Uncharted: Drake's FortuneUncharted: Drake's Fortune - Anteprima + Intervista a Naughty Dog 

Uncharted: Drake's Fortune è uno dei progetti più ambiziosi ed interessanti per PS3. Noi abbiamo cercato di scoprirne i segreti in questa intervista-anteprima con gli autori, i famosi Naughty Dog.

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DR: Uncharted è l’ultimo progetto dei Naughty Dog. Una “cinematic adventure”. Di cosa si tratta?

Naughty Dog: Prima di rispondere è doveroso fare una piccola premessa. Noi abbiamo un nostro stile distintivo che abbiamo iniziato nel 1996 con Crash Bandicoot e sviluppato, cinque anni dopo, con le avventure di Jak and Daxter. Ma la nostra ambizione è da sempre quella di sfruttare al meglio la tecnologia in nostro possesso, e crescere. Così su PlayStation 1 abbiamo creato un personaggio iconico con la testa grossa e molto cartoonesco, concentrandoci sul gameplay. Su PlayStation 2 la tecnologia era migliore, e potevamo quindi cercare di realizzare qualcosa di superiore, a partire dal protagonista, visivamente diverso da un animale. Abbiamo fatto un elfo, molto stilizzato, ma con parecchi movimenti umani, ed iniziato ad aggiungere più storia nei nostri giochi e caratterizzazione al personaggio. Quando abbiamo visto la tecnologia alla base di PS3, ci siamo resi conto che finalmente potevamo concentrarci sulla creazione di una figura totalmente umana pur mantenendo inalterato un grande gameplay. Ecco, questo è “Uncharted”: un progetto evolutivo per il nostro team. La nostra prima “full cinematic experience”, con personaggi del mondo reale.

DR: Cosa intendete con “cinematic experience”?

ND: Uncharted mette assieme visuali e dettagli sbalorditivi, quello che chiunque si aspetta di vedere su PS3, ma con in più una grande storyline degna di una pellicola cinematografica. Senza dimenticare la giocabilità. Abbiamo creato quindi una lunga storia avventurosa entro la quale inserire le vicende di un personaggio che emula gli eroi più grandi e celebrati dei film d'azione. Abbiamo tratto spunto da diverse pellicole e racconti anche del passato, partendo dai romanzi Pulp, i serial tv, fino ad arrivare a “Indiana Jones” e al recente "Il codice Da Vinci". Vogliamo dare al videogiocatore la sensazione di essere partecipe agli eventi di un film.

DR: Quindi ci saranno molti filmati “in game”?

ND: Si. Abbiamo girato più di 50 minuti di cinematics, allo scopo di sviluppare meglio il carattere dei personaggi, il loro fascino, gli stati d'animo, umori. Il nostro “live action director” ha lavorato duramente con un cast di attori veri e sul set per catturare nel miglior modo possibile i movimenti, le espressioni e l’interazione fra personaggi. Un esempio è la scena in motion-captured interpretata dagli attori Nolan North (Nathan) e Emily Rose (Elena) nella realtà, girato su un set che ricreava la cabina di pilotaggio di un aeroplano (le immagini in basso – Ndr). Noi volevamo il massimo del realismo. Questo senza intaccare il gameplay, in cui l’elemento action, le fughe impossibili, le situazioni apparentemente disperate e senza via di fuga saranno presenti, come quelle di pura esplorazione.

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DR: Interessante. A questo punto la domanda è d’obbligo: chi è Nathan, il personaggio principale?

ND: Nathan Drake, un avventuriero che si muove nel mondo più o meno nascosto dei cacciatori di tesori, spalla a spalla con i commercianti di armi ed altri pericolosi individui. Autodidatta, moderatamente colto, Nathan ha un'abilità naturale per scoprire e risolvere i misteri che si nascondono dietro alla Storia. Per una volta il nostro eroe non è quindi uno stereotipato mercenario che prende a calci chiunque. È tenace ed inventivo, ma non un tipo celato sotto cento libbre di armatura (non un uomo d'azione e forza - Ndr). Anche se porta sempre con se un’ arma nascosta. La nostra ambizione era quella di far emergere di più le sue qualità umane, in fondo.

DR: Un uomo normale, quindi.

ND: Il nostro obiettivo era quello di evitare di realizzare una storia troppo “asciutta” e priva di emozioni vere, elementi che hanno caratterizzato i giochi d’ azione per anni. Adesso abbiamo una persona reale con cui giocare. Quindi, benvenuto Nathan.

DR: Può essere definito per certi versi l’eroe (anti-eroe) perfetto, almeno secondo i canoni di alcune pellicole hollywoodiane?

ND: Come molti grandi eroi del cinema, Nathan non è infallibile, e talvolta è persino impacciato. In uno scontro a fuoco, ad esempio, è più facile che spari alla cieca da sopra la spalla mentre si tuffa a terra in cerca di un riparo sicuro, piuttosto che prendere la mira con calma e centrare un nemico dalla distanza. Se si trova coinvolto in una rissa non conosce le arti marziali, e semmai si difende con la sola forza bruta e qualche trucco.

DR: Chi sono gli altri personaggi?

ND: Gli altri personaggi recitano un ruolo importante in Uncharted. Elena Fisher è una documentarista, una donna forte e spregiudicata che si lega alle vicende di Drake. Poi abbiamo Victor Sullivan, una sorta di Nathan in “versione anziana” (i due sono molto simili caratterialmente). Egli è un avventuriero pieno di debiti che ha cercato tesori per anni, e per questo si è fatto anche molti nemici. Drake guarda a lui come ad un mentore, e fra di loro c’è un’amicizia che avrà un ruolo importante nella storia.

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Che Uncharted sia quindi un gioco simile ad un film lo dimostrano soprattutto una regia impeccabile che ci mostra cambi di inquadratura improvvisi, primi piani e controcampi, perfettamente integrati con il gameplay. Gameplay che prevede ovviamente fasi in cui ci si deve esibire con il nostro alter-ego virtuale in salti spericolati, fughe rocambolesche alla Indiana Jones, ma anche altre in cui bisogna usare il cervello, ragionare per risolvere degli enigmi atti a scoprire indizi importanti per il proseguimento dell'avventura o semplicemente per superare degli ostacoli. Alternati a fasi in cui è necessario lo scontro fisico con dei nemici, sia con armi che a mani nude. Nel primo caso Nathan, il protagonista, potrà contare su un discreto armamentario fatto di pistole, fucili a pompa, mitragliette e granate, recuperabili direttamente dai corpi degli avversari uccisi (evidenziati da un’icona apposita) e gestibili dal videogiocatore in una maniera simile a Gear of Wars. Col D-Pad si selezionano l’arma da utilizzare e la ricarica, mentre con i tasti dorsali si può mirare (con una visuale in simil-soggettiva) e sparare. Gli altri servono invece per nascondersi e affacciarsi (magari sparando), correre, etc. Nel secondo caso, quello tipico di un "beat'em'up", sarà un sistema simile ai "Quick Time Event" a gestire la situazione: premendo al momento opportuno il tasto apposito Nathan eseguirà determinate azioni, come sferrare un pugno o rompere una bottiglia in testa all'avversario. Non è da escludere però l'aggiunta da parte dei programmatori di fasi in cui questi momenti siano gestiti direttamente dall'utente come in un classico adventure.

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Visto che della trama, incentrata su di una leggenda (inventata dagli stessi sviluppatori), sulla ricerca di un tesoro, su avventurieri cacciatori di ricchezze e di misteri, sul presunto discendente del notissimo sir Francis Drake, il simpatico Nathan, parleranno gli stessi ND più avanti, svelando nel dettaglio elementi chiave sulla storia fino ad oggi inediti, concludiamo questa fase dell'articolo dando uno sguardo al comparto visivo e a quello audio. Graficamente Uncharted, nonostante non sia completo, si mostra già interessante. Il colpo d’occhio del titolo Naughty Dog è sicuramente elevato, con texture definite, mappature tridimensionali degli elementi (tronchi d'albero, mura o rocce ruvide), trasparenze e riflessi, effetti di luce dinamici e così via. Non da meno è la parte inerente i personaggi e le rispettive animazion. D'altronde, come vedremo fra poco nell'intervista, il team ha lavorato moltissimo sulla fisica del movimento in rapporto al peso dei Pg e alle rispettive animazioni, di un numero enorme se paragonate a quelle di alcuni titoli importanti per PS2. In un contesto simile anche l'audio non è da meno, e tutto, dai suoni naturali alle musiche sembrano ricreare perfettamente la sensazione di giocare con una pellicola cinematografica. Ma ora lasciamo spazio proprio alle parole di Evan Wells, Amy Hennig e Rich Diamant, rispettivamente Co-Presidente, Game Director e Character Artist dei Naughty Dog.

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DR: Come avete creato le varie locazioni?

ND: Non volevamo ricreare perfettamente la realtà, quanto piuttosto la "sensazione di vero". In poche parole una sorta di foto-realismo atipico, una riproduzione della realtà "emozionale" (come quella di certi dipinti del passato? -Ndr). Non ci siamo "ispirati" all'industria dei giochi in questo caso; abbiamo invece guardato al mondo del cinema e alle nuove tecniche usate in quel settore. E successivamente abbiamo rivisitato il processo creativo adattandolo alle nostre esigenze. Così per esempio, tutti i personaggi e gli ambienti di Uncharted sono stati modellati da zero piuttosto che essere realizzati acquisendoli con qualche forma di "scanning", per permettere la totale libertà artistica ai nostri tecnici. Il resto è prassi su sistemi come PS3. Gli shaders (dei processori grafici –Ndr) dettano il modo in cui la luce interagisce con gli oggetti. La luce di una torcia che illumina la mano o i raggi del sole che avvolgono o filtrano attraverso le foglie sottili di un albero... Abbiamo creato strati diversi di textures per creare singoli oggetti differenti fra loro e dettagliati. Senza dimenticare che effetti come “l’ high-dynamic range” (HDR, un effetto luce realistico sull'ambiente e gli oggetti – Ndr) lo abbiamo utilizzato anche, per esempio, sui personaggi e la loro visuale: i loro occhi sono sensibili alla luce, e di fatto possono rimanere abbagliati dal fonti luminose troppo forti. In quel caso dovranno spostare se stessi o il loro sguardo in zone ombrate per riacquisire una buona vista.

DR: Avete dedicato moltissimo tempo alle animazioni e al loro sviluppo.

ND: Sì, e lo abbiamo fatto per dare "vita" ai personaggi, impiegando alcuni dei migliori programmatori e tecnici del settore, tutti impegnati a lavorare sul loro movimento ed il combattimento. Volevamo che Nathan, ad esempio, avesse delle movenze realistiche e credibili in rapporto alla sua altezza e al peso: è un tizio di 190 libbre (86Kg). E abbiamo fatto si che ogni gesto o movimento fosse il più naturale, fluido possibile. Per farvi un'idea del duro lavoro dietro al nostro Nathan vi basti sapere che egli ha più di 1.200 animazioni uniche, con altre generiche che si aggiungono in certe fasi. Pensate che Jak su PS2 ne ha avute soltanto intorno alle 200! Inoltre volevamo che egli fosse "sensibile" a reagire ai comandi del giocatore.

DR: Impressionante. Come si traduce tutto ciò in termini visivi?

ND: Le animazioni sono state create per far si che il gioco sia l’equivalente di un film dove voi non vedete mai un personaggio in carne ed ossa ripetere, nelle scene, gli stessi movimenti, le stesse espressioni, pur ricompiendo magari un gesto simile al precedente. Possiamo quindi ricreare una grande varietà di mosse sempre diverse fra di loro grazie alla potenza della Cpu di PS3, e quindi il nostro eroe può mostrare una serie elevata di pose, emozioni e movimenti tutti in contemporanea. Ad esempio se compie un salto, tutto cio’ che ne consegue, dallo stesso salto alla respirazione affannosa, all’ espressione facciale possono essere viste dal videogiocatore nello stesso istante!

DR: Bene, siamo purtroppo arrivati ai saluti. Volete aggiungere qualcos’altro per i nostri lettori?

ND: Certo: speriamo vi piaccia il gioco!

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DR: A proposito della storia, abbiamo conosciuto il cast, diteci qualcosa invece sulla trama. Iniziamo dal personaggio che per certi aspetti l'ha ispirata.

ND: Sir Francis Drake è uno dei più importanti personaggi della storia. Per gli inglesi è un eroe, un esploratore che ha circumnavigato il globo, un capitano di vascello (poi vice Ammiraglio) che ha affondato decine di navi dell’ “Armada” spagnola nella guerra del 1585, un cavaliere della Regina Elisabetta, sindaco di Plymouth e parlamentare. Per i suoi nemici era invece un saccheggiatore, distruttore di forti e colonie, un pirata avido di oro e gioielli. Per i suoi discendenti, infine, è un modello a cui ispirarsi.

DR: Da dove nasce l’idea alla base del suo “segreto”?

ND: La “carriera” di Sir Francis Drake è terminata nel 1596 quando morì di dissenteria dopo aver attaccato San Juan, dove avevano trovato riparo alcune navi tesoriere spagnole. Fu sepolto in mare in una bara di piombo nei pressi di Panama più di 400 anni fa. Così ci siamo posti una domanda: e se la bara non contenesse nessun corpo? E se invece nascondesse al suo interno un misterioso libro rivelatore di un’ultima impresa di Drake? Ai giorni nostri, il sopraccitato cacciatore di tesori Nathan Drake pensa di essere un discendente del vice Ammiraglio inglese ed è deciso a dimostrarlo, partendo da un indizio, una incisione trovata sull’anello di famiglia in suo possesso che viene tramandato di generazione in generazione.

DR: Quindi i nostri eroi sono alla ricerca di questa bara?

ND: Più o meno. Il gioco inizia con Nathan ed Elena che scoprono subito l'oggetto della loro ricerca: la bara in piombo di Sir Francis Drake. Ma, anziché un corpo o dei resti umani, essa contiene un diario, nel quale alcuni scritti suggeriscono che il grande esploratore inglese potrebbe aver vissuto un'ultima avventura in Amazzonia prima di morire. Mentre i due personaggi si interrogano sull'argomento, la loro nave viene attaccata da moderni pirati (e qui si entra subito nel vivo dell'azione). Il resto dovrete scoprirlo voi giocando e vivendo un'avventura che spazia dalla foresta amazzonica al Pacifico, con tante sorprese e colpi di scena.

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Naughty Dog è da sempre un "marchio" di garanzia nel mondo dei videogames, d'altronde questo è il team che ha creato la saga di Crash Bandicoot, vera e propria mascotte della PlayStation, e di Jak and Dexter su PS2. Chiaro quindi che davanti ad un loro nuovo progetto tutti, dagli addetti ai lavori agli appassionati, inizino a provare un certo fermento man mano che le notizie su di esso vengono fuori. Uncharted: Drake’s Fortune, come avremo modo di scoprire in questa anteprima con intervista ai Naughty Dog, è un progetto piuttosto ambizioso poichè cerca di coniugare in se tutti quegli elementi che hanno fatto la fortuna di titoli quali Prince of Persia, Tomb Raider e Gear of Wars (ma a noi ha ricordato anche il vecchio Flashback per Amiga). Il gioco miscela infatti con sapienza i temi tipici degli action game in terza persona con quelli degli adventure "esplorativi" e gli shooter più blasonati, inseriti in un contesto originale con qualche spunto innovativo ed uno stile cinematografico. Di fatto lo scopo dei team di sviluppo sembra proprio essere quello di ricreare sulla PS3 una sorta di film interattivo, in cui il videogamer sia attore, regista e in parte sceneggiatore (almeno per quanto concerne alcune scelte).

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