iPhone 7 o PlayStation 4 Pro: chi ha vinto?  130

Un confronto fra i due grandi eventi del 7 settembre nell'elettronica di consumo

Il 7 settembre 2016 rappresentava una data cerchiata in rosso sul calendario di tutti i grandi appassionati di elettronica di consumo, occasione di due eventi in grado di soddisfare sia l'utente medio interessato al mondo degli smartphone e simili che l'hardcore gamer incallito. Non male per un finale d'estate che, dopo E3 e GamesCom, poteva avere ben poco da dire sul fronte videoludico, mentre dall'altra parte si è trattato di normale amministrazione nei tradizionali cicli di rinnovo hardware da parte di Apple e simili.

Il parallelo che si vuol fare tra il PlayStation Meeting e la classica conferenza di presentazione dei nuovi prodotti annuali della casa di Cupertino ha in effetti significati più profondi di quanto si potrebbe pensare, perché al di là di una semplice coincidenza di date si nasconde anche una certa somiglianza concettuale nella natura dei due eventi, che potrebbe avere conseguenze importanti nella struttura stessa del mercato videoludico su console. La presentazione di iPhone 7 da una parte e quella di PlayStation 4 Pro dall'altra rappresentano due interpretazioni simili dell'evoluzione tecnologica nei rispettivi ambiti, in entrambi i casi si è trattato di presentazioni di nuovi prodotti ma sia per il telefono Apple che per la console Sony ci siamo trovati di fronte a passi avanti in termini evolutivi effettuati su un percorso più graduale rispetto a quanto eravamo abituati a vedere, almeno nell'ambito dei videogiochi. Se per Apple questo stato di cose è semplicemente normale, nell'ottica di un aggiornamento a cadenza annuale dei propri prodotti di punta in telefonia, per Sony questo step evolutivo a mezza via, a distanza di tre anni dal lancio di PlayStation 4, rappresenta una novità assoluta, e così per l'intera industria videoludica. Nei rispettivi segmenti di mercato, dunque, il PlayStation Meeting 2016 ha probabilmente una valenza storica maggiore rispetto alla conferenza Apple, a prescindere dalla qualità o importanza del prodotto presentato, proprio per la modalità e la logica innovativa introdotte con l'avvento di PlayStation 4 Pro sulla piazza.

Quale dispositivo ha vinto la guerra delle presentazioni il 7 settembre: iPhone 7 o PlayStation 4 Pro?

Classica evoluzione telefonica

La conferenza Apple si è svolta secondo i canoni ormai stabiliti da anni per la casa di Cupertino: partendo dal software, passando dai soliti fantastiliardi snocciolati da Tim Cook sulle vendite dei propri prodotti per arrivare ad Apple Watch e infine al piatto forte, l'iPhone 7. Tutto secondo il copione prestabilito, organizzato con metodica precisione sui tempi e sulla previsione delle reazioni. Si può dire, in definitiva, che l'unico vero sussulto di sorpresa della serata sia arrivato all'apparizione di Shigeru Miyamoto sul palco a presentare Super Mario Run, anche se il nostro punto di vista videogioco-centrico potrebbe influenzare la nostra visione.

Fatto sta che buona parte dei contenuti della conferenza era in effetti già nota prima dell'inizio dell'evento grazie a un'impressionante sequela di rumor corretti, così come la solita sequenza di interventi e gli eleganti video emozionali sulla creazione e la magia di iPhone 7 sono rientrati precisamente nei binari classici della liturgia Apple. Resta sempre un evento di portata mondiale, così come globale è la portata dell'impatto di un nuovo modello di iPhone sul mercato, a prescindere dalle effettive novità apportate dal dispositivo, che in questo caso sono forse minori di quanto visto in altri passaggi evolutivi del brand. Ha avuto un bel da fare Phil Schiller a presentare tutte le novità di iPhone 7 in 10 lunghissimi punti di discussione, ma di fatto il nuovo telefono è un'evoluzione del 6S, la ricerca di un perfezionamento assoluto nelle sue caratteristiche, più che una rivoluzione o un sostanziale salto evolutivo. Al di là dell'indiscutibile qualità del prodotto, insomma, siamo piuttosto lontani dai momenti da brivido di altri keynote, anche senza tirare in ballo i bei tempi che furono e i "one more thing" inesorabilmente persi nel nuovo corso della compagnia. L'assenza di rivoluzione è anche sintomo di una qualità intrinseca che è giusto non intaccare, ovviamente, ma qualche sussulto di stupore non avrebbe guastato.

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Un'inedita soluzione intermedia

Con grande curiosità siamo giunti invece al PlayStation Meeting di quest'anno, dopo una lunga catena di voci di corridoio che ci hanno accompagnato quasi dall'inizio del 2016 allo svelamento finale della misteriosa PlayStation 4 Pro, conosciuta a lungo con il nome in codice "Neo". Nella schematica struttura del mercato console non era facile inquadrare questa strana creatura, giunta troppo presto per essere una vera e propria nuova PlayStation ma le cui caratteristiche hardware, trapelate fin dall'inizio, lasciavano intendere un passo avanti dal punto di vista delle prestazioni da renderla comunque un qualcosa di diverso da una semplice revisione standard.

Ne è venuto fuori una console che potrebbe segnare un nuovo passo nel percorso evolutivo tradizionale delle macchine da gioco, ponendosi a tutti gli effetti come step intermedio tra PlayStation 4 e l'ipotetica PlayStation 5. Sarebbe anche ingiusto confrontare direttamente la rigorosa e perfettamente organizzata conferenza Apple con quella Sony, decisamente più limitata sul fronte della spettacolarità e del respiro e piuttosto semplice e diretta nella presentazione delle due novità commerciali programmate, ovvero PlayStation 4 Slim e Pro. Tuttavia, i riflessi di questa hanno un'importanza decisiva nel mercato console e potrebbero segnare un nuovo trend tra i produttori di hardware da gioco, con aggiornamenti sostanziali e molto più frequenti rispetto agli standard consolidati. Il PlayStation Meeting è stato relativamente breve e diretto, non ha mostrato praticamente alcun nuovo gioco se non demo migliorate di titoli già molto noti, con le novità software probabilmente affidate ai prossimi appuntamenti Sony, al Tokyo Game Show e con la PlayStation Experience. Tutto questo ha consentito al presidente Andrew House e a Mark Cerny di concentrarsi esclusivamente sull'introduzione di alcuni semplici concetti che dovranno entrare da qui in poi nelle teste dei consumatori: la differenza introdotta dal supporto alla risoluzione 4K e l'applicazione dell'HDR, i due elementi distintivi di PlayStation 4 Pro che dovranno rappresentare il futuro della console e fare la differenza tra la console standard e la sua versione evoluta. Una differenza che al pubblico meno appassionato potrà sembrare inizialmente troppo sottile per giustificare il lancio di un nuovo prodotto, ma che si porta dietro un carico di novità concettuali, dal modo in cui verranno sviluppati i giochi ai ritmi dei cicli vitali delle console, in grado di avere un impatto di straordinaria importanza per il panorama videludico.

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Una data da ricordare

E così, se dobbiamo eleggere una sorta di vincitore dalla guerra delle conferenze del 7 settembre 2016, ci sentiamo di assegnare il titolo a PlayStation 4 Pro, anche se precisiamo nuovamente che questa valutazione non ha molto a che fare con la qualità dei prodotti in questione quanto con l'importanza e l'impatto che questi possono avere nei rispettivi mercati. Ovviamente iPhone 7 avrà un largo richiamo e le novità della conferenza Apple verranno riportate in lungo e in largo sulla stampa generalista, guadagnandosi uno spazio sicuramente maggiore rispetto a PlayStation 4 Pro, le cui novità non saranno forse comprensibili da tutti in un primo momento. Tuttavia, il sasso del 4K è stato lanciato nel laghetto degli hardcore gamer, e da lì probabilmente le onde si spargeranno fino a raggiungere il grande mare dell'utenza videoludica standard.

Dove non arriverà il richiamo dell'hi-tech, il prezzo aggressivo e la fondamentale sostituzione della tecnologia "vecchia" di PlayStation 4 con la nuova di Pro agiranno sulle masse, di fatto eleggendo il nuovo modello a standard generazionale. In fin dei conti le situazioni sono simili: sia Apple che Sony si trovano a dover rinnovare il proprio prodotto di punta per mantenere la propria posizione di leader (più Sony che Apple, in effetti) sul mercato e le difficoltà maggiori stanno proprio nel dover evidenziare delle differenze forse non immediatamente visibili per spingere una gigantesca base di milioni di utenti ad accogliere il nuovo dispositivo. In entrambi i casi, ci saranno gli entusiasti che coglieranno al volo la possibilità di passare al nuovo a prescindere dalla limitatezza delle differenze, ma il difficile sarà convincere il grande pubblico. Su questo fronte, Sony sta mettendo su un piano di ampio respiro che probabilmente comprende anche la vendita di televisori 4K, spingendo per uno standard nuovo che porterà vantaggi a vari settori in cui si trova ad avere le mani in pasta e possiamo scommettere che ci si impegnerà parecchio. In ogni caso, la valenza storica dell'"evoluzione hardware di metà ciclo" sul mercato console è indubbia e per gli appassionati di videogiochi la presentazione di PlayStation 4 Pro, pur nella sua semplicità e nelle incertezze quasi naif di alcune sue parti, avrà probabilmente effetti a lungo termine.

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