EA: negare la classificazione "R18" in Australia equivale a censurare  23

Gli adulti devono poter scegliere giochi per adulti

Il capo della divisione EA Games Frank Gibeau si scaglia improvvisamente contro il sistema di catalogazione dei videogiochi vigente in Australia, proprio mentre il governo del medesimo paese sta iniziando a prendere in considerazione una riforma di tale sistema in grado di garantire la distribuzione a una range più esteso di prodotti.

Mancando la fascia dedicata al pubblico sopra i 18 anni, di fatto il mercato australiano, com'è noto, taglia fuori tutti quei prodotti che rientrerebbero in tale categoria in quanto ritenuti inadatti alla fascia più bassa (16 anni o più) e mancanti di una propria catalogazione.

"La condotta del governo che non permette la catalogazione di contenuti maturi per i videogiochi in effetti risulta in una censura delle scelte di intrattenimento effettuabili dal pubblico adulto", afferma giustamente Gibeau in un editoriale pubblicato su GamesIndustry, "gli australiani adulti dovrebbero poter scegliere a quale gioco dedicarsi, inclusi quelli con tematiche adulte". Per questo EA attende con impazienza la votazione sull'introduzione della categoria "18+" che dovrebbe essere discussa dall'Attorneys General australiana nei prossimi giorni.