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Hironobu Sakaguchi

Il papà di Final Fantasy ha una storia complessa e tormentata: scopriamola assieme. C'era una volta in Giappone...

RUBRICA di Christian Colli   —   17/01/2012

Quella che vogliamo raccontarvi questa volta è una storia un po' strana, così ramificata e intricata che ci si potrebbe scrivere una bella soap-opera videoludica. Tutti conoscono Square Enix e se non conoscono Square Enix di sicuro conoscono, anche soltanto per sentito dire, il suo brand più famoso, quel Final Fantasy che ultimamente ha perso un po' di smalto ma che negli anni '90 era considerato il non plus ultra del genere jRPG. Tutte le software house alle prese con i japanese Role Playing Game imitavano Square Enix ma sopratutto imitavano i suoi talentuosi sviluppatori, perché non ci sarebbe stato nessun Final Fantasy, nessun Chrono Trigger, nessun Xenogears e nessun Parasite Eve o Vagrant Story senza Hironobu Sakaguchi.

Hironobu Sakaguchi

Un nome, un perché. Chiedetelo a Youichi Wada, il presidente di Square Enix, che a Sakaguchi deve il successo su scala mondiale della sua società ma anche uno dei più clamorosi flop nella storia di tutti i media. Avete presente la fusione tra Square e Enix del 2003? Ebbene, dietro c'era Sakaguchi, una figura complicata e contraddittoria che adesso dirige a bacchetta una nuova software house che ha già fatto parlare tanto di sé, nel bene e nel male: Mistwalker.

L'ultima (?) fantasia di Sakaguchi

Hironobu Sakaguchi nasce il 25 novembre 1962 a Ibaraki, viene in seguito adottato da Tiyaku Rotania e studia ingegneria elettrica all'università di Yokohama, per poi abbandonare i corsi a metà del semestre nel 1983 insieme all'amico e collega Hiromichi Tanaka. E' un inizio tutto sommato ordinario per un programmatore in erba che trova lavoro presso un ramo della compagnia elettrica Denyusha, una società di nome Square fondata da Masafumi Miyamoto.

Final Fantasy
Final Fantasy

Square diviene una società indipendente un paio di anni dopo, nel 1986, e assume Sakaguchi a tempo pieno come direttore del reparto di sviluppo. Gli affari per Square non andavano granché bene, però, e la compagnia rischiava la bancarotta già nel 1987: deluso e amareggiato dalla propria insoddisfacente carriera lavorativa, Sakaguchi formò una squadra di sette sviluppatori (soprannominata ironicamente "A-Team") e fece la sua più grande scommessa.

Hironobu Sakaguchi
Hironobu Sakaguchi

Final Fantasy, un titolo personalissimo e abbastanza esplicativo: se il progetto non fosse andato in porto, Hironobu avrebbe abbandonato l'industria videoludica per tornare ai suoi ancora meno soddisfacenti studi universitari. L'idea non era propriamente tutta farina del suo sacco: Sakaguchi si ispirò a un videogioco per NES che in quel periodo spopolava, un'avventura di nome Dragon Quest, alla quale secondo lui mancava una storia avvincente a fare da collante tra i vari elementi del gameplay. Square distribuì inizialmente soltanto duecentomila copie, convinta che l'ultima fantasia di Sakaguchi non l'avrebbe salvata dalla crisi. L'incredibile successo del gioco, al quale contribuì anche l'opinione positiva dell'acclamata rivista Famitsu, condusse alla produzione di altre quattrocentomila copie: Square era in salvo e Sakaguchi, acclamato praticamente come un eroe, poteva lavorare subito a un sequel. Era l'inizio di un mito che non ha bisogno di essere raccontato. Il franchise di Square, guidato attentamente da un Sakaguchi timoniere come mai si è più visto, ebbe un successo assolutamente straordinario, in oriente e in occidente, scalando le classifiche di gradimento ed evolvendosi insieme alla tecnologia videoludica, approfittando di ogni nuova possibilità all'orizzonte per ampliarsi: la serie fu sviluppata per console Nintendo fino al sesto capitolo, ma nel frattempo Sakaguchi, in preda a un vero e proprio estro creativo, aveva contribuito alla creazione di altri giochi che, ancora oggi, vengono considerati tra i migliori mai realizzati.

Curiosità

Nell'aprile del 2000 Hironobu Sakaguchi è stata la terza persona a entrare nella Hall of Fame dell'Academy of Interactive Arts e Science, proprio per via dell'imponente quantità di videogiochi creati e supervisionati durante la sua lunga carriera nell'industria videoludica.

Chi troppo vuole...

Nel 1991 Sakaguchi divenne il vice presidente di Square, mentre esplodeva attorno a lui il successo del quarto Final Fantasy per SNES. A quel punto, Sakaguchi già lavorava a numerosi progetti contemporaneamente: impossibilitato a concentrarsi unicamente sulla serie che aveva lanciato pochi anni prima, Sakaguchi ne abbandonò il timone con il quinto capitolo, limitandosi a dirigere la sua orchestra di programmatori come semplice produttore dal sesto Final Fantasy in poi. Una decisione che permise a lui di dedicarsi a nuovi progetti e a noi di goderci titoli storici come Chrono Trigger, Seiken Densetsu 3 o ancora Bahamuth Lagoon. Praticamente in ogni titolo prodotto da Square negli anni '90 c'era il suo zampino, dal picchiaduro Tobal #1 allo strategico Front Mission, dallo sparatutto Einhänder al cinematic-RPG Parasite Eve passando per Bushido Blade, Xenogears, SaGa Frontier e i vari spinoff di Final Fantasy, compresi Final Fantasy Tactics e Chocobo Dungeon.

Una scena di The Spirits Within, il primo (e ultimo) film di Square Pictures
Una scena di The Spirits Within, il primo (e ultimo) film di Square Pictures

Nel 1995 Hironobu Sakaguchi diventava il presidente di Square USA, dedicandosi alla nuova generazione di videogiochi semplicemente come produttore, con un occhio di riguardo per la sceneggiatura, una grande passione che gli fu fatale. Nel 1997 Square aveva fondato a Honolulu, nelle Hawaii, una divisione cinematografica chiamata Square Pictures: lo studio si sarebbe dovuto occupare della nuova generazione di film in computer grafica, così sofisticati da poter soppiantare, a loro dire, perfino gli attori in carne e ossa. Hironobu Sakaguchi ebbe l'onore di produrre, scrivere e dirigere il primo film degli studios e, ironia della sorte, il soggetto era proprio Final Fantasy. Sottotitolato The Spirits Within, il Final Fantasy cinematografico si ispirava soltanto vagamente al franchise videoludico, limitandosi a riproporre qualche nome all'interno di una sceneggiatura fantascientifica dai toni estremamente occidentali che, a modo suo, voleva forse ricordare lo storico Aliens di James Cameron. Il cast di attori che avrebbero prestato voce e fattezze ai personaggi nel film includeva nomi del calibro di Donald Sutherland, James Woods e Steve Buscemi; Sakaguchi guidò un team di oltre duecento persone per tre anni, sforando in maniera incredibile il budget originale di settanta milioni di dollari: alla fine, The Spirits Within costò quasi centoquaranta milioni di dollari ma al botteghino ne incassò poco più di ottanta. Le ragioni del flop sono diverse, la cattiva pubblicità generata dai precedenti tie-in videoludici è sicuramente una di queste, ma la stampa criticò aspramente anche la trama, inconsistente e complicata, pur riconoscendo l'altissima qualità tecnica del lungometraggio. Per Square sembrava essere davvero la fine.

Curiosità

Annunciando lo sviluppo di The Last Story, nel blog della software house Hironobu Sakaguchi aveva dichiarato di aver lavorato al gioco come se fosse l'ultimo titolo della sua carriera. La stampa internazionale, ormai abituata alle sue esagerazioni, interpretò male l'affermazione, e immediatamente fece il giro del mondo la notizia che Sakaguchi stava lavorando al suo ultimo videogioco.

E alla fine arriva Mistwalker

Gli uffici di Square Pictures vennero chiusi poco dopo il 2002, a nulla servì la produzione di un cortometraggio intitolato Last Flight of the Osiris, basato sull'universo di The Matrix. Square fronteggiava una crisi senza precedenti, da far impallidire quella affrontata nel 1986 (ironicamente, fu ancora lo stesso franchise a causare un'altra crisi nel 2011).

Sakaguchi alla presentazione di Blue Dragon
Sakaguchi alla presentazione di Blue Dragon

Hironobu Sakaguchi era in parte responsabile della tragica situazione in cui versava la società che l'aveva reso uno dei più famosi sviluppatori del mondo: alla fine del 2001, Sakaguchi rassegnava le sue dimissioni, infliggendo senza rendersene conto un altro durissimo colpo alle finanze di Square che, un anno dopo, sarebbe stata costretta a fondersi con la sua più grande e antica rivale nipponica, la stessa Enix che aveva firmato Dragon Quest, il franchise che ispirò Sakaguchi e condusse alla realizzazione del primo Final Fantasy. Che amara ironia. Sakaguchi, che nel frattempo cercava nuove strade per dare voce al suo talento, fu contattato nientepopodimeno che da Microsoft, proprio poco dopo aver lasciato Square. Finanziato dalla società di Bill Gates, Sakaguchi fondò Mistwalker Corporation nel 2004 insieme a Kensuke Tanaka, attuale vice presidente e, guardacaso, produttore dei servizi PlayOnline di Square Enix: la nuova software house, dall'impostazione sicuramente più riservata e meno ambiziosa, si trova a Honolulu e si occupa principalmente di sviluppare videogiochi in tandem con altre società, concentrandosi sopratutto sugli elementi narrativi e musicali dei vari progetti.

Lost Odissey, Xbox 360
Lost Odissey, Xbox 360

Pur essendo indipendente, Mistwalker sviluppò i suoi due primissimi jRPG per la seconda console Microsoft: Blue Dragon nel 2006 e Lost Odissey nel 2007 furono accolti positivamente ma senza particolare calore dalla critica internazionale. Anche in questa occasione, Sakaguchi aveva scommesso la sua futura carriera sul successo dei due titoli, il quale fu però abbastanza soddisfacente. Dal 2007 Mistwalker si è concentrata principalmente sulle console Nintendo, un vero e proprio ritorno alle origini per Sakaguchi, anche se caratterizzato da una certa bizzarria di fondo visto che due di questi quattro titoli sono basati sul franchise Blue Dragon nato su Xbox 360. Attualmente impegnata su nuovi ma ancora ignoti progetti, Mistwalker ha firmato l'imminente jRPG per Nintendo Wii, The Last Story, che segna anche il ritorno di Sakaguchi al ruolo di direttore attivamente coinvolto nello sviluppo che non ricopriva dai tempi di Final Fantasy V. Il cerchio della vita? Beh, speriamo che non gli salti in mente di fare un altro film.

I giochi di Mistwalker

Blue Dragon (2006) sviluppato con Artoon, Xbox 360
Lost Odyssey (2007) sviluppato con feelplus, Xbox 360
ASH: Archaic Sealed Heat (2007) sviluppato con Racjin, Nintendo DS
Blue Dragon Plus (2008) sviluppato con Brownie Brown e feelplus, Nintendo DS
Away: Shuffle Dungeon (2008) sviluppato con Artoon, Nintendo DS
Blue Dragon: Awakened Shadow (2009/2010) sviluppato con tri-Crescendo e Bird Studio, Nintendo DS
The Last Story (2011) sviluppato con AQ Interactive, Nintendo Wii
Cry On (sviluppato con Cavia), Xbox 360 - cancellato