Shoot the DragonsIo drago, tu draghi, egli draga 

Shoot the Dragons prova a far convivere un'impostazione shooter con la formula free to play

Presentandosi come "il migliore sparatutto orizzontale su mobile" (dichiarazione che campeggia sull'immagine principale del gioco su App Store), Shoot the Dragons non nasconde la sua ambizione ad imporsi come un punto di riferimento per gli shooter per smartphone e tablet, nel contesto di un settore che invero in questi ultimi tempi è stato un po' snobbato dal mondo dello sviluppo. Solita sparata per cercare di piazzare qualche download in più o specchio reale delle qualità del prodotto? La verità, come spesso accade in questi casi, sta decisamente nel mezzo...

Shoot the Dragons porta a casa il risultato ma senza lasciare il segno in maniera particolare

Lo sparatutto che la spara grossa

Volendo sintetizzare all'estremo, Shoot the Dragons si potrebbe definire come il figlio illegittimo delle sezioni sparatutto che si sono viste nei più recenti capitoli di Rayman. Le somiglianze cominciano anzitutto sotto il profilo della grafica e del design: personaggi molto colorati e animati in stile cartoon della domenica si stagliano dunque su sfondi essenziali ma dalle tonalità vivaci, il tutto inserito in un contesto volutamente amichevole e innocuo. Insomma, non ci troviamo di fronte ad un titolo capace di raccogliere l'eredità di R-Type, complice anche un gameplay che fa del suo meglio per evitare ogni parvenza di profondità e complessità. Io drago, tu draghi, egli draga Io drago, tu draghi, egli draga Anche in questo senso, Shoot the Dragons ricorda molto le digressioni di Rayman nel genere, mettendo sul piatto una struttura ludica deicsamente basilare nelle sue meccaniche. Il personaggio principale - una sorta di Tony Stark munito di jetpack - si muove trascinando il dito sullo schermo e spara in automatico, mentre un tasto virtuale consente di liberare un attacco speciale previo opportuno caricamento. Di tanto in tanto fanno capolino delle scatole di potenziamento che consentono di godere per un breve periodo di tempo dell'aiuto di una creatura che si unisce al fianco del protagonista o ne prende momentaneamente il posto. Si prosegue così affrontando orde di piccoli nemici ai quali si susseguono a brevi intervalli avversari più grossi e coriacei e veri e propri boss con tanto di (lunga) barra energetica da dilapidare. Fedele all'imperante trend che da anni spadroneggia in ambito mobile, Shoot the Dragons non presenta una successione di livelli predefiniti, ma un singolo scenario con disposizione e tipologia di nemici generati in maniera casuale, elemento che si lega a doppio filo con la natura free to play del prodotto. Prendendo in prestito le dinamiche tipiche degli endless runner, lo scopo principale dell'utente è quello di resistere il più a lungo possibile agli assalti degli avversari, per poi spendere le risorse guadagnate per potenziare gli attributi del protagonista e delle creature che lo accompagnano. Com'è tipico in questi casi, la progressione senza l'acquisto di contenuti a pagamento appare da subito piuttosto lenta e soggetta a a un pesante grinding che estremizza la ripetitività della struttura di gioco: un aspetto che condiziona in maniera abbastanza pesante anche la longevità dell'esperienza, teoricamente infinita ma che a conti fatti mostra subito tutte le sue carte senza trovare molto da dire già dopo poche partite. Un gameplay soltanto gradevole non ha le spalle sufficientemente larghe per portare avanti da solo la baracca, e la logica conseguenza è che Shoot the Dragons può venire a noia piuttosto presto. Un eventuale margine di interesse può essere rappresentato dai collezionabili che si ottengono durante le varie sessioni di gioco e dalle diverse creature che si possono sbloccare lungo il percorso, ma si tratta comunque di elementi di contorno che non possono ribaltare la situazione a favore del titolo Weedo. Il miglior sparatutto orizzontale su mobile? Anche no...

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7.0

Redazione

S.V.

Lettori

Innocuo: questo è il primo aggettivo che viene in mente giocando a Shoot the Dragons. Da un lato c'è l'accezione positiva del termine, che si riflette prevalentemente in un gameplay leggero e piacevole quanto basta e in un modello free to play non troppo invasivo. D'altro canto, però, il prodotto Weedo dimostra anche grosse lacune in termini di personalità e mordente, elementi fondamentali per uno shooter che si rispetti: il risultato è un titolo per l'appunto innocuo, che si lascia giocare sulle prime battute ma che esauriti i suoi argomenti rischia di finire dritto dritto nel dimenticatoio.

Fabio Palmisano

Pro

  • Esteticamente grazioso
  • Gameplay semplice e pulito
  • Livello di sfida decoroso

Contro

  • Diventa ripetitivo molto presto
  • Tanto griding se non si fanno acquisti
  • Manca parecchio di personalità