Legacy QuestDiablocraft 

Nexon si lancia negli action RPG su piattaforme mobile

Nel caso non la conosciate, Nexon è un'azienda coreana di grandi dimensioni che ha costruito il suo impero principalmente sui titoli online e free-to-play, con una forte connotazione social. Arrivano da questa etichetta i vari MapleStory, Elsword, Combat Arms e tanti altri, che possono dire poco al pubblico occidentale ma sono dei veri e propri fenomeni di massa soprattutto in Asia. Lo sbarco di un'azienda del genere in ambito mobile si associa facilmente a tipologie di prodotti di largo consumo, in grado di attirare una buona massa di utenti ma caratterizzati anche da una produzione di livello piuttosto alto, e il nuovo Legacy Quest rientra perfettamente nel profilo ideale di gioco mobile Nexon. Diablocraft Si tratta di un action RPG in stile hack and slash fortemente incentrato sull'esplorazione dei dungeon e sulla raccolta di loot, elementi di per sé già apprezzati da ampie fasce di pubblico e in grado peraltro di creare quell'assuefazione che può collegarsi bene a una struttura free-to-play anche piuttosto machiavellica. In effetti, da questo punto di vista Nexon ha studiato bene la meccanica del gioco creando una sorta di roguelike nel quale gli acquisti in-app emergono con una certa forza all'interno della struttura: prima di tutto fornendo dei limiti temporali all'esperienza di gioco, data la necessità di attendere la ricarica delle torce per poter accedere a ulteriori dungeon (oppure di bypassare l'attesa acquistandole con denaro reale), poi inserendo una sorta di permadeath che richiede ai giocatori di spendere delle preziose gemme (anche queste acquistabili con micro-transazioni, vista la loro rarità) per poter proseguire dopo la morte del proprio personaggio con la sua "legacy", ovvero l'eredità che trasferisce a un nuovo combattente il medesimo livello di esperienza oltre a tutti gli equipaggiamenti. È vero che questi ultimi vengono comunque trasferiti anche senza effettuare il riscatto della legacy, dunque senza spendere nulla, ma in questo caso è necessario ripartire da zero dal punto di vista dell'esperienza. Se si unisce questo sistema al tipico grind che emerge già dopo poche ore di gioco è facile capire come il meccanismo degli acquisti in-app si riveli presto piuttosto presente, sebbene sia comunque possibile giocare senza spendere praticamente nulla e effettuando semplicemente delle pause forzate.

Legacy Quest ha tutti gli ingredienti per creare dipendenza: dungeon, crescita del personaggio e bottini

Il gioco dei ruoli

L'aspetto più convincente di Legacy Quest è forse la sua profonda struttura ruolistica, che emerge bene nonostante il gioco voglia sembrare un titolo dalla fruizione piuttosto semplice. Ci troviamo ad esplorare numerosi dungeon sparsi in 7 diverse ambientazioni principali, più ovviamente la classica sezione esterna alle missioni e dedicata alla gestione del personaggio e alla compravendita di oggetti. Sono presenti solo tre macro-classi di personaggi, ovvero mago, guerriero e rogue, ma sono previste molte sfumature intermedie tra una classe e l'altra che consentono di personalizzare al massimo il proprio combattente. Diablocraft Nonostante la predilezione ovvia per armi e attacchi a distanza o a corto raggio non ci sono limitazioni severe sull'equipaggiamento utilizzabile da ognuno, cosa che consente di creare classi intermedie con caratteristiche miste, sviluppando in questo modo stili di combattimento e di gioco anche molto diversi tra loro. Se a questo si unisce l'enorme quantità di armi, armature e accessori che possono essere scoperti effettuando il crafting sui materiali trovati nei dungeon si capisce come Legacy Quest sia un action RPG ben ragionato e in grado di farsi apprezzare puntando sia sui classici principi dell'hack and slash in stile Diablo che sulla possibilità di evolvere il personaggio in diverse direzioni, esaltando in questo modo anche il crafting come elemento essenziale. A tutto questo si aggiunge una caratterizzazione grafica particolarmente azzeccata, che richiama lo stile cubettoso di Minecraft ma utilizzandolo in maniera diversa, con una sorta di voxel a pezzettoni piacevole a vedersi e dal notevole impatto tecnico che riesce a dare un'identità forte a un gioco che avrebbe altrimenti rischiato di ricadere nei classici cliché fantasy del genere. La stessa eleganza e semplicità non si ritrova invece nell'interfaccia utente, sia per quanto riguarda il sistema di controllo che i menù. Per quanto riguarda il primo comparto ci troviamo di fronte alla solita soluzione incerta dello stick virtuale, di per sé piuttosto reattivo ma associato a una gestione dei movimenti che non risulta sempre precisa e fluida, anche se nel cuore dell'azione, ovvero durante il combattimento, non si registrano problemi nella risposta ai comandi. Ben più confusa è la gestione dei menù, che pure in un gioco del genere rappresentano un elemento importante su cui passare una buona quantità di tempo ma che qui costringono a diversi passaggio superflui e in generale risultano ben poco intuitivi.

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7.4

Redazione

7.0

Lettori (1)

Gli elementi ruolistici di Legacy Quest sono piuttosto solidi, sia per quanto riguarda la gestione del personaggio che il sistema di bottini e di crafting. C'è dunque una buona base sotto a tutta l'impalcatura, che purtroppo risulta però appesantita dall'organizzazione delle microtransazioni e da un'interfaccia non proprio immediata. Finché il sistema dell'energia (ovvero le torce da acquistare o da far ricaricare con l'attesa) non cozza con la naturale predisposizione al grind il tutto funziona in maniera equilibrata, poi le microtransazioni cominciano a diventare un po' invadenti, anche considerando il loro ruolo all'interno del sistema di legacy. In ogni caso, può essere un prezzo giusto da pagare per chi ha intenzione di perdersi nella caccia al bottino.

Giorgio Melani

Pro

  • Buona gestione del personaggio
  • Loot e crafting alla massima potenza
  • Ottima caratterizzazione grafica

Contro

  • Microtransazioni un po' invadenti
  • Interfaccia confusa
  • Scarsa varietà nell'intelligenza artificiale dei nemici

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