EchochromeEchochrome - Anteprima 

Com'è il nuovo, misterioso "puzzle-game" annunciato da Sony in occasione dell'ultimo E3? Scopriamolo insieme.

Echochrome - Anteprima

Il suo concept è piuttosto semplice: bisogna aiutare un personaggio dal design stilizzato, appena abbozzato, a evitare trappole o strapiombi e a muoversi quindi senza problemi lungo determinati percorsi (Lemmings?). Aprendogli magari nuove vie utilizzando proprio il nostro modo di “interpretare” dal punto di vista visivo la realtà, attraverso repentini cambi di inquadratura e prospettiva. Non per niente il software all'origine del puzzle-game viene definito "trompe-l'oeil interactive". Il trompe l'oeil, che letteralmente significa "inganna l'occhio", per chi non lo sapesse è una tecnica pittorica che consiste nel ricreare una immagine apparentemente reale su di una superficie, per ingannare appunto lo sguardo di chi osserva e fargli credere che essa sia vera. Uno degli esempi tipici di questo effetto può essere quello delle colonnine farlocche dipinte in molti palazzi rinascimentali, agli angoli di un muro su cui un pittore ha raffigurato un corridoio, con una finta prospettiva che da la sensazione visiva che la stanza in cui ci si trova è molto più grande e continua, o che l’immagine dipinta si tridimensionale. Oppure una finestra o una porta laddove non c'è nulla. Come si traduce tutto ciò in Echochrome?

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Presto detto: il movimento del personaggio è "interpretato" dallo stesso in 2D, mentre gli ostacoli sono ricreati tridimensionalmente. Ciò significa che anche se le strutture in cui esso si muove sono 3D, dal suo punto di vista, di agire, è come fossero bidimensionali. Ed è da qui che deriva il gameplay del titolo. Supponiamo di trovarci in un area come quella mostrata nel bozzetto in basso. Nella figura "1" l'omino si appresta a dirigersi pian piano verso una scala che lo porterà su un piano superiore a quello in cui si trova. Ma quest'ultimo, come si evince dall'immagine, termina nel vuoto, affacciandosi come un balcone senza ringhiere sul percorso sottostante. Bene, con l'ausilio del SIXAXIS di PS3 il videogamer può ruotare la struttura geometrica come in figura "2", modificando il suo punto di vista e reinterpretando soggettivamente la realtà virtuale davanti a se, annullando di fatto con un gioco visivo il "dislivello". Consentendo al Pg di passare senza cadere (figura "3") come se il percorso fosse su un unico piano. Semplice? Forse inizialmente. Immaginate di ripetere una azione analoga ma ad una discreta velocità, con più piani di gioco, strutture complesse, buche, rampe di scale o “punti catapulta”. La cosa cambia e di molto, mettendo alla prova costantemente i riflessi, la logica e in generale le abilità deduttive dei videogiocatori.

Modificando la prospettiva della camera si possono ottenere quindi una infinità di situazioni: coprire una buca sovrapponendogli per tempo un ripiano superiore, oppure nascondere uno spazio vuoto dietro al quale far passare il personaggio come se per magia si sviluppasse in assenza del nostro sguardo un ponticello. E via dicendo. Come possiamo evincere da queste prime informazioni, Echochrome sembra davvero un titolo interessante. Uno di quei titoli “intelligenti”, si diceva una volta, in grado non solo di mettere alla prova gli IQ di ogni videogiocatore, ma anche di divertirlo proponendogli un livello di sfida sempre maggiore. Aggiungiamo che, al pari di altri titoli come LittleBigPlanet, gli utenti avranno modo di creare i propri livelli e renderli disponibili per il download, allo scopo di creare una comunità molto forte attorno al gioco. A questo punto non ci resta che attendere il gioco completo per un giudizio definitivo, siamo decisamente desiderosi di provarlo.

Durante l’ultimo E3 appena trascorso, in occasione della “press-conference” di Sony e durante la parte dedicata al PlayStation Network, Phil Harrison ha annunciato un nuovo titolo che sarà disponibile a breve per il download su PSN e successivamente per PSP. Si tratta di un “puzzle-game” chiamato Echochrome, in lavorazione quasi ultimata presso gli studi della stessa compagnia nipponica. Il gioco dal punto di vista ideologico e stilistico (gli scenari, pur nella loro semplicità tecnica, linee nere su sfondo bianco, sono concettualmente simili) sembra ispirato all'arte del pittore e incisore olandese Maurits Cornelis Escher, da molti definito "l' Howard Philips Lovecraft" della pittura, per il talento di costruire (e raffigurare nel suo caso), come lo scrittore di Providence, mondi inimmaginabili in cui imperano prospettive distorte e impossibili, e ancora figure geometriche interconnesse che cambiano gradualmente in forme completamente differenti. Sfruttando e giocando con le capacità interpretative della vista umana (illusioni ottiche o “trucchi visivi”). Un esempio della sua arte nelle foto qui in basso.

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