Dark Souls III: Ashes of AriandelCeneri purificatrici 

Abbiamo provato in maniera estensiva il primo DLC di Dark Souls III

Il mancato annuncio del seguito di Bloodborne o di un nuovo Dark Souls, ad oggi, non ha fatto altro che rinforzare la convinzione che il prossimo titolo di From Software possa essere una proprietà intellettuale inedita. Noi qualche piccola informazione a tal proposito ce l'abbiamo (ops!), ma è presto per fantasticare su cosa sarà esattamente questa nuova trilogia, e se manterrà intatte le fondamenta di gameplay all'interno del genere Action-Rpg. Ad ogni modo lo sviluppatore giapponese non si è dimenticato della sua ultima creatura, e a distanza di parecchi mesi è finalmente disponibile la prima espansione dedicata a Dark Souls III, dal sottotitolo Ashes of Ariandel, le ceneri di Ariandel. Il costo è pari a 14,99€, che diventano 24,99€ per il Season Pass comprensivo della seconda espansione prevista per il gioco; per accedervi bisogna raggiungere la Cattedrale della Profondità - la quinta ambientazione disponibile con l'opzione viaggio - precisamente al secondo falò posizionato nella Cappella della Purificazione. Sul lato destro dell'altare è presente un nuovo personaggio che dopo un breve dialogo permetterà di raggiungere Il Mondo Dipinto di Ariandel nel quale voi, di nuovo cenere, avrete il compito di riaccendere la fiamma e liberarlo dall'orrore che lo avvolge: dopo averlo sperimentato in prima persona, s'intende. I contenuti dal nostro punto di vista sono sufficienti come quantità e durata, ma in generale mancano un po' di grinta e momenti in grado di rendere questo DLC memorabile senza alcuna riserva.

La recensione di Ashes of Ariandel, la prima espansione di Dark Souls III

L'orrore dentro un quadro

Il Mondo Dipinto di Ariandel propone un'ambientazione principalmente fredda e innevata, evidenziando da subito quali potrebbero essere le caratteristiche richieste per avere la meglio col proprio personaggio. Attitudine all'utilizzo del fuoco, ma anche resistenza a quest'ultimo e al gelo, perché diversi avversari non lesinano l'utilizzo di attacchi intrisi di questi elementi. In tale contesto gli sviluppatori hanno introdotto una moltitudine di creature inedite, comprensive di un branco di lupi, alberi animati e cavalieri giganti; la maggior parte di questi avversari punta in maniera indistinta su potenza e agilità, e si innesta perfettamente in un'avventura che richiede una certa dimestichezza con le dinamiche di Dark Souls III e le modifiche apportate rispetto ai precedenti capitoli in termini di risposta ai comandi e utilizzo della rotolata. Abbiamo contato almeno dieci nuove tipologie di avversari, a cui vanno aggiunti due spiriti oscuri e altrettanti boss, dei quali uno opzionale: nel primo caso possiamo ritenerci soddisfatti, nel secondo meno, sia in termini quantitativi che qualitativi. Ceneri purificatrici Perlomeno il boss conclusivo è evocativo, dispone di diverse fasi di combattimento, si integra perfettamente nella storia ed è impegnativo soprattutto se viene affrontato senza ricorrere all'aiuto di altri giocatori. Quello opzionale, invece, è più anonimo e relativamente facile da affrontare ma ha una valenza comunque importante perché permette di accedere alla parte PvP del gioco, di cui abbiamo parlato estensivamente in una precedente anteprima. Una volta ottenuto l'oggetto apposito, bisogna bruciarlo presso l'Altare del Vincolo, l'hub centrale di Dark Souls III, per poter selezionare la tipologia di partita e quindi accedere ad una singola arena teatro degli scontri. Le modalità presenti offrono il duello, la mischia tra più giocatori, il combattimento a squadre di un massimo di tre giocatori, durante i quali solo il vincitore assoluto riceve i benefici. Pur godendo di un'ottima connessione con fibra, abbiamo ravvisato un lag ben lungi da essere quello ideale per affrontare combattimenti così tecnici come quelli di Dark Souls III: ci siamo divertiti, ma la maggior parte delle modalità sono orientate più al "casino" che all'esaltazione del PvP. Una sola arena anche piuttosto piatta in termini di conformazione, inoltre, si fa sentire in chiave di longevità. La modalità migliore rimane quindi quella del duello, che in un ambiente separato permette di mettere alla prova le proprie abilità e dilettarsi contro avversari tra i più disparati che giocano al titolo di From Software. Ceneri purificatrici Tornando all'avventura principale, il design dei livelli propone qualche elemento già visto in passato, come la discesa verso il basso mediante alcuni rami ancestrali o ponti pericolanti; in generale c'è un buon colpo d'occhio ma pochi elementi inediti che riescono a sorprendere coloro i quali hanno già passato diverse ore nel mondo di Dark Souls III. From Software consiglia di giocare Ashes of Ariandel con un livello pari almeno a 70, noi l'abbiamo fatto al 90 e comunque abbiamo avuto le nostre gatte da pelare, soprattutto per la presenza di nemici piuttosto coriacei, veloci nei movimenti e magari posizionati in spazi angusti, seguendo il solito escamotage dello sviluppatore nel rendere le cose ancora più complicate. Dopo circa 6 ore abbiamo completato quasi tutto quello che c'era da fare, compresa l'esplorazione delle aree facoltative; le armi aggiuntive sono sedici, i falò sono generosi e posizionati non troppo distanti tra loro, le diverse lastre di titanite permettono di potenziare parte del proprio arsenale a livello massimo, per una fruizione dell'avventura piuttosto spedita e con poca necessità di tornare sui propri passi. Detto questo, numericamente siamo nella sufficienza piena in relazione al prezzo d'acquisto, come detto i difetti sono da ricercare nella qualità complessiva che mai riesce a spiccare il volo o mettersi in evidenza rispetto ai contenuti del titolo base. Dal punto di vista grafico il motore è ovviamente lo stesso identico del titolo originale, la realizzazione della maggior parte dei nemici ispirata e interessante come nel caso dei cavalieri nordici e di quelli dotati di artigli; assieme all'espansione è arrivata anche la patch 1.08: le novità sono tante, indirizzate soprattutto al bilanciamento di alcune magie ed armi, un ripensamento dell'equilibrio, animazioni più coerenti e hitbox migliorate, gioia e dolore degli appassionati più sfegatati della serie. Da quanto abbiamo potuto ravvisare in prima persona ci sono alcuni miglioramenti tangibili in fase di combattimento, che essendo disponibili anche per chi non dispone del DLC, si slegano dalla valutazione di quest'ultimo.

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i5-3470
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 1070
  • Sistema operativo Windows 10
  • Requisiti Minimi
  • Sistema operativo: Windows 7 SP1 64bit, Windows 8.1 64bit o Windows 10 64bit
  • Processore: Intel Core i3-2100 o AMD® FX-6300
  • RAM: 4 GB
  • Scheda video: NVIDIA® GeForce GTX 750 Ti o ATI Radeon HD 7950
  • Spazio su disco: 25 GB
  • DirectX: 11
  • Requisiti Consigliati
  • Processore: Intel Core i7-3770 o AMD® FX-8350
  • RAM: 8 GB
  • Scheda video: NVIDIA® GeForce GTX 970 o ATI Radeon serie R9
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7.8

Redazione

7.0

Lettori (25)

Dark Souls III: Ashes of Ariandel è un'espansione dedicata soprattutto a chi aspettava con gioia di poter passare qualche ora aggiuntiva nel mondo creato da From Software. Tra gli aspetti positivi abbiamo la presenza di molti nemici inediti, un'ambientazione affascinante e un lore come sempre interessante. I boss presenti però sono pochi e ispirati solo a metà, non ci sono inoltre particolari sussulti in termini di accadimenti o design dei livelli. La durata complessiva richiesta per il completamento può variare tra le 5 e le 8 ore, a seconda della propria bravura e della volontà di esplorare e raccogliere oggetti extra; se a questo aggiungiamo le diverse novità relative al PvP, anche se non del tutto ben implementate, il pacchetto che ci si porta a casa con 14,99€ non è affatto da disdegnare. Ashes of Ariandel può rappresentare in definitiva una scusa sufficiente per tornare a solcare le lande di Dark Souls III, la speranza però è che la seconda espansione possa avere decisamente una marcia in più.

Antonio Fucito

Pro

  • Ottima varietà di nemici, buon livello di sfida
  • Durata sufficiente a cui vanno aggiunte le modalit PvP

Contro

  • Level design che riprende elementi già visti
  • Mancano spunti memorabili