Era meglio il libro  1

Vediamo come si comporta la versione mobile di Eisenhorn: Xenos

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9,99 €

Quello di Pixel Hero Games con Eisenhorn: Xenos rientrava sicuramente nella categoria dei progetti ambiziosi: realizzare un action game completo di tutti i crismi, con una trama che si inserisse coerentemente nel fitto tessuto dei romanzi di Abnett ambientati nell'universo di Warhammer 40.000 e che uscisse contemporaneamente su PC e piattaforme mobile non è quel che si dice un gioco da ragazzi, specialmente per un piccolo team come quello inglese che peraltro poteva contare su un solo titolo all'attivo (il mediocre Spiral: Episode 1) nel suo curriculum. Si tratterà forse di uno di quei casi in cui un videogame riesce a vincere difficoltà e pregiudizi imponendosi come un'ottima alternativa alle produzione più blasonate? Be'... no.

Eisenhorn: Xenos non passerà alla storia come uno dei migliori giochi ispirati a Warhammer 40.000

Professione inquisitore

I problemi di Eisenhorn: Xenos nascono da una serie di scelte di design che appaiono mal calibrate quando non completamente errate sin dalle loro fondamenta. Partiamo dal comparto narrativo, quello che dovrebbe essere la vera e propria punta di diamante del lavoro di Pixel Hero Games grazie a una trama complessa narrata attraverso un'ampia gamma di cutscene e con la ciliegina sulla torta di un doppiaggio del protagonista realizzato dal celebre attore britannico Mark Strong: ebbene, la storia è densa di riferimenti che solo gli appassionati più hardcore di Warhammer 40.000 possono riuscire ad apprezzare, mentre tutti gli altri vengono lasciati a brancolare nel buio.

Le sequenze d'intermezzo e la maggior parte dei dialoghi sono inutilmente prolissi e artificiosi, e già dopo le prime fasi dell'avventura è difficile resistere alla tentazione di premere il tasto deputato a saltare completamente le scene; infine le performance vocali dei doppiatori - ad esclusione di quella di Strong - sono appena un passo sopra al dilettantesco, a testimonianza del fatto che evidentemente tutto il budget è stato speso per assumere l'attore. Una differenza vertiginosa tra ambizione e risultati che coinvolge anche l'aspetto grafico, altro settore nel quale Eisenhorn: Xenos sembrava poter fare la voce grossa perlomeno in ambito mobile. Effettivamente, sulle prime battute il titolo dà sfoggio di alcuni elementi impressionanti: i modelli poligonali dei protagonisti principali sono massicci e ricchi di dettagli e le ambientazioni appaiono complesse e ben definite anche dal punto di vista delle texture. Peccato che non ci voglia molto per far uscire tutto lo sporco che Pixel Hero Games ha cercato di nascondere sotto il tappeto: il frame rate crolla ben al di sotto di una soglia accettabile non appena lo schermo si fa più affollato, gli asset vengono ripetuti a dismisura e le animazioni si dimostrano legnose e mal collegate tra loro. Manco a dirlo, anche il gameplay subisce più o meno la stessa sorte, nel contesto di un action game che vorrebbe essere tante cose diverse ma che di fatto fallisce nell'interpretare a dovere anche un solo ruolo ben preciso. Nella sua componente esplorativa, Eisenhorn: Xenos si dimostra semplicemente privo di interesse: le ambientazioni sono spesso troppo grandi e vuote, e l'interazione con gli scenari è limitata a determinate parti (evidenziate da appositi indicatori) dove è possibile eseguire delle azioni contestuali.

Si procede dunque sbadigliando tra una lunga camminata e l'altra, costretti ad ascoltare i pensieri dello stesso protagonista o dei noiosi dialoghi con altri personaggi, senza fare effettivamente nulla di piacevole dal punto di vista ludico. Talvolta è richiesto di utilizzare dei dispositivi o i poteri psichici di Eisenhorn per analizzare qualche elemento sensibile, ma il tutto si riduce a una semplice routine che non aggiunge spessore all'esperienza. I combattimenti dovrebbero aggiungere il necessario pepe ad un piatto effettivamente insipido, ma sono realizzati in maniera talmente approssimativa da sortire quasi l'effetto contrario. Ingaggiando uno o più nemici, il protagonista estrae automaticamente la sua spada, e sul display compaiono cinque tasti virtuali relativi ad altrettante azioni: si può colpire con l'arma bianca, sparare con la pistola, schivare, eseguire una sorta di attacco telecinetico o attivare una mossa speciale che consente - previo riempimento di un'apposita barra - di rallentare il tempo e accanirsi sugli avversari inermi. Sulla carta tutto bene, ma di fatto la lista delle cose che non funzionano è anche qui piuttosto lunga: non c'è parvenza di un sistema di aggancio del bersaglio come Dio comanda, l'impatto dei colpi è quasi inesistente, la reattività dei comandi lascia molto a desiderare (specialmente quando i cali di frame rate si mettono di mezzo) e l'intelligenza artificiale dei nemici è pari a zero. Insomma, pur mettendo a disposizione una campagna anche piuttosto corposa, Eisenhorn: Xenos costringe l'utente a ingoiare fin troppi bocconi amari, e riteniamo sinceramente difficile che anche il più grande appassionato di Warhammer 40.000 possa ritenersi soddisfatto di una trasposizione ludica che peraltro viene venduta ad un prezzo decisamente alto per gli standard mobile.

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Multiplayer.it

5.0

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Consigliamo caldamente agli sviluppatori di Pixel Hero Games di volare più basso con il loro prossimo progetto: tre anni fa con Spiral: Episode 1 e ora con questo Eisenhorn: Xenos il team britannico ha dato dimostrazione di non essere semplicemente in grado di gestire un titolo con ambizioni da tripla A, mancando il bersaglio sul fronte narrativo, tecnico e ludico. Certo, al mondo esistono giochi molto peggiori di Eisenhorn: Xenos, ma l'abisso che separa le velleità del progetto con il risultato finale è abbastanza emblematico.

PRO

  • Coerente con l'universo di Warhammer 40.000
  • Ottimo il doppiaggio di Mark Strong
  • Tanti riferimenti per gli appassionati

CONTRO

  • Il gioco trasuda approssimazione
  • Tecnicamente fa troppa fatica
  • Narrazione inutilmente noiosa