The Legend of Zelda: Breath of the WildThe Legend of Zelda: Breath of the Wild, Jim Sterling e la politica del "purché se ne parli" 

Quando i giudizi della critica voglio essere controcorrente a tutti i costi: il caso di The Legend of Zelda: Breath of the Wild

Il mondo della critica videoludica è brillante e variegato, ma esattamente come la stampa generalista incorre in qualche strafalcione di tanto in tanto. Il problema è quando la cosa è voluta, quando cioè non ci si fa grandi problemi a esprimere critiche esagerate verso prodotti osannati all'unanimità per creare polemica e vedersi puntare addosso i riflettori. Diciamo le cose come stanno perché, purtroppo, in questi casi è davvero difficile trovare un'interpretazione alternativa.

The Legend of Zelda: Breath of the Wild, Jim Sterling e la politica del "purché se ne parli" Cos'è successo? È successo che Jim Sterling ha assegnato a The Legend of Zelda: Breath of the Wild un 7/10 che ha abbassato il Metacritic del gioco e ha mandato su tutte le furie i fan di Nintendo, che in questo modo hanno visto svanire la possibilità che l'avventura prodotta da Eiji Aonuma entrasse nella storia non solo come il gioco che ha ricevuto più perfect score di sempre, ma in generale come il miglior videogame da diversi anni a questa parte. Un fatto che ha scatenato finanche una serie di attacchi DDoS verso il sito thejimquisition.com il cui titolare, non contento, ha preso in giro chi si è arrabbiato per la sua recensione.

Non è la prima volta che Jim Sterling, in passato editor per Destructoid, finisce al centro di polemiche per le sue recensioni. Esattamente un anno fa il giornalista è stato denunciato per diffamazione da parte di un team di sviluppo indipendente che si è sentito fortemente danneggiato dai suoi giudizi sprezzanti su YouTube; tuttavia in quel caso si parlava di un gioco, The Slaughtering Grounds, che la critica internazionale ha praticamente ignorato per la sua scarsa qualità e che aveva ricevuto giudizi negativi anche da parte degli utenti. Con The Legend of Zelda: Breath of the Wild ci troviamo invece in una situazione ben diversa: il titolo Nintendo ha ricevuto voti altissimi e un plauso unanime, dunque è lecito chiedersi se Sterling abbia optato per una valutazione controversa al solo fine di farsi un po' di pubblicità. Obiettivo eventualmente raggiunto con successo, visto che anche noi ne stiamo parlando proprio in questo momento: bravo, Jim.

Le recensioni esprimono un'opinione soggettiva, giusto? Dunque può capitare che alcune persone giudichino in maniera diversa, finanche diametralmente opposta, determinati videogame. Capita in realtà di frequente, sono le cosiddette "mixed reviews" in cui a un titolo vengono assegnati da una parte voti stellari, dall'altra nette insufficienze. Tuttavia c'è un dettaglio nel puro e semplice voto numerico assegnato da Jim Sterling a The Legend of Zelda: Breath of the Wild che proprio non torna. Un gioco da 7/10, infatti, secondo Sterling "rappresenta una dose di intrattenimento che potrebbe risultare benvenuta presso un determinato pubblico. Non la cosa più fantastica, rifinita o impressionante che si sia mai vista, ma sufficiente per farsi un paio di risate". Una definizione che ritenete calzante per l'ultima avventura di Link?

(A proposito, Horizon: Zero Dawn ha preso 9.5 su thejimquisition.com)

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