World in ConflictWorld in Conflict - Approfondimento 

Secondo incontro in un breve lasso di tempo con il nuovo RTS di Massive Entertaiment, che sembra godere di ottima salute e mette in campo niente meno che le forze NATO.

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Russia multiplayer

Dal versante multiplayer, le nuove informazioni provengono dalla prima mappa situata nella gelida Russia. L'ambientazione non si riferisce a nessun luogo realmente esistente, come per tutte le altre ad esclusione di Seattle, ma presenta foreste, laghi ghiacciati ed architetture che la rendono verosimile e mettono in luce le meraviglie di cui l'engine grafico è capace. È anche parso evidente come per ogni diversa posizione geografica scelta per le locazioni, corrisponda una differente impostazione strategica: se la piatta tundra est europea permetterà scontri immediati e furiosi, diversamente si può dire della cittadina americana attraversata da un fiume, i cui ponti potranno essere distrutti per rallentare gli altrui spostamenti.
Agli utenti verrà garantita la massima possibilità di comunicazione e, oltre alla chat testuale integrata e richiamabile in qualsiasi momento, verrà dato il supporto per parlare attraverso la tecnologia voice over ip. La speranza è che, a completare il panorama delle competizioni online, venga creato un buon sistema per la gestione dei clan.
Da segnalare, infine, come sia iniziata una fase di alpha testing, rigorosamente ad inviti, che permette di confrontarsi con il lavoro svolto fino a questo momento. Le prove effettuate non hanno dimostrato grandi problemi, nulla di non risolvibile o di eccessivamente complesso, e in generale il prodotto parrebbe essere in uno stato estremamente avanzato del suo sviluppo. Rimane molto distante l'uscita, prevista a cavallo tra gli ultimi due quarti del 2007 e giustificata dalla voglia di considerare tutte le variabili e presentarsi con un buon supporto alle DirectX 10, librerie grafiche appena arrivate ed alle prese con diversi problemi, specialmente a causa della mancanza di driver. Il consiglio è comunque quello di restare sintonizzati, dato che non sono da escludere nuovi particolari e qualche annuncio a sorpresa.

Grazie ad una collaborazione con Vivendi, abbiamo la possibilità di far giocare in anteprima i nostri lettori alla beta di World in Conflict. Per tutti i dettagli, questo è il link al nostro Contest.

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Anche i soldati europei scendono sul campo di battaglia

Dopo l'hands on londinese di poche settimane fa, World in Conflict è tornato a mostrarsi, questa volta a San Francisco, durante il Global Sierra Spring Event organizzato da Vivendi Games. La build portata all'evento californiano è la medesima già analizzata ma l'incontro che ha seguito la presentazione, ha rivelato alcuni nuovi dettagli, in grado di chiarire determinati aspetti della storia e del gameplay.
Per i meno informati il riassunto delle puntate precedenti è presto servito: uno strategico ambientato durante una Guerra Fredda alternativa, nel corso della quale gli URSS hanno invaso l'Europa e gli Stati Uniti d'America, che pone l'accento sull'immediatezza, tanto nel gioco in singolo quanto nel multiplayer, e si presenta con una veste tecnica di assoluto rilievo, tale da ridefinirne la scala dei valori.
La più importante rivelazione della giornata ha riguardato il ruolo dell'esercito NATO, la cui presenza era precedentemente sconosciuta ma la cui importanza appare immediata in tutta la sua pienezza. Nel corso della seconda parte della campagna, infatti, avremo modo di controllarne alcune unità, che dovranno cercare di collaborare al meglio con le forze statunitensi: si aprono così nuovi possibili scenari, nei quali il giocatore avrà l'onere di gestire due fronti diversi, ma accomunati dai medesimi obiettivi. Le nuove abilità, ancora segrete, che caratterizzeranno le truppe e i mezzi di questo nuovo schieramento, dovrebbero inoltre garantire ancora più varietà e situazioni proposte. Le forze NATO, comunque, non saranno disponibili nelle partite multigiocatore, che avrebbero necessitato di un ulteriore e rischioso sforzo di immaginazione e bilanciamento.
È stato poi chiarito come la narrazione sfrutterà alcuni flashback, risultando più articolata ma nel contempo cinematografica, fedelmente all'idea di spettacolarizzazione del videogame portata avanti – ottimamente – da Massive Entertaiment.

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