Super Dragon Ball ZSuper Dragon Ball Z 

Direttamente dal mondo dei coin-op, ecco tornare Dragon Ball Z…

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Giudizio preliminare

Purtroppo Super Dragon Ball Z non eccelle neanche sotto il profilo della realizzazione tecnica. I personaggi sono ben disegnati e vantano un discreto numero di animazioni, ma non reggono il confronto con quanto visto in Budokai 3 o in Budokai Tenkaichi. E gli scenari sono purtroppo poveri e ripetitivi, davvero un brutto spettacolo.
Per quanto concerne gli aspetti positivi, Super DBZ ha dalla sua innanzitutto il ritorno a una filosofia di gioco forse semplicistica ma che ben si adatta alle tematiche di Dragon Ball: combattimento fine a se stesso, con tante mosse speciali e combo. La presenza di alcuni personaggi inediti e di altri raramente utilizzati non potrà che destare l’interesse dei tantissimi fan della serie, che immancabilmente premieranno anche questa conversione. Il tutto scritto in attesa di provare la versione definitiva del gioco, che magari potrebbe stupirci…

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Mentre alcuni si chiedono se Bandai ha deciso di diversificare la propria offerta riguardante i prodotti tratti dalla serie Dragon Ball dividendosi tra Budokai e Budokai Tenkaichi, oppure se ha messo da parte la prima serie per continuare a lavorare sulla seconda, arriva all’improvviso nientemeno che un porting da coin-op. Super Dragon Ball Z gode di una versione PS2 dopo aver riscosso un grande successo nelle sale giochi giapponesi. Fu vera gloria?

Modalità di gioco

Il carattere arcade di Super DBZ si manifesta fin dal principio. Lo start screen, infatti, a tutto fa pensare fuorché alla presenza di una modalità dotata di un certo spessore, rappresentata in Budokai e Budokai Tenkaichi dall’opzione “Dragon World”. È dunque possibile cimentarsi nella modalità “storia” e nel “versus”, partecipare alla classica modalità “survival” senza però dimenticarsi di creare il proprio personaggio.
La prima sorpresa riguarda i personaggi disponibili: diciotto è un numero che ben si adatta alle esigenze arcade, soprattutto nel momento in cui esiste una concreta differenziazione tra i vari lottatori. Vicino a ogni figura (fra le quali spicca Chichi, una scelta originale ma alquanto discutibile), in tal senso, compaiono diversi valori relativi alle caratteristiche fisiche. Ed effettivamente tali valori, pur entro certi limiti, conferiscono senso alla scelta di un personaggio anziché di un altro per ragioni che non siano legate alla pura simpatia, come troppo spesso accade. La seconda sorpresa sta nel sistema di “crescita” di ogni lottatore, che incontro dopo incontro diventerà più forte. Fin dove si spingerà questo elemento non è ancora dato saperlo.

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Sistema di controllo

A prima vista Super DBZ può sembrare simile a Dragon Ball Z Budokai. La realtà è diversa: il nuovo titolo Bandai è molto più limitato, per dirla con tono crudo, e privo di spessore, rifacendosi alle meccaniche che hanno reso famoso Street Fighter 2 senza però condividerne i pregi. È tutta una questione di scelte, alla fine: gli sviluppatori hanno fornito al giocatore una certa libertà d’azione, difatti è possibile volare e spostarsi tridimensionalmente. Questo, però, ha reso obbligatorio assegnare la parata a un pulsante e non alla croce direzionale, con tutti i difetti che ne derivano quanto a immediatezza e feeling. Con i tasti di attacco si può generare una serie infinita di combo, oppure ricorrere alle mosse speciali a forza di “mezzelune” e via dicendo. E qui arriva un’altra “tegola”: Goku e i suoi “conterranei” possono trasformarsi in Super Saiyan, sì, ma si tratta solo di una mossa speciale con effetti temporanei. Insomma, laddove questa caratteristica era stata ben congeniata (Budokai) e poi bruscamente eliminata non senza polemiche (Budokai Tenkaichi), in Super DBZ perde il proprio fascino…