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E così anche Blizzard ha perso la testa. Nel senso che quattro dei top executives e co-fondatori di Blizzard North, compreso il frontman nonchè VP Bill Roper, hanno lasciato la compagnia per 'seguire altri progetti'. Ovvero per fondare la propria software house, senza dover più dipendere da Vivendi Universal Games. Sono mesi che intorno al colosso francese regna l'incertezza più assoluta, con un continuo vendo-non-vendo e un via vai di bidders più o meno interessati all'acquisto della società. La cui perla più preziosa è, appunto, Blizzard. Ma il punto è, la perla-Blizzard riuscirà a mantenere il suo splendore? A guardare i molteplici casi del genere accaduti in passato verrebbe da dire di no. Ne ricordiamo un paio su tutti: la grande Origin (We create Worlds...), che dopo l'abbandono di Garriot è diventata l'ombra di sè stessa per poi scomparire definitivamente in EA e passare alla sola gestione di Ultima Online e Bullfrog, anch'essa sostanzialmente scomparsa nel nulla dopo la fuga, più che legittima, di Peter Molyneux. Sia Lord British che Molyneux ovviamente portarono con sè buona parte del proprio staff. Certo, la situazione di Blizzard è diversa, di fatto le defezioni interessano solo Blizzard North, ma di quanto? E quanto ci vorrà perchè altri elementi di Blizzard seguano i quattro fuoriusciti nella loro nuova impresa? Poco credo, soprattutto leggendo parte dell'intervista che Roper ha rilasciato a Gamespot (che potete trovare qui). Da grande fans Blizzard, non mi sono perso un loro gioco che fosse uno, sono francamente pessimista. Felicissimo di essere smentito comunque, anche se non ci conto molto.

Per rimanere in tema di fughe eccellenti, non posso esimermi dal segnalare la decisione di Yoshiki Okamoto di lasciare Capcom per fondare la sua software house indipendente. Okamoto è da sempre uno dei pilastri di Capcom, lavora per la softco nipponica dal lontano 1983 ed è papà di capolavori quali Street Fighter 2 o la saga di Resident Evil, nonchè presidente di Flagship. Il motivo? Divergenze di opinione e mancanza di libertà, nonchè il peso di dover lavorare come executive. Davvero troppo per un creativo come lui...

Mauro Fanelli, responsabile editoriale area console.

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