Legend of Zelda: Giapponese sì, Giapponese no  0

Il Giapponese: un ostacolo insormontabile in Kaze no Takuto?

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Inizialmente il gioco, con un pizzico d’intuito ed una spruzzata di tenacia, si porta avanti senza troppe fatiche di intendimento, ma dopo alcune ore di gioco la faccenda cambia completamente. Ci sono alcuni punti che, senza conoscere il simpatico dialetto del paese del Sol Levante, rappresentano un ostacolo insormontabile e non possono essere superati se non con l’utilizzo di una qualche guida o walkthrough scaricato da Internet, visto che la vastità del mondo di gioco rende assolutamente impossibile proseguire andando per tentativi. Scordatevi quindi di poter portare a termine il gioco con le sole vostre forze: è impresa se non impossibile perlomeno molto, molto ardua.
Della narrazione si può cogliere non più del senso generale, aiutati anche da animazioni ed espressioni facciali sempre ben collocate. Purtroppo delle innumerevoli sottoquest presenti, solo una bassa percentuale sarà carpita dall’utente, che si dovrà muovere a tentativi per poterne approfondire la maggiore quantità possibile. Questo è il quadro generale della situazione, una situazione che mette con le spalle al muro, una situazione che pone sulla bilancia elementi in quantità tale da aprire uno stabilificio. La risposta? Beh, questa dovete darvela da soli. L’attesa è lunga e la voglia di giocare è tanta. Ma tenete in seria considerazione il fatto che la lingua giapponese rappresenterà un ostacolo insormontabile, se non perdendo ore ed ore andanto a tentoni o utilizzando una guida, nelle fasi avanzate di gioco. Noi vi abbiamo avvertiti…

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Di Zelda: Kaze no Takuto in questa settimana si è detto decisamente tutto, o quasi… Infatti in quest'articolo non troverete aggettivi imponenti e superlativi a decorare impressioni unilaterali, non potrebbero essere altrimenti, bensì una sorta di sentiero da seguire nell’indecisione dell’acquisto o meno di uno dei titoli più belli degli ultimi anni. Il problema, come avrete ben capito, sta nel fatto che il gioco in questione è, dalla prima all’ultima parola, sottotitolato in giapponese. “Hard times” diceva qualcuno. In effetti il quesito non è dei più semplici da sviscerare, poiché da una parte c’è LUI, Zelda, il gioco dei giochi, che non smentisce nemmeno in questa occasione la sua fama guadagnata con gameplay e genialità; dall’altra parte c’è un ostacolo massiccio e granitico quale appunto una lingua incomprensibile a noi occidentali, condito anche dalla remota versione americana prevista per il 24 di marzo. Oltre tre mesi d’attesa sono interminabili quando si è di fronte ad opere videoludiche di questa portata, tre mesi in cui evitare in stealth mode ogni filmato, ogni foto e soprattutto ogni occasione di provarlo, dove quet’ultima sarebbe la spinta finale verso un acquisto certo. Ma arriviamo al dunque: vale la pena acquistare Zelda: Kaze no Takuto? La risposta non è affatto scontata.