CrowdfundingPillars of Eternity II: Deadfire, Torment: Tides of Numenera e le promesse non sempre mantenute del crowdfunding 

L'idea di un finanziamento diretto ha dimostrato di funzionare alla grande, pur con qualche eccezione

Obsidian Entertainment ha annunciato Pillars of Eternity II: Deadfire e la relativa campagna di crowdfunding su Fig quattro giorni fa, ma ci sono volute meno di ventiquattro ore perché il progetto centrasse il proprio obiettivo, fissato a 1,1 milioni di dollari. Pillars of Eternity II: Deadfire, Torment: Tides of Numenera e le promesse non sempre mantenute del crowdfunding Il (tanto) tempo rimanente consentirà agli sviluppatori di racimolare una somma che immaginiamo supererà i quasi quattro milioni di dollari del primo capitolo: denaro fondamentalmente meritato, che i backer hanno investito senza preoccupazioni considerando la straordinaria qualità dell'episodio originale e delle relative espansioni.

La storia di Kickstarter e delle piattaforme di crowdfunding in generale rimane di grande attualità anche e sopratutto per il mercato videoludico, che come tutti gli altri settori vive una crisi dovuta a costi produttivi sempre maggiori, che limitano la libertà d'azione degli autori e finanche quella dei publisher, che alla luce dei capitali investiti non possono permettersi di fare neanche un passo falso. Giunge così in aiuto l'idea del finanziamento dal basso, degli utenti che in pratica prenotano la propria copia del gioco pagandola interamente, con tutte le riduzioni del caso e gli eventuali bonus, consentendo ai team di sviluppo di impiegare le somme raccolte per concretizzare il proprio progetto.

Ci sono esempi di grandissimo entusiasmo, come il già citato Pillars of Eternity II: Deadfire ma anche l'immenso Star Citizen, con i suoi 142 milioni di dollari: un progetto che sarà difficile replicare in termini portata ma che probabilmente sarà anche difficile da chiudere definitivamente, vista l'enorme lista di implementazioni rese possibili dai tanti stretch goal raggiunti in fase di finanziamento. Pillars of Eternity II: Deadfire, Torment: Tides of Numenera e le promesse non sempre mantenute del crowdfunding La soglia si abbassa considerevolmente se invece parliamo di Shenmue III, annunciato a sorpresa sul palco della conferenza Sony all'E3 2015 e capace di raccogliere 6,3 milioni di dollari; oppure di Bloodstained: Ritual of the Night, rinviato alla prima metà del 2018 e finanziato con oltre 5,5 milioni di dollari.

Certo, oltre ai tanti titoli che hanno mantenuto le promesse, o sembrano destinati a farlo, ci sono però state anche delusioni più o meno cocenti. La più recente riguarda Torment: Tides of Numenera, nella cui campagna Kickstarter gli sviluppatori avevano promesso una localizzazione in italiano che è poi stata accantonata, generando comprensibili critiche che chiaramente vanno al di là di quella che sarà la qualità del prodotto, su cui nessuno nutre dubbi. Viene poi in mente Mighty No. 9, che con i suoi oltre quattro milioni raccolti prometteva una solida evoluzione rispetto agli episodi classici di Mega Man, rivelandosi alla fine un titolo valido ma tutt'altro che imprescindibile. Nulla però sembra destinato a superare la delusione che ha accompagnato il lancio di Ouya, la console basata su Android che con i suoi 8,6 milioni di dollari raccolti sembrava poter unire efficacemente il mobile gaming al gioco su TV. Si è invece rivelata un fiasco abbastanza clamoroso...

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