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Redazione

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Syder ArcadeL'Italia s'è desta e spara 29

Conosciamo questo shoot'em up classico made in Italy che sta raccogliendo molti consensi tra gli appassionati

Syder Arcade è stato pensato come prequel di un progetto maggiore chiamato Syder Universe. Senza dedicare altro spazio all'argomento, di cui si parla diffusamente anche nella lunga intervista concessaci da Studio Evil che trovate in fondo all'articolo, veniamo all'oggetto della recensione, ovvero uno sparatutto a scorrimento multidirezionale ispirato ai classici del Commodore Amiga. Se non sapete cos'è l'Amiga prendete una bottiglietta di spirito, cospargetevi del liquido violaceo, quindi afferrate un cerino e appiccatevi. Quando lo fate, filmatevi e lasciate scritto nelle vostre volontà di caricare L'Italia s'è desta e spara il filmato su YouTube, così che noi si possa deridervi in allegrezza. Dopo la parentesi cinica e macabra, veniamo al gioco. Syder Arcade racconta la storia degli umani della colonia spaziale Miza, un posto allegrissimo dove la vita scorreva felice e gli aspiranti concorrenti dei reality show venivano dati in pasto ai lapacchioni spaziali. Insomma, una grande e avanzatissima civiltà invidiata in tutto l'universo, anche su Alpha Centauri dove i genetisti hanno scoperto il modo di far nascere i bambini maschi con tre pistolini, ma visto che le donne non si sono volute adeguare e hanno protestato al grido di: "tre cicli al mese ci sembrano un po' troppi", due sono di avanzo. Purtroppo nell'universo non ci sono soltanto razze paciose e amanti della pace, ma anche gli esseri umani... ahem, L'Italia s'è desta e spara volevamo dire che ci sono anche razze più guerresche, invidiose e poco ottimiste. Così la bella Miza viene presto presa di mira da una forza misteriosa di creature incattivite dalla lettura di Chi, l'unica rivista concessa dal regime. Gli abitanti della colonia sono costretti a combattere per la propria vita e per non darla vinta a quelli di Alpha Centauri, che nel frattempo li "lullavano" dall'altro lato dell'universo (quando hai due pistolini avvizziti qualcosa devi pur fare per non deprimerti).

Il futuro del passato

Come già detto, Syder Arcade è uno sparatutto multidirezionale classico con un gameplay uscito direttamente dalla fine degli anni ottanta e dai primi anni novanta. Paradossalmente l'ispirarsi a un passato così remoto per il mondo videoludico dovrebbe penalizzarlo in termini di freschezza, ma in realtà è esattamente il contrario. L'Italia s'è desta e spara Se alcuni generi di sparatutto sono riusciti a sopravvivere grazie agli sviluppatori giapponesi (vedi Cave e come ha trascinato i Bullet Hell anche su piattaforme nuovissime come quelle mobile), altri sono stati accantonati e penalizzati in modo molto più pesante, al punto da essere prima dimenticati, quindi ignorati dalle masse. Uno scenario del genere rende l'opera di Studio Evil capace di offrire emozioni che si pensavano ormai riesumabili solo tramite emulatori.
Impugnato il joystick ci si trova catapultati in uno spazio pieno di astronavi che attaccano con schemi diversificati dalla destra e dalla sinistra dello schermo. Ogni livello dei sei che compongono la campagna principale, ha un suo obiettivo e offre delle piccole variazioni sullo stesso tema. Ad esempio nel primo bisogna eliminare diverse ondate di nemici, mentre nel secondo è richiesto di fare da scorta a una grossa astronave proteggendola dalle aggressioni e dai campi di asteroidi. All'inizio di ogni partita è possibile selezionare una tra tre astronavi, ognuna con armi e caratteristiche diverse. Le prime partite si passano soprattutto a studiare le astronavi, per capire quale si adatta meglio al proprio stile, e a capire con quale livello di difficoltà sia meglio iniziare a giocare. Quindi ci si butta nell'azione, consci che si dovrà morire tante volte prima di farcela (soprattutto se si seleziona il livello di difficoltà Arcade, o quello più estremo, Pure).

La profondità dello spazio

Pur con soli sei livelli, Syder Arcade offre una buona longevità. Intanto, visto il genere, è rigiocabile più volte a tutti i livelli di difficoltà disponibili. Va poi considerata la modalità Survival che offre una sfida prolungata e duratura, soprattutto se si ambisce a segnare i punteggi migliori. Insomma, il titolo di Studio Evil offre diverse ore di gioco a chi lo saprà apprezzare, che non sono affatto poche visto anche il prezzo a cui viene venduto. L'Italia s'è desta e spara Una delle modalità di visualizzazione alternative Visto il genere e visto il fatto che si tratta di un titolo d'esordio ci si poteva aspettare di molto peggio dal punto di vista tecnico, ma siamo rimasti veramente colpiti dalla qualità generale di Syder Arcade. Le scenografie dei livelli sono ricchissime di dettagli e di oggetti di grande qualità, che compongono quadri spaziali molto belli da vedere. I modelli delle varie astronavi, grandi e piccole, sono realizzati con grande cura, con alcuni momenti veramente spettacolari come i bestioni che appaiono nel quinto livello. Anche gli effetti speciali non sfigurano davanti a quelli di produzioni maggiori, anche se non confondono mai l'azione impedendo di capire cosa accade sullo schermo. Notevole anche la colonna sonora, composta da ottimi brani, sempre ispirati agli anni dell'Amiga. Da segnalare la possibilità di selezionare diversi modi di visualizzazione che simulano le macchine del passato, dalla grafica monocromatica a 2 bit, passando per i 16 colori del Commodore 64, le monocromie dello ZX Spectrum, i 32 colori dell'Amiga e molte altre. Con alcune è più difficile giocare, soprattutto quelle con meno colori, ma in generale gli effetti sono più che gradevoli e molti si divertiranno a rigiocare tutto il titolo con le varie visualizzazioni selezionate.

Intervista a Studio Evil

Per farvi conoscere meglio questa piccola e fantastica produzione italiana, abbiamo deciso di intervistare i ragazzi di Studio Evil per saperne di più sul loro lavoro. Leggiamo quello che ci hanno raccontato su Syder Arcade, su com'è nato e su quali sono le loro prospettive per il futuro.

Presentatevi ai nostri lettori. Come nasce il team Studio Evil? In principio vi siete conosciuti di persona oppure in un qualche luogo virtuale?
Attualmente siamo in cinque a comporre Studio Evil e siamo entrati a far parte di questo progetto in tempi e modalità diverse. Marco di Timoteo e Christian Meneghini sono stati i primi a incontrarsi e a cominciare a realizzare videogame insieme. All'epoca non era un lavoro a tempo pieno ma una passione che si portava avanti la notte, studiando e creando i primi progetti. Solo dopo l'arrivo di Luca Marchetti hanno cominciato a verificarsi le piccole transizioni che hanno portato alla creazione ufficiale di Studio Evil come compagnia di sviluppo di videogame a tempo pieno. Gli ultimi arrivati sono Fabrizio Zagaglia e Domiziana Suprani, che hanno cominciato a lavorare direttamente sul nostro primo vero progetto, Syder Arcade.

Come nasce l'idea di Syder Arcade? Avete scritto che vi siete ispirati ai classici del genere per Amiga, potete dirci quali in particolare?
I giochi da cui abbiamo maggiormente preso spunto sono Uridium 2 e Project X. Il primo ci ha offerto l'ispirazione per lo scrolling a due direzioni, l'ambientazione e le grosse navi da guerra coinvolte in scontri spaziali, mentre dal secondo (così come da molti altri titoli come Xenon o R-Type) deriva lo stile di gioco, sia visivo che di gameplay. Il filone degli shmup giapponesi non è stato ignorato, ma la matrice principale che è stata usata per costruire Syder Arcade è di tipo europeo. Ovviamente il tutto è stato arricchito migliorando alcuni elementi, come ad esempio le intelligenze artificiali dei nemici, che pur essendo minimali aggiungono un po' di varietà al gameplay. Quello che più abbiamo cercato di mantenere è la massima libertà data al giocatore, inserendo poche azioni automatiche e concentrandoci sul movimento delle navicelle, dell'inquadratura e sui controlli.

Il gioco è realizzato davvero bene a livello di materiali e risorse, quanto tempo avete impiegato per svilupparlo? Che tool di sviluppo avete usato?
Ci sono voluti circa sei mesi per completare il gioco. Abbiamo scelto Unity 3D come piattaforma di sviluppo perché permette di fare il deploy sul maggior numero di piattaforme e di portare quindi potenzialmente il nostro gioco tra le mani di più giocatori possibili. Unity è un tool immediato, tramite esso si possono realizzare in poco tempo prototipi e giochi finiti: la nostra esperienza passata ci ha permesso di utilizzarlo in modo molto intensivo e a basso livello, concentrandoci sul gioco piuttosto che sull'engine. La parte grafica è stata realizzata utilizzando Blender, un tool 3D open source.

Parlateci un po' del vostro gioco. Cosa volevate ottenere? Leggendo le reazioni del pubblico, invero molto positive, pensate di aver centrato i vostri obiettivi?
Il nostro scopo era ricreare un gameplay simile a quello dei tempi passati, semplice e immediato ma anche divertente e impegnativo fin dai primi minuti. Siamo molto soddisfatti del feedback che i nostri giocatori ci mandano, abbiamo anche ricevuto commenti piccati da persone che cominciano a giocare e poi hanno difficoltà a staccarsi. Speravamo proprio in questo effetto. La nostra difficoltà attuale non è tanto nel far piacere il gioco quanto nel farlo scoprire a chi ancora non ne ha mai sentito parlare. Il web è incredibilmente vasto e noi siamo solo gli ultimi arrivati in un'industria che produce migliaia di titoli l'anno. Abbiamo ancora una tonnellata di feature ed elementi aggiuntivi che vorremmo inserire in Syder Arcade, ma che purtroppo dovranno essere rimandati per questioni di tempo. Una cosa che sicuramente cercheremo di fare, viste le richieste, sarà realizzare un album con la colonna sonora del gioco.

Avete incontrato particolari difficoltà durante lo sviluppo? Se sì, quali?
La difficoltà più grande è stata decidere quando chiudere il progetto. Il nostro entusiasmo ci porterebbe a continuare a sviluppare e migliorare i nostri giochi all'infinito, ma purtroppo dobbiamo fare i conti con il mercato. Ad un certo punto la produzione del gioco deve finire o diventa economicamente non sostenibile. Bisogna quindi prendere delle decisioni e capire quali feature si possono inserire nel progetto e quali invece sono da scartare o rimandare. Si tratta decisamente della parte più difficile, oltre che ad essere decisiva in termini di qualità finale. Fortunatamente la distribuzione digitale ci permette di continuare a inserire nuovi elementi anche dopo la pubblicazione. Altri ostacoli che stiamo cercando di superare riguardano la visibilità del gioco sul web dal momento che il nostro nome è ancora sconosciuto ai più.

Che prospettive avete per il futuro? Che altri progetti avete in cantiere? Potete illustrarceli?
Il nostro progetto principale, che al momento chiamiamo Syder Universe, è un action RPG cooperativo fino a quattro giocatori. Syder Arcade è in realtà nato come idea promozionale per permettere alla gente di conoscere sia noi che il mondo dove il nostro prossimo gioco sarà ambientato. Riappariranno quindi alcune delle razze aliene che abbiamo già presentato, così come alcuni dei personaggi e delle navi selezionabili. Anche per questa ragione abbiamo deciso di lavorare anche sul world design di Syder Arcade, che solitamente non è uno dei primi aspetti che vengono curati in uno shoot 'em up. Purtroppo abbiamo speso molte energie, sia fisiche che economiche, su questo primo gioco e speriamo di riuscire a venderne abbastanza copie da poter finanziare il nostro progetto principale e portarlo a termine.

Se volete, aggiungete qualcosa di vostro che sentite la necessità di dire ma che le domande di cui sopra non vi hanno permesso di esprimere.
Non avendo ancora avuto una vera e propria occasione per farlo, ci piacerebbe ringraziare tutte le persone che ci hanno incoraggiati e sottolineare quanto sia importante per gli sviluppatori (soprattutto italiani) aiutarsi a vicenda. Abbiamo ricevuto da parte di amici, giocatori e altri creatori di videogame un supporto straordinario: non si tratta solamente di averci espresso il loro feedback positivo, ma anche di aver parlato di noi e condiviso la nostra storia per mezzo dei canali a loro disposizione.
Quello che desideriamo è creare un gioco che possa interessare e divertire, senza sentirsi forzati a scendere a patti con le mode del momento. Allo stesso tempo crediamo che per realizzare qualcosa di coinvolgente non sia necessario andare alla ricerca di un gameplay totalmente innovativo. Ciò che davvero ci preme è creare un'esperienza di gioco accattivante e profonda, che metta alla prova il giocatore, senza doverci necessariamente staccare dalla nostra matrice old school.

Syder Arcade è un ottimo gioco sia per virtù proprie che per vari aspetti laterali, primo fra tutti il prezzo competitivo, che va sempre considerato (lo si porta a casa per 5,99€ e li vale tutti). Gli appassionati del retrogaming, soprattutto di quello Amiga, non possono lasciarselo sfuggire per nessun motivo. Possiamo tranquillamente inserirlo nel filone di quei giochi che, pur non innovando, riprendono e rileggono in modo eccellente meccaniche di gioco escluse dal mercato dei tripla A. Che poi se ci pensate bene è ciò che ha fatto un altro ottimo titolo indie di genere molto diverso, ovvero Legend of Grimrock. Insomma, senza sprecare altre parole, non ci resta che consigliarvi di acquistarlo. Ne vale la pena. Vi facciamo notare anche che il gioco è disponibile anche per Mac, quindi anche i melisti possono giocarlo.

Simone Tagliaferri

Pro

  • Il feeling è quello dei migliori shoot'em up
  • Tecnicamente eccellente
  • Impegnativo

Contro

  • Solo sei livelli