Def Jam: Fight for NY  0

Anteprima: La cultura hip-hop americana può essere, per chi non la conosce bene, strana e controversa. Per esempio, quando si è trattato di realizzare un gioco fortemente legato ad essa, EA si è subito buttata sul wrestling... A noi però non interessano in questo momento le disamine socio-culturali: Def Jam Vendetta era decisamente un bel gioco, e ora c’è da capire se il sequel potrà rinverdirne i fasti.

Nuovi territori

Def Jam: Fight for NY (dove NY sta evidentemente per New York) vede all’opera la stessa collaborazione del prequel, Aki, EA Canada e Def Jam Recordings. Mostrando una vivacità che in molti non le sospettano, la prima cosa che balza all’occhio del nuovo Def Jam è che Electronic Arts ha evidentemente cambiato il genere di gioco, che si apre ora al mondo della lotta a 360° non limitandosi più al solo wrestling. Saranno presenti ben cinque stili diversi di combattimento, che a loro volta si articoleranno in numerosi sotto-stili, ed ognuno tra gli oltre 70 personaggi presenti sarà caratterizzato da uno stile preciso, oltre che dalle canoniche peculiarità fisiche. Scorgiamo conseguenze sia positive che negative di questa scelta: di positivo c’è l’enorme passo in avanti di varietà e rigiocabilità, due fattori che forse facevano difetto al primo titolo. In effetti, mentre le sfide nel primo episodio erano piuttosto limitate sia dall’unica disciplina presente sia da alcune scelte, come quella di non permettere l’utilizzo degli oggetti del background come corpi contundenti, EA Canada ed Aki stavolta assicurano una libertà pressoché totale, sia di movimento all’interno delle improvvisate arene, sia d’azione nel poter scagliare addosso all’avversario tutto quanto ci sia di scagliabile, o eventualmente di servirci di elementi dello scenario come muri o pilastri per massimizzare la quantità di dolore inflitta. Il che è sempre una bella cosa.
Di potenzialmente negativa c’è invece la semplificazione che, per forza di cose, Aki ha dovuto apportare al suo engine di combattimento, marchio di fabbrica dai tempi di Wrestlemania: non era esattamente simulativo, cionondimeno richiedeva tempo ed esperienza per poter essere apprezzato fin nelle minime possibilità che offriva. In Fight for NY pare dovremo dire addio ad alcune delle più deliziose finezze da compiere col pad (alcune combo, per esempio, erano difficili), ma possiamo capire la scelta di EA alla luce della varietà ora esponenzialmente aumentata e dell’intento globale di EA Big. Attenzione però, perché quanto scritto non comporta affatto l’assenza delle mosse più fantasiose, spettacolari e dolorose, che saranno semplicemente più facili da mettere a segno.
Def Jam Vendetta si contraddistingueva anche per l’uso di uno stile grafico particolare, a metà strada tra il realismo dei personaggi veri o verosimili rappresentati e il cartoonesco del tono generale della produzione; Fight for NY mantiene lo stesso stile apportando i dovuti avanzamenti all’engine, che per bocca dei producer dovrebbe essere due volte più dettagliato e sfoggiare una nitidezza e una pulizia quattro volte più alte. Numeri, ne conveniamo, altamente aleatori, e allora vi farà piacere andare più nel concreto e scoprire che le arene saranno belle grandi e piene di elementi e che piccoli algoritmi fisici permetteranno la riproduzione di quegli elementi non necessari ma utili all’atmosfera, come i capelli che si muovono secondo il movimento della testa, sangue e sudore che schizzano credibilmente, e i numerosi gioielli presenti sul corpo dei lottatori che riflettono la luce delle arene, magari, nei convulsi movimenti del combattimento, solo per qualche millesimo di secondo creando un realistico effetto “lampo”... Tutto è da verificare, ovviamente.

EA Canada MC Feat. Aki Masta

Le modalità di gioco non sembrano variare rispetto al primo episodio: il cuore resta lo Story Mode, al quale si affiancheranno il multiplayer offline per tutti e online solo per PlayStation 2. La prima, e principale, modalità ci vedrà nei panni di un lottatore da strada intento a scalare i vertici di una delle tante “gang” underground della Grande Mela, e sarà qui che vedremo i frutti della presenza di Def Jam: oltre quaranta dei settanta lottatori saranno celebrità appartenenti all’etichetta, e parliamo di gente del calibro di Busta Rhymes, Ludacris, Method Man (che ha partecipato anche alla stesura del plot), Redman, Slick Rick, Snoop Dogg, Lil Kim e tanti altri musicisti magari meno noti al grande pubblico italiano ma fondamentali nell’ambiente. Ogni personaggio sarà ricreato nel proprio aspetto fisico, nella voce, nelle movenze particolari e in tutti i “marchi di fabbrica” così importanti nella moderna industria musicale. A contribuire all’atmosfera totalmente “gangsta” del titolo una tonnellata di brani licenziati, più numerose composizioni originali EA che ovviamente non si distaccano dallo stile proposto; tutto sarà permeato di cultura hip-hop metropolitana, le stesse cut scenes dello Story Mode assomiglieranno a un video di quelli pluritrasmessi anche dall’MTV nostrana, e oltretutto fa il proprio gradito ritorno anche il “Girlfriend System” della passata uscita, che ci permette di combattere oltre che per l’obiettivo finale anche per le grazie (intese anche in senso di bonus fruibili dal giocatore quali foto e video) delle tante gentili (insomma...) donzelle presenti.
Da segnalare, prima di congedarci, la presenza dell’opzione “Create a Wrestler”, inspiegabilmente mancante nell’originale; i produttori assicurano che tale opzione sarà integrata nello Story Mode come nessuno ha mai fatto prima, ma per scoprire esattamente cosa significhi dovremo aspettare almeno l’E3, quando il titolo sarà per la prima volta giocabile. Paradossalmente per un prodotto così americano, l’uscita di Def Jam: Fight for NY è stata annunciata ufficialmente solo per l’Europa, a Settembre e per le tre principali piattaforme home. Ovviamente l’annuncio della versione americana è atteso da un momento all’altro.

The microphone is in da house

All’incirca un anno e qualche settimana fa, Electronic Arts rilasciava nell’ambito della sua linea Big un titolo piuttosto curioso nelle premesse, che univa l’ambientazione nel mondo della cultura hip-hop ad un classico, ottimamente realizzato gioco di wrestling. Quel titolo era Def Jam Vendetta, si avvaleva della collaborazione della rinomata casa discografica Def Jam, vera leggenda tra gli appassionati, e di conseguenza della presenza fisica e musicale di numerosi artisti, ma, soprattutto, era co-sviluppato dalla giapponese Aki, che di wrestling aveva già fatto gli stupendi Wrestlemania 2000 e WWF No Mercy per Nintendo 64. Anche in quell’occasione Aki non si smentì: DJV venne accolto da critica e pubblico come il miglior wrestling della generazione, e le tematiche così pittoresche non hanno fatto altro che favorirne il successo commerciale. Un sequel era praticamente scontato.