Underground Vol.7  0

La nostra originale rubrica che si propone l'arduo compito di valutare mensilmente l'immensa mole di titoli che si muovono nell'underground videoludico, totalmente indipendenti dai grandi publisher e immersi nelle apprezzate formule freeware e shareware.

Considerata la particolare natura di questa rubrica il voto assume un significato diverso rispetto a quello tradizionale: ogni mese saranno infatti proposti titoli considerati di per sé più che meritevoli. Per questo motivo il punteggio da 1 a 5 non rappresenta una scala di valore che parte dalla mediocrità più assoluta per giungere alll'eccellenza, perché ogni gioco trattato si pone già una spanna sopra la media. Si tratta invece di rendere conto di quel valore aggiunto che gli sviluppatori sono riusciti a infondere nella loro opera e fornisce al lettore uno strumento aggiuntivo per approfondire la valutazione. Per tutti i numeri precedenti della rubrica, seguite questo link.

PlasmaWorm


Sviluppatore: Digital Eel
Tipo di distribuzione: Shareware
Siti di riferimento: Link al sito ufficiale del gioco - Link al sito ufficiale dello sviluppatore
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Niente di rilevante da segnalare.

Una delle cose belle dello scrivere una rubrica come Underground è il non dover stare sempre sul pezzo. Ovvero, qui dentro si può parlare con la stessa disinvoltura di un gioco appena uscito quanto di uno uscito qualche anno orsono. L’anarchia è bella e non sentire il fiato di una data d’uscita sul collo ci rende allegri (tanto che il Rubbini ha deciso di trasferirsi a Londra… dopo essere stato picchiato dalle gang di Harlem a New York ha deciso di provare anche i pugni dei punk inglesi) e spensierati… così ecco che vi andiamo a proporre un gioco del 2001… vabbé, bando alle ciance e vediamo di cosa si tratta.
PlasmaWorm è un clone del classico Snake in cui è stato cambiato il sistema di controllo (non più spostamenti netti di novanta gradi ma rotazioni di trecentosessanta, sempre, però, su un piano bidimensionale) e in cui si è cercato di rendere l’esperienza di gioco più acida possibile. I livelli non sono quelli classici di forma rettangolare ma sono di forma ovoidale (venti in tutto) caratterizzati da background in cui i cicli di colore la fanno da padrone generando effetti psichedelici a iosa (gli sviluppatori saranno dei nostalgici degli anni '70). Il serpente originale è diventato un verme trasparente che si allunga a dismisura dopo pochi bocconi e che è caratterizzato da una certa “mollezza” del suo corpo. Rispetto alla formula originale ci sono alcune varianti come il dover mangiare delle papere volanti (a cui, volendo, si può anche sparare) o come la presenza di elementi di background che variano la velocità del verme rendendolo più o meno controllabile.
PlasmaWorm è un gioco che riesce a divertire grazie ad una formula classica ma ben tradotta, a cui non mancano degli inediti sprizzi di creatività. Le uniche pecca evidenti sono: una certa carenza di livelli (venti, nonostante la difficoltà variabile e l’editor accluso, sono un po’ pochini); e la grafica leggermente datata anche rispetto alla scena Indie. Dategli comunque un’occhiata.

PlasmaWorm

di Simone Tagliaferri

The Blob


Sviluppatore: Banana Games
Tipo di distribuzione: Freeware
Siti di riferimento: Link al sito ufficiale dello sviluppatore
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Nulla da segnalare.

Una delle cose belle dello scrivere una rubrica come Underground è il non dover stare sempre sul pezzo...ehm, Pierpaolo prometto di non copiare più le frasi di Tagliaferri ma ti prego, non lasciarmi andare giù nel vuoto. Ecco, ora che sono di nuovo al sicuro proverò a ritrovare il filo del discorso, in fondo come si fa a non essere rigorosi quando si deve trattare di un gioco che coinvolge un grosso blob fagocitatore di cittadini colorati con i quali dipingere la città.
Le cose stanno proprio così: grazie ad un motore grafico delizioso, tutto quello che dovrete fare è rilassarvi e dirigere con il mouse il vostro blob in giro per la città, purtroppo unico livello disponibile, per quanto esteso e aggrovigliato. Gli obiettivi da raggiungere vi terranno impegnati a lungo, grazie alla geniale idea di dover dipingere certi palazzi chiave con la tonalità richiesta di colore: mentre alberi, macchine, treni e abitazioni prenderanno vita all'istante con il semplice tocco della massa gelatinosa, alcune costruzioni-chiave richiedono un colore specifico e per dipingerle dovrete centrare il bersaglio apposito. Per il resto si tratta di puro e semplice divertimento, con le occasionali guardie di colore nero che vi costringeranno a farvi un bagno nel fiume per lavare via l'inchiostro e tornare poi a miscelare cittadini di colore differente nel vostro ventre tondeggiante, così da poter tingere gli edifici con ogni sfumatura possibile (ok, non pensate di avere 16 milioni di colori eh).
Cos'altro posso dirvi, in fondo dovete solo provare un titolo gratuito che non vi offre altro al di là di un'idea folle votata al puro gaudio personale. Peccato solo che non si possa salvare dal momento che la città è molto vasta, anche se vedere comparire i cartelloni pubblicitari o dare vita alle automobili tingendole del vostro colore preferito è qualcosa da provare a tutti i costi. The Blob è una gioia per gli occhi e un balsamo contro lo stress, ideale dopo una giornata di lavoro al termine della quale raramente si sente il bisogno di essere insultati on-line in qualche pomposo mondo virtuale.

The Blob

di Andrea Rubbini

Grid Wars


Sviluppatore: Mark Incitti
Tipo di distribuzione: Freeware
Siti di riferimento: Link al sito ufficiale del gioco - Link al sito dello sviluppatore
Da sapere per giocare al meglio: Link ad un sito che parla dei moltissimi cloni di Geometry Wars esistenti. Giocare al meglio a Grid Wars richiede un joypad simil Dual Shock (con due levette analogiche, per inciso) in cui una viene usata per muovere l’astronavina e l’altra per direzionare il fuoco. Il gioco è comunque giocabile tranquillamente con l’accoppiata mouse + tastiera.

All’interno di un’area rettangolare si è alla guida di un’astronave che deve resistere il più possibile agli attacchi della moltitudine di nemici che gli andrà contro. Per fare questo si avranno a disposizione vari bonus e si potrà contare, nei casi più disperati, in una smart bomb che ripulirà completamente lo schermo.
Email che la BizarreCreations ha spedito all’autore del gioco:

"We're beginning to feel the effects of the Geometry Wars clones on our sales via Microsoft now and are beginning a process to begin to more robustly protect our copyright and intellectual property.
Therefore, I'd like to ask you in an amicable fashion to stop infringing our IP and pull the game 'Grid Wars' from the internet for download.
I hope you understand and are able to do this without us having to take further steps."

In sostanza si è accusato un piccolo prodotto freeware come Grid Wars di aver fatto diminuire le vendite di Geometry Wars sul servizio Live! di Xbox 360…
Nel corso degli anni, se certe “strutture di gioco” fossero state messe sotto copyright e si fosse impedito di “replicarle” all’interno di altri prodotti, oggi avremo una sola serie di FPS (Doom), un solo paio di RTS e, probabilmente, i nostri sistemi operativi avrebbero programmi prodotti da una sola software house. Grid Wars non è la copia 1:1 di Geometry Wars e, soprattutto, non è l’unico clone esistente (come dimostra il link inserito nel campo di questo articolo: “da sapere per giocare al meglio” che si trova in alto). Oltretutto non è nemmeno quello più fedele all’originale (giusto per essere puntigliosi). Probabilmente l’autore, che dalla realizzazione del gioco non ha guadagnato che problemi, viste come si sono messe le cose, ha semplicemente gradito il gioco su Xbox Live! e si è messo a programmarne una sua versione partendo da zero. Oltretutto Grid Wars stesso non è certo un campione di originalità visto che le fonti d’ispirazione da cui nasce sono abbastanza riconoscibili. Insomma, probabilmente le vendite del gioco sono calate perché questo ha esaurito il suo ciclo economico ed è entrato nella fase discendente. Capita a produzioni di ben altra caratura, figuriamoci se non può capitare a Geometry Wars. Non va poi dimenticato che stiamo parlando di due piattaforme di gioco molto differenti (Xbox 360, fino a prova contraria, è sempre una console mentre Grid Wars gira solo su PC)… insomma, la guerra tra il software commerciale e quello free si è arricchita di un nuovo capitolo surreale in cui sembra, più che altro, che si sia sparato a casaccio contro un poveretto fra i tanti che avevano gradito il gioco originale.
Detto questo, è indubbio che l’operazione censoria sia stata abbastanza inutile e che il gioco di Incitti abbia ricevuto solo molta pubblicità gratuita che lo ha reso molto popolare sui canali alternativi di download (i vari P2P su tutti). Nell’epoca di internet puoi far cancellare un link a un file, ma non puoi far sparire il file stesso… anzi, quando provi a bloccarlo, si genera un effetto a catena che porta gli utenti a mostrare una certa stizza contro i censori, cosa che fa aumentare la popolarità di ciò che si vorrebbe cancellato e l’impopolarità di chi si sente paladino del copyright. Ah, comunque, tanto per fare cronaca, dopo la rimozione del link, le vendite di Geometry Wars non sono assolutamente risalite.

Grid Wars

di Simone Tagliaferri

Empires and Dungeons


Sviluppatore: Niels Bauer Games
Tipo di distribuzione: Shareware
Siti di riferimento: Link al sito ufficiale dello sviluppatore
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Nulla di particolare da segnalare.

Sono stato paziente e ho seguito il tutorial che mi ha lasciato sul finale a mettere in pratica i saggi insegnamenti aquisiti e dopo dieci minuti ho dovuto esclamare "My God, I' can't stop playing no matter what!" (chissà poi perché in inglese). Di fatti Empires and Dungeons è divenuto una droga personale in breve tempo, addictive lo definirebbe la stampa anglofona.
Purtroppo tutto questo come ci ha mostrato l'esempio di Grid Wars è destinato a scontrarsi con l'inflessibile legge del copyright: per prima cosa Empires and Dungeons riprende il sistema di accumulo delle risorse rendendolo immediato e veloce, cosa sulla quale la Blizzard potrebbe avere molto da ridire. Non contenti gli sviluppatori vi permettono di mettere in piedi un'esercito e di affrontare le armate dei rivali o conquistare insediamenti urbani con una semplicità mai vista prima, senza perdere di profondità strategica, affondando così le vendite del marchio Total War. Purtroppo il team si è spinto oltre creando un profilo personale del vostro comandante, che potrà salire di livello e duellare con i principi nemici, un'idea inammissibile perché solo il marchio Dungeons and Dragons può sviluppare il concetto di esperienza. Comunque sia il colpo finale, l'onta più grande per il diritto d'autore, sono i dungeon casuali da esplorare per migliorare le abilità del vostro personaggio e ottenere oggetti rari così come ricompense in denaro.
Mi duole inoltre ammettere che i combattimenti in tempo reale sono appassionanti e mai banali, senza contare che il gioco è amministrato con l'arte fina del saper discernere tra sfida e frustrazione, un sentimento sconosciuto a questo Empires and Dungeons, che anzi sembra fare il possibile per mettere a proprio agio il giocatore, premiandolo con decine di mappe, idee originali e obiettivi sempre diversi. Speriamo solo che questo non faccia fallire la concorrenza, che investe milioni nei propri giochi patinati.

Empires and Dungeons

di Andrea Rubbini

Dwice


Sviluppatore: WildSnake Software
Tipo di distribuzione: Shareware
Siti di riferimento: Link al sito ufficiale del gioco - Link al sito ufficiale dello sviluppatore
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Niente di particolare da segnalare.

Tetris era (ed è ancora) un gioco perfetto. Geometria pura, astrattismo logico reso videogame, riusciva a generare dipendenza partendo da una formula di una semplicità impressionate: bisognava creare delle righe incastrando tra loro i tetramini (pezzi di varie forme composti tutti da quattro blocchi quadrati… se volete saperne di più andate a questo link). Tetris è così perfetto che le varie versioni succedutesi nel corso degli anni (la prima è datata 1985) non sono mai riuscite a migliorarlo; hanno sì apportato molte varianti, ma il nucleo centrale non è mai stato intaccato e, anzi, in alcuni casi la volontà di “andare oltre” ha prodotto aborti inconsistenti piuttosto che novità piacevoli. L’autore, Alexey Pajitnov, è annoverabile tra i geni assoluti dello sviluppo dei videogiochi… ma è anche una vittima del suo stesso capolavoro. Nel corso degli anni, infatti, ha realizzato anche altri titoli, tutti passati piuttosto in sordina oscurati dall’ombra dell’opera massima (studiata anche da matematici). Dwice è una di queste.
Prendete dei pezzi simili a quelli del Tetris e, invece di farli scendere singolarmente, fateli scendere tutti insieme già incastrati tra di loro in modo da formare una vera e propria valanga. Cambiate completamente punto di vista: i pezzi non vanno più allineati in fondo al pozzo ma vanno distrutti prima che lo raggiungano perché il pozzo è ora abitato da dei simpatici indigeni che vorrebbero arrivare vivi alla fine della glaciazione del mondo. Per distruggere i pezzi basterà cliccare su due che hanno la stessa forma. All’inizio le forme saranno molto semplici e ce ne saranno poche ma, con il proseguire nei livelli, queste diverranno più varie e gli incastri si faranno più complessi in modo da trarre più facilmente in inganno. Ad aiutare il giocatore ci pensano alcuni bonus che vanno prima “sciolti” (si tratta di pezzi quadrati che vanno liberati da tutti i pezzi che hanno intorno) e che, a seconda dei casi, producono effetti differenti (ad esempio la dinamite spezza i pezzi in parti più piccole facilmente accoppiabili per essere distrutte o, per fare un altro esempio, le frecce verdi rallentano la valanga).
Dwice è un puzzle game divertente e ben studiato che fa dell’immediatezza il suo cavallo di battaglia. Manca della genialità e della folgorazione del capostipite, con cui condivide più di qualche elemento. Se per voi i videogiochi non sono solo un modo per sfogare le frustrazioni accumulate durante una brutta giornata lavorativa, dategli un’occhiata.

Dwice

di Simone Tagliaferri

Rage of Magic II


Sviluppatore: Gamebrew Inc.
Tipo di distribuzione: Shareware
Siti di riferimento: Link al sito ufficiale del gioco
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Da sapere per giocare al meglio: Osservate questo video realizzato dagli sviluppatori per avere un'idea di come si possa gestire uno scontro con più nemici contemporaneamente.

Anni di videogiochi contemporanei hanno spento in me quel senso di sfida appagante che solo rare perle come Ninja Gaiden hanno saputo risvegliare. Per costringere qualcuno a metterci tempo e sudore su quel dannato controller è necessario offrire una sfida accessibile, stimolante e un incentivo che non si può descrivere: è la risultante di un’equazione che mette in rapporto una certa onestà nel gameplay con una ricompensa che il più delle volte consiste nel semplice superamento di un’ostacolo (per quanto grossa possa essere la spada che si portava dietro).
Quando al contrario si fa della ripetizione un’arte, oscillando tra la frustrazione e il tedio allora no, non si prova alcun appagamento. Prima che questo articolo diventi un’anatema contro una società che alleva con troppa tenerezza i suoi pargoli video-dipendenti veniamo al punto della questione, Rage of Magic II. Qualcuno ricorda per caso King of Fighters? Forse no, ma il concetto è molto simile: sprite bidimensionali che scorrono orizzontalmente confrontandosi con orde di nemici furiosi e ottusi. L’unico punto debole è la storia, troppo confusa e d’intralcio, soprattutto perché per seguire il filo conduttore dovrete passare spesso da un personaggio all’altro, senza potervi legare a lungo ad un solo stile di gioco. Ogni spavaldo avventuriero possiede infatti il suo set unico di combo e la difficoltà del gioco, a dire il vero molto elevata, consiste proprio nel padroneggiare ogni tecnica e studiare strategie vincenti adatte ad ogni boss. Se sarete davvero in gamba, potrete confontarvi nell’Arena come gladiatori costretti a vedervela con avversari sempre più famelici di sangue. Il demo non lascia il tempo di apprezzare la profondità di Rage of Magic II, ma se cercate una sfida vera e duratura non tiratevi indietro, una grande prova vi aspetta.

Rage of Magic II

di Andrea Rubbini

Giocate fuori dal coro

Mi piace immaginare che qualcuno abbia notato come nel numero precedente di Underground ci fosse solo il buon Tagliaferri, lasciato alle prese con la rubrica mensile, mentre il sottoscritto prendeva il sole dove nessuna copertura telefonica potesse disturbarlo. Purtroppo ho il sentore che nessuno abbia in realtà fatto caso a niente così come d'altronde io non ero di certo sotto al sole inerte. Con questo dove voglio arrivare? E' molto semplice: vorrei spronarvi a mettere in dubbio quanto appare scontato con un gesto rivoluzionario, ossia acquistare un gioco della scena indipendente. Per un prezzo che si aggira solitamente intorno ai 15 euro avrete infatti la possibilità di scaricare uno dei tanti titoli di pregevolissima fattura prodotti da persone capaci, innovative e appassionate. Da parte nostra vi garantiamo che si tratta di giochi longevi, intriganti e a lungo supportati dai numerosi fan che affollano i forum nelle relative home-page dei vari team di sviluppo. Non dovete farlo neppure ad occhi chiusi, vi invitiamo anzi a provare i demo messi a disposizione e poi a fare un salto nel buio, anche solo per una volta, e vedrete che ad attendervi troverete un mercato di videogiochi a basso costo in grado di tenervi svegli la notte. Provateci e poi fateci sapere com'è andata.

di Andrea Rubbini