A Volte li Scontano - Volume 26  39

Fate il pieno di mondi alieni e zombi, con la rubrica dedicata ai titoli venduti a prezzo ridotto!

Dalla folla si sono levate voci per esigere a furor di popolo che non ignorassimo GOG - GoodOldGames. Non lo abbiamo mai fatto in realtà, ma il dissenso è parte integrante di questo spazio, perciò accettiamo la critica a testa alta. Ciò detto, per tentare di accontentare tutti, e quindi nessuno, abbiamo riesumato da GOG due titoli che da soli reggono sulle spalle la storia dei videogiochi. Naturalmente non parliamo di Halo Wars o Grand Theft Auto IV (e già il pubblico in sala rumoreggia). Ebbene sì, al diavolo Rockstar per una volta, perché gli ospiti d'onore questo mese sono Another World e Dreamfall. Il primo addirittura in edizione 15h Anniversary, essendo uscito in un'epoca nella quale a Tagliaferri vedere un pettine non causava ancora malinconie crepuscolari. E poi dite che non vi pensiamo e non vi ascoltiamo, quando invece ci spertichiamo in lodi a titoli che non si fila nessuno solo per non farvi perdere chicche di massimo valore storico. E ora scusate ma torniamo a giocare a Final Fantasy XIII...

Scheda gioco
Piattaforma: PC
Linea: GOG.com
Prezzo: 9,99$
Storico:.Another World è conosciuto in america con il titolo Out of This World e in Giappone come Outer World. Ne esiste un seguito ufficiale, Heart of the Alien: Out of this World parts I and II, uscito solo per Sega CD e con cui Eric Chahi non ha nulla a che fare.
Voto originale Multiplayer.it: N/D

Another World 15th Anniversary Edition

Another World, quando se ne è parlato nel corso degli anni? Il controverso e affascinante titolo di Eric Chahi viene riconosciuto come uno dei capolavori del medium videoludico e come uno dei titoli più discussi di sempre. C'è chi lo adora, come l'autore di questo articolo, e chi lo considera un gioco mediocre e fin troppo pompato dalla stampa.Uscito nel 1991 per i maggiori sistemi dell'epoca (Amiga, Atari ST, PC, Megadrive e così via), Another World è un titolo di fantascienza in cui il giocatore veste i panni dello scienziato Lester Knight Chaykin finito,in seguito a un esperimento andato male, in un mondo sconosciuto e ostile.Fin qui nulla di eccezionale, ma basta poco per rendersi conto della particolarità del gioco. In primo luogo non c'è alcuna interfaccia.

Quindi non aspettatevi barre dell'energia, inventari, mappe o frecce che vi dicano dove andare. In secondo luogo non ci sono tutorial o indicazioni di sorta ad aiutare il giocatore, che può morire inesorabilmente sin dalla prima schermata. Lo spaesamento iniziale non è un errore, ma una scelta precisa dell'autore dettata dalla volontà di trasmettere il senso di smarrimento di Lester al di là del monitor, ovvero creando una condivisione emotiva profonda tra l'avatar e il fruitore che va a toccare una gamma di sensazioni e di sentimenti solitamente ignorata dai videogiochi mainstream, che puntano molto di più sull'eccitazione ormonale per affermare le proprie meccaniche ludiche.
Another World racconta la sua storia, una semplice fuga, in modo eccelso e senza la necessità di usare una singola parola. Anzi, l'impossibilità di comunicare in forma verbale con l'unico alleato di Lester è proprio uno dei temi cardine del titolo. Sostanzialmente si tratta di un platform adventure in cui ogni schermata ha delle trappole letali, siano esse spuntoni o alieni armati. Si va avanti in un crescendo di emozioni, con la fuga che diventa sempre più disperata, fino ad arrivare al drammatico finale aperto, in cui la libertà riconquistata a caro prezzo è solo un altro viaggio verso l'ignoto. Da giocare anche solo per completezza culturale.

Scheda gioco
Piattaforma: PC
Linea: GOG.com
Prezzo: 5,99$
Storico:.niente di rilevante da segnalare.
Voto originale Multiplayer.it: N/D

Gobliiins pack

Un tempo le avventure grafiche erano molto più popolari di oggi ed erano molti i tentativi di distinguersi dalla concorrenza percorrendo vie alternative o provando a mettersi in luce per caratteristiche peculiari, fossero anche la caratterizzazione dei personaggi o del mondo di gioco. La serie Gobliiins è formata da quattro episodi... in realtà cinque, dei quali l'ultimo, il quarto (non impazzite con i conti e continuate a leggere), è uscito di recente. Ma non vale la pena commentarlo visto che, nonostante (forse proprio a causa del) 3D è venuto fuori anonimo e insignificante, mentre nel 1994, ovvero l'anno dopo la pubblicazione del terzo episodio, uscì The Bizarre Adventures of Woodruff and the Schnibble, che con la serie, iniziata nel 1991, condivideva lo stesso autore, protagonisti simili e lo stesso stile generale. Non per niente viene considerato un seguito non ufficiale. Ci avete capito qualcosa? No? Neanche noi, ma va bene così.

Lo stile dei tre Gobliiins è facilmente riconoscibile nel panorama del genere per diversi motivi. Il primo è che a ogni episodio successivo il titolo principale perde una 'i', scelta che non è solo un vezzo degli autori, ma sta a indicare il numero di personaggi controllabili sullo schermo. Ricapitolando, in Gobliiins ci sono tre protagonisti, in Gobliins 2: Prince Buffoon solo due e in Goblins Quest 3 soltanto uno.
Il secondo elemento di riconoscibilità è la concezione degli enigmi, ovvero la struttura a schermate fisse che contengono tutti gli oggetti necessari per la loro risoluzione (in realtà nel secondo episodio in alcuni frangenti bisogna fare avanti e indietro tra le stanze, mentre nel terzo alcune schermate scorrono). In verità Gobliiins non fu la prima avventura a sfruttare questo sistema, già usato da Cocktel Vision in altri titoli (ad esempio in Bargon Attack), ma fu la prima (o magari la più famosa, meglio... che nel mondo dei videogiochi spunta sempre qualche titolo sperimentale uscito magari anni prima a smentire tutte le certezze) a richiedere l'uso contemporaneo di più protagonisti dalla caratteristiche differenti.
Il terzo elemento caratterizzante è lo stile visivo che, nonostante non avesse la ricchezza di titoli come The Secret of Monkey Island o la cura delle avventure di Delphine Software, era estremamente caratterizzato in senso cartoon e strappava più di qualche sorriso grazie alle simpatiche animazioni che coinvolgevano i protagonisti e gli elementi dello scenario. Ma vediamo i tre giochi uno a uno:

Gobliiins
Nei panni di Asgard (guerriero), Oups (mago) e Ignatius (tecnico) il giocatore deve superare ventidue livelli per riuscire a trovare il modo di curare il re. Per riuscire nell'impresa i nostri eroi dovranno imparare a collaborare e dovranno vedersela con diverse difficoltà.

Gobliins 2: Prince Buffoon
Nei panni dell'intelligente e timido Fingus e del goffo e coraggioso Winkle, il giocatore deve partire al salvataggio del principe buffone, il figlio del re, rapito dal malvagio Amoniak. A differenza del primo episodio è possibile ritornare in stanze già visitate ed è possibile impartire ordini a tutti e due i goblin contemporaneamente.

Goblins Quest 3
Il terzo episodio prevede un solo protagonista, Blount. L'eroe riceverà l'assistenza di altri personaggi che incontrerà nel corso dell'avventura. La sua missione? Salvare la sua amata e vedersela con un lupo mannaro, che altro?

Scheda gioco
Piattaforma: PC
Linea: Sold Out
Prezzo: circa 10 euro
Storico:.Shellshock 2 è completamente differente dal primo capitolo della serie, sviluppato da Guerrilla, caratterizzato da un realismo a tratti brutale e diventato famoso per alcune scene di tortura.
Voto originale Multiplayer.it: 5.0 - Recensione

Shellshock 2: Blood Trails

Durante la guerra del Vietnam sono successe un sacco di brutte cose: civili massacrati con il napalm, civili massacrati con i mitragliatori, civili massacrati con le bombe, civili massacrati con la Coca Cola e così via. Quello che non sapete è che c'erano anche gli zombi. Potevano mancare? Assolutamente no. Gli zombi vanno bene su tutto, calzini turchesi inclusi. Il problema è: come fai a distinguere uno zombi da un essere umano quando gli sviluppatori hanno dotato entrambi della stessa intelligenza artificiale, ricavata dallo spettatore medio del Grande Fratello? Ovvero, quando vedi degli umani correrti incontro su un ponte stretto e scoperto, indifferenti al fatto che tu hai un lanciamissili a bella vista con cui ne hai già fatti saltare in aria una decina, come fai a distinguerli da dei morti viventi?

La chiave di tutto è l'alito. Peccato che le casse non emanano odori, quindi siete fregati e dovete fare a occhio. Sempre che decidiate di acquistare questo gioco, parte della doppietta (l'altro è Rogue Warrior) che ha fatto eleggere Rebellion come la migliore software house del 2009. Si scherza, ovviamente.
Shellshock 2: Blood Trails è la fiera della banalità, condita da una realizzazione pessima che vanifica le poche idee interessanti che contiene. L'azione è piatta e ripetitiva, il level design è lineare e mediocre, le sparatorie sono interessanti come la messa in piega di Pierpaolo e vi sfido a trovare qualcuno per giocare online (tanto non ne vale la pena). L'unico pregio è che dura pochissimo (il livello finale è da brividi per quanto è stato fatto male... probabilmente lo hanno chiuso di corsa, non si spiega altrimenti tanta pochezza). Rimane solo una questione da risolvere: perché abbiamo scelto un gioco simile per la rubrica? Ma per ribadire un'altra volta il nostro consiglio di non comprarlo, sperando che venga presto dimenticato.

Piattaforma:Xbox 360
Linea: Classics
Prezzo:€ 29,90
Storico:Niente di rilevante da segnalare.
Voto originale Multiplayer.it: 9.8 - Recensione

Grand Theft Auto IV

GTA IV è stato la realizzazione di un progetto inseguito a lungo, che alla fine è arrivato a compimento raggiungendo una vetta ragguardevole ma con il fiato corto. L'unica cosa che mancava a questo quarto episodio per diventare immortale era il senso di stupore. Di free-roaming ne abbiamo provato fino a nausearci e l'idea di poterci muovere liberamente per una New York allegorica era già stata "bruciata" su Playstation 2, tre capitoli fa.
Nonostante comunque la mancanza di adrenalina, che neppure il marketing più spinto è riuscito a mettere in circolo a chi la serie l'aveva già spolpata fino in fondo, GTA IV si è rivelato un'esperienza che ancora oggi vale la pena di vivere. Questo è dovuto all'immersione che offre nella storia del personaggio principale, Niko Bellic, e in quella dei suoi comprimari.

Si gioca per sapere come va a finire e per ascoltare dialoghi brillanti (quelli con Dwayne sono i migliori in assoluto), sorridere della filosofia di Niko e divertirsi con alcune missioni ben riuscite. La storia, ancora una volta, è l'asso nella manica. Anche perché dopo la missione della rapina, i compiti diventano progressivamente noiosi e poco ispirati, sino al finale rocambolesco ma senza climax.
Nella serie comunque c'è sempre stata una seconda protagonista: la città. Finalmente Liberty City prende vita in una ricostruzione di New York opulenta e piena di miraggi che nascondono lo squallore cittadino, che tanto le luci quanto le vetrine dei negozi tentano di scacciare. Purtroppo questa metropoli insidiosa si può solo ammirare e percorrere come dei turisti, perché al di fuori delle missioni non c'è nulla da scoprire, se non piccioni a cui sparare e salti acrobatici da compiere. Non aspettatevi quindi sorprese, mini-giochi o angoli di paradiso e inferno a soddisfare la vostra curiosità. E questo è un vero peccato.
In ogni caso potete saziarvi con i DLC, che nella storia dei contenuti scaricabili meritano un Oscar per la cura e la gratificazione che danno al giocatore tanto fedele da sborsare altri euro. Le espansioni indagano realtà diverse di Liberty City con storie e personaggi all'altezza della trama principale, e sviscerano nuove meccaniche di gioco. Grand Theft Auto IV e i suoi DLC sono il riassunto perfetto di quanto è stata la serie fino ad ora. Sperando che alla Rockstar sappiano mettere un punto, andare a capo e ricominciare con un periodo nuovo.

Piattaforma:Xbox 360
Linea: Classics
Prezzo:€ 29,90
Storico:Niente di rilevante da segnalare.
Voto originale Multiplayer.it: 8.4 - Recensione

Halo Wars

I possessori di console sono degli inetti. Bisogna capirli; hanno dei grossi tasti colorati e tendono a piangere se si trovano di fronte a una schermata di Game Over. Naturalmente noi non la pensiamo così, ma questo è l'identikit che si deve essere fatto qualcuno dell'Ensemble Studios durante lo sviluppo di Halo Wars. È vero che gli strategici sono un genere che richiede una discreta iniziazione, ma non stiamo parlando di avvicinarsi alla poesia per la prima volta, e la semplificazione di Halo Wars lo fa rientrare nel genere solo per mancanza di nuove definizioni.

Detto questo, il gioco è riuscito discretamente, grazie soprattutto alla forte eredità del nome, che da sola fa la metà dello sforzo. Poter vivere le colossali battaglie di Halo con una prospettiva che consente di tenere sotto controllo l'immenso teatro di battaglia è coinvolgente, soprattutto se avete ancora impresse nella mente le scene vissute in prima persona nel corso dei tre capitoli. L'azione domina infatti ogni aspetto, relegando la componente gestionale a un semplice fronzolo e ridimensionando di molto la parola "strategia". In compenso la cura delle unità e la fedeltà allo spirito di Halo è ammirevole, con animazioni delle truppe e comportamento sul campo che ricalca quello originale.
In ogni caso non siamo qui per fare una seconda recensione, ma per valutare - se ne siamo capaci - il valore storico del titolo per chi volesse avvicinarlo a distanza di tempo, approfittando del prezzo scontato. Tenendo questo a mente, la nostra premessa non è più tanto una provocazione, perché da poco sono stati recensiti su Multiplayer.it proprio due strategici usciti su Xbox Live, Greed Corp e Toy Soldier, dei quali il primo in particolare non fa sconti ai novizi.
A questo punto, a meno che non vogliate espressamente rivivere uno squarcio di Halo, buttatevi su uno dei due titoli menzionati, che oltretutto vengono venduti a un prezzo competitivo rispetto anche ad Halo Wars. In questo modo potrete godervi un po' di sana strategia e poi decidere da soli se va così tanto oltre le vostre capacità. Fermo restando che ogni gusto personale è legittimo, ci mancherebbe.