'irrilevanza

Partiamo dai numeri ufficiali: stando all'organizzazione, anche l'edizione 2016 della GamesCom è stata un successo incredibile in termini di pubblico. Si parla di 345.000 visitatori provenienti da novantasette nazioni.

Di questi ben 30.500 erano addetti ai lavori (sviluppatori, giornalisti, PR e così via). Da notare che nel 2015 i cosiddetti "trade visitor" erano stati 33.200, ossia un numero sensibilmente maggiore. Non essendo cambiato il valore dei visitatori totali, se ne deduce che sono aumentati i visitatori privati. In totale Colonia, durante la settimana della GamesCom, ha vissuto un maggior afflusso turistico di cinquecentomila unità, attirate anche da altri eventi cittadini, ma in particolare dalla fiera dei videogiochi. Non male per la sua economia. La fiera in sé è risultata più grossa dell'anno scorso, con ben 877 compagnie presenti, provenienti da 54 nazioni; complessivamente è il 9% in più (nel 2015 erano state 806). Insomma, dal 17 al 21 agosto a Colonia si è svolto un evento che ha attirato fiumi di persone. Paradossalmente però è risultato sottotono per quelli che lo hanno osservato da lontano o che lo hanno vissuto da addetti ai lavori. Sì, perché se da un punto di vista del pubblico la fiera di Colonia segna una crescita costante dall'anno della sua fondazione in poi, e risulta essere la fiera di videogiochi più popolata al mondo, dal punto di vista dell'interesse generale, ossia degli annunci e delle novità, va perdendo sempre più pezzi e sembra essere condannata all'irrilevanza. Non è solo una questione di mancate conferenze (quest'anno non ce n'è stata nessuna), ma di ruolo generale che l'industria assegna alla fiera.

Cerchiamo di capire perché la GamesCom deve cambiare e cosa rischia rimanendo un evento senza annunci

Dov’erano Sony, Microsoft e Nintendo?

Per capire l'intero discorso bisogna fare un passo laterale e guardarsi intorno. La sera di domenica 21 agosto, ossia l'ultimo giorno della GamesCom, sono apparse in rete le immagini di quella che possiamo chiamare PlayStation 4 Slim.

Perché la GamesCom deve cambiare
In termini di pubblico, la GamesCom è imbattibile

La fuga di notizie ha confermato quanto si vociferava da mesi: oltre a PlayStation 4 Neo, una versione potenziata dalle console pensata per il 4k, Sony ha revisionato anche PlayStation 4 così da proporre un modello più piccolo e leggero, vedremo se con più funzionalità. In questo caso delle nuove console ci importa poco. Ciò che ci interessa è notare che nonostante Sony abbia due nuove macchine da annunciare (Neo e l'appena citata versione slim di PS4), Nintendo abbia una nuova console da mostrare (NX) e Microsoft stia lavorando a una versione potenziata di Xbox One annunciata all'E3 2016 (Scorpio), nessuno dei tre produttori hardware abbia scelto la fiera di Colonia non diciamo per renderle pubbliche, ma quantomeno per accennarle. Sony, e a questo punto anche Nintendo, hanno deciso di puntare su eventi dedicati (pare che Sony mostrerà le nuove PlayStation 4 il 7 settembre, mentre Nintendo deve ancora far sapere la data dell'evento di annuncio), mentre Microsoft non ha reiterato nemmeno le informazioni già condivise all'E3. Certo, in alcune interviste qualche informazione generica è emersa, ma niente di più. Di nostro siamo anche sicuri che dietro le quinte si sia parlato delle nuove console, protagoniste assolute dei contatti tra publisher/sviluppatori e produttori hardware, ma al pubblico e alla stampa non è arrivato nulla. Solo le fughe di notizie ci salveranno. Insomma, è come essere stati invitati a un matrimonio senza gli sposi.

E i videogiochi?

Insomma, abbiamo una fiera con quasi trecentocinquantamila presenze che si svolge a ridosso dell'inizio del periodo autunnale/invernale, da sempre il più florido per il mondo dei videogiochi, e abbiamo almeno quattro console in uscita da qui a fine 2017, console che rappresentano il futuro prossimo del mercato, ma le due realtà non si sono nemmeno incrociate (pubblicamente).

Perché la GamesCom deve cambiare
L'annuncio di Metal Gear Survive non ha riscattato l'edizione più moscia di sempre della GamesCom

In termini generali ne possiamo trarre la conclusione che, per quanto grossa, la GamesCom sia una fiera inutile per immaginare il futuro dell'industria. Certo, sullo showfloor c'erano i titoli in uscita da qui a Natale, ma sono mancati completamente gli annunci rilevanti, quelli cioè che danno una spinta propulsiva al settore e creano interesse. Ampliamo la questione parlando proprio di software. Partiamo da un dato: The Legend of Zelda: Breath of the Wild è stato nominato gioco della fiera dall'organizzazione. Premio meritatissimo secondo noi, ma qualcuno si è accorto della presenza del gioco a Colonia? Difficile, perché Nintendo ha portato esattamente lo stesso materiale che aveva portato all'E3 2016, aggiungendo solo un trailer al mucchio di informazioni già date. Non vi preoccupate perché non è un attacco diretto a Nintendo, dato che anche gli altri publisher hanno usato Colonia soltanto per diramare materiale di secondo piano, ossia per approfondire quegli aspetti dei vari videogiochi che non erano stati ancora chiariti. Per fare un paio di esempi, Ubisoft ha usato la GamesCom per parlare del lato multiplayer di Watch Dogs 2, mentre Square Enix ne ha fatto teatro dell'annuncio della versione PC di Nier: Automata. Se parliamo di annunci veri e propri, l'unica "bomba" è stata lanciata da Konami con Metal Gear Survive, titolo comunque di secondo piano e che ha già incassato più polemiche che applausi. Il resto, come si suol dire, è un deserto.

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Perché la GamesCom deve rimanere importante

La conclusione è che se vuole tornare a essere rilevante in termini internazionali, la GamesCom deve cambiare. I problemi della fiera di Colonia sono noti: il maggiore è l'eccessiva vicinanza all'E3 di Los Angeles da un lato e al Tokyo Game Show dall'altro, che rende complicato per publisher e sviluppatori produrre nuovo materiale da mostrare.

Purtroppo non crediamo che lo spostamento di pochi giorni attuato dall'organizzazione per l'anno prossimo sia sufficiente (si svolgerà dal 22 al 26 agosto). Meglio sarebbe un salto di mesi, ma a quel punto Colonia perderebbe il suo essere vetrina dei prodotti di Natale. In effetti la situazione non è facile da risolvere, perché le questioni aperte sono molte. L'obiettivo non è quello di farle fare concorrenza all'E3, che facendo riferimento al mercato Nord Americano, molto più fruttuoso di quello europeo, le sarà sempre un passo avanti; ma di tornare almeno a essere interessante come momento per conferenze e annunci. Sarebbe davvero un peccato se l'Europa perdesse la GamesCom come fatto pubblico, ossia come evento su cui sono puntati gli occhi di tutto il mondo, perché come continente e mercato abbiamo bisogno di una fiera che rappresenti la nostra produzione e la nostra forza. La GamesCom non è solo Germania, ma siamo anche noi. Sperare che singoli eventi nazionali possano sostituirla è utopistico e segno di una profonda debolezza, anche mentale. Anche pensare alternative maggiori a breve termine è assurdo. Se si vuole costruire qualcosa di nuovo, bisogna progettarlo con lungimiranza, non sperando in un successo immediato. Anche perché il rischio di un ulteriore indebolimento della GamesCom significherebbe marginalizzarla ancor di più. Rimane solo da capire se possiamo permettercelo.