Assassin's Creed: The Ezio CollectionRitorno al Rinascimento 

Con la Ezio Collection, remaster della trilogia più amata di Assassin's Creed, Ubisoft colma il vuoto lasciato nel 2016

A partire dal 2009, anno dell'uscita di Assassin's Creed 2, la celeberrima serie targata Ubisoft non ha praticamente conosciuto momenti di pausa, raggiungendo una sorta di culmine nel 2014 quando hanno debuttato sul mercato ben due capitoli del filone principale; il bistrattato Rogue, concepito per le console della scorsa generazione, e il discusso ma tecnicamente eccellente Unity. Ritorno al Rinascimento Con oltre cento milioni di copie vendute e un fiume di appassionati pronti ad aprire il portafoglio, il publisher francese avrebbe potuto lanciare un nuovo Assassin's Creed anche quest'anno, tuttavia, alla luce delle critiche sempre più aspre sugli stilemi ludici datati e problematiche mai del tutto risolte, ha deciso saggiamente di concedersi più tempo per sviluppare il prossimo capitolo, ovvero il rumoreggiato Empire. Nonostante l'assenza di un nuovo Assassin's Creed, sostituito dal buon Watch Dogs 2, il 2016 sarà comunque tutto fuorché privo dell'eterna lotta tra Ordine dei Templari e Confraternita degli Assassini; al di là della Ezio Collection, oggetto della nostra analisi ed ennesima remaster di questa generazione, il prossimo 21 dicembre approderà infatti al cinema la pellicola ufficiale. In attesa di scoprire se l'interpretazione del bravo Michael Fessbender riuscirà (finalmente) a render piena giustizia a un film tratto da un videogioco, noi siamo tornati a indossare lama celata e cappuccio nel florido periodo rinascimentale, nei panni di uno degli "assassini" più amati della serie: Ezio Auditore da Firenze.

Longevità assicurata e tutti i DLC della trilogia originale in Assassin's Creed: The Ezio Collection

Storia di un eroe

Togliamoci subito il sassolino dalla scarpa, che per alcuni potrebbe essere particolarmente fastidioso: benché la Ezio Collection, composta dal secondo capitolo, Brotherhood e Revelations, sia espressamente incentrata sulla storia del nobile e carismatico fiorentino, eliminare dal pacchetto il primo, seminale episodio della serie non ci è parsa una scelta molto saggia. Innanzitutto per il taglio netto alla trama contemporanea legata alle vicende di Desmond Miles, in secondo luogo perché i novizi potrebbero perdere parte del fascino e del coinvolgimento di alcune iconiche sequenze del terzo atto, quello più intimamente connesso alla storia di Altaïr. Non dimentichiamo inoltre l'impossibilità di riscoprire le splendide Gerusalemme, Acri e Damasco all'epoca della terza crociata, ritenute da molti le ambientazioni migliori dell'intera saga, al netto di altre problematiche relative al gameplay e alla ripetitività dell'opera originale lanciata nel 2007. Ritorno al Rinascimento Dopo questa doverosa premessa, prima di immergerci nell'analisi tecnica della Ezio Collection facciamo un rapido excursus sui tre giochi in essa contenuti, per l'occasione accompagnati da tutti i DLC single player rilasciati nel corso degli anni da Ubisoft (ricordate le asprissime polemiche per il "ricordo 12" letteralmente mozzato da Assassin's Creed 2?). A questo gradito extra si contrappone il taglio netto delle esperienze multiplayer di Brotherhood e Revelations, una scelta che farà storcere il naso ad alcuni ma che comunque non mina la qualità globale della collezione. Il pacchetto include anche un paio di video che approfondiscono la storia di Ezio Auditore, la cui vita, nel corso dei tre giochi, viene raccontata dall'atto della nascita (con un balzo all'adolescenza) sino all'età avanzata del terzo capitolo. Tra le caratteristiche più interessanti della trama vi è proprio la crescita e l'evoluzione del personaggio, che da giovane nobile un po' arrogante e scapestrato, spinto dalla sete di vendetta per lo sterminio della famiglia si trasforma dapprima in un abile assassino, per poi maturare e giungere alla cosiddetta età della saggezza colmo di quesiti, ai quali tuttavia non sempre troverà risposte, come suggerisce una sua celebre riflessione: "E qui, alfine, scopro una strana verità. Sono solo un tramite per un messaggio che elude la mia comprensione". I giochi della trilogia di Ezio Auditore sono considerati veri e propri pilastri del genere d'appartenenza, anche grazie alle meravigliose ambientazioni in essi riprodotte; Firenze, Venezia, Forlì e San Gimignano nel secondo capitolo, Roma in Brotherhood e una magnifica Costantinopoli in Revelations, che concede anche passaggi in Cappadocia e nella mitica Masyaf dell'opera originale. Ritorno al Rinascimento Per conoscere i dettagli sui singoli titoli vi rimandiamo alle rispettive recensioni già indicate nel pezzo, in questa sede ci limiteremo a sottolinearne alcune caratteristiche peculiari del gameplay. Rispetto ad Altaïr, Ezio presenta una fluidità e una reattività nei movimenti sensibilmente migliori (un lavoro che Ubisoft ha continuato a raffinare sino al recente Syndicate), tuttavia essi risultano piuttosto legnosi e impacciati se confrontati con gli standard odierni. Brotherhood, oltre che per l'aumento dell'arsenale, la possibilità di cavalcare in città e l'utilizzo delle macchine da guerra di Leonardo da Vinci, si distingue principalmente per le varie opzioni legate alla confraternita, grazie alla quale è possibile far crescere i propri adepti (inviandoli in missione) e chiamarli in proprio soccorso alla bisogna. In Revelations le principali novità riguardano invece il crafting delle bombe, la lama celata che funge da rampino (hookblade) permettendo l'utilizzo delle zipline e una maggiore libertà nei salti, le torri da difendere dagli assalti dei templari e la possibilità di esplorare l'intera Costantinopoli sin da quando vi si approda. L'evoluzione tra Assassin's Creed 2 e Revelations è palpabile anche in diverse componenti accessorie, come i puzzle legati ai glifi o gli approfondimenti su monumenti e storia attraverso gli interventi sarcastici e taglienti di Shaun, uno dei coprotagonisti della trama contemporanea. Tutto questo è incastonato in mondi open world densi di fascino e ricchissimi di cose da fare, che spingono la longevità della Ezio Collection ben oltre le cento ore di gioco, qualora si volesse scoprire e recuperare davvero tutto in ogni singolo capitolo. Gli unici scogli per i giocatori abituati ai capitoli più moderni della saga sono la già citata "legnosità" nei movimenti e un sistema di combattimento decisamente più banale e tedioso, legato a un'intelligenza artificiale tutto fuorché scaltra. Nonostante ciò, si tratta ancora oggi di prodotti validissimi e dotati di una trama decisamente più profonda e articolata rispetto a quelle viste nell'ultimo quinquennio.

Trofei PlayStation 4

Comprendendo tre capitoli della serie, la lista trofei di Assassin's Creed: The Ezio Collection è davvero sterminata: sono infatti circa 150 gli obiettivi da raggiungere, dei quali tre di platino relativi alla conquista di tutti quelli di bronzo, argento e oro in ciascuno dei giochi. I trofei sono i medesimi dei prodotti originali, ad eccezione di quelli multiplayer di Brotherhood e Revelations che sono stati rimpiazzati con trofei legati ai DLC.

Occhio dell'Aquila

Se sperate di trovarvi innanzi a un lavoro analogo a quello compiuto da Infinity Ward per Call of Duty: Modern Warfare Remastered o a quello di The Coalition per Gears of War: Ultimate Edition purtroppo resterete delusi, poiché pur essendo stati fatti dei passi in avanti, soprattutto per Assassin's Creed 2, la tirata a lucido di Ubisoft non è così sensibile, oltre a mostrare il fianco a qualche inedito difettuccio. La differenza con i giochi per PlayStation 3 ed Xbox 360 si nota principalmente dalla risoluzione a 1080p, mentre la fluidità è rimasta ancorata a trenta solidi fotogrammi al secondo, non senza qualche sparuta incertezza nelle situazioni più caotiche. Fortunatamente c'è più di questo, e le rifiniture migliori sono apprezzabili soprattutto sotto il profilo delle texture, che mostrano un numero maggiore di dettagli e colori generalmente più vividi. Ritorno al Rinascimento È sufficiente soffermarsi con lo sguardo su mattonelle, decorazioni e tessuti (come quelli dei vestiti o i teli dei casotti per la fuga) per notare una maggior pulizia e brillantezza delle trame. Ciò è evidente su Assassin's Creed 2 anche facendo un confronto con la versione PC spinta in 4K e a dettagli Ultra, che mostra qualche magagna tecnica fortunatamente ripulita nella Ezio Collection. Ci riferiamo ad esempio alle ombre, che seppur inferiori di numero, nell'ultima fatica di Ubisoft risultano generalmente meno grezze, seghettate e sfarfallanti: basta osservare le facciate dei monumenti più importanti - come Santa Maria del Fiore a Firenze - per rendersene conto. Nella remastered, inoltre, non abbiamo notato il fastidioso problema delle texture caricate in ritardo sui palazzi più lontani. Tali differenze vanno a scemare in Brotherhood e soprattutto in Revelations, dove la distanza con la versione PC a dettagli alti diventa quasi impalpabile, al netto di qualche fenomeno di illuminazione migliore (lo si può notare bene nella sequenza di Brotherhood in cui Ezio e Mario Auditore cavalcano verso Monteriggioni dopo il prologo in Vaticano). Sono presenti anche lievi aggiornamenti su effetti speciali, particellari e sulla resa dell'acqua, ma nulla di particolarmente incisivo e rilevante. Ciò che invece ci ha stupiti in negativo è il trattamento riservato ad alcuni modelli poligonali: gli interventi, seppur limitatissimi, hanno deformato un poco i volti di determinati personaggi, che anche a causa delle animazioni datate talvolta sfociano in risultati grotteschi. Questo trattamento di "make-up" si è riflesso anche sulle espressioni degli occhi, che possono apparire spiritati soprattutto nelle sequenze filmate. Si tratta di piccole magagne che sicuramente non avremmo voluto vedere, tuttavia siamo innanzi a un lavoro di cesello tutto sommato apprezzabile, che si fa notare principalmente sul capitolo più vecchio incluso nel pacchetto. Per dovere di cronaca sottolineiamo anche un fastidioso difetto relativo ai due video Lineage ed Embers; una volta avviati dal menù principale, infatti, è impossibile metterli in pausa e attivare l'avanzamento o il riavvolgimento rapido, costringendo lo spettatore a rivederli sempre dall'inizio.

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8.0

Redazione

6.9

Lettori (4)

Sulla qualità intrinseca dei tre giochi inclusi in Assassin's Creed: The Ezio Collection c'è poco da discutere: si tratta di pietre miliari (in particolar modo Assassin's Creed 2) incastonate nella storia del genere d'appartenenza, pur con i propri storici difetti. A cinque anni di distanza dalla pubblicazione di Revelations, tornano tirati a lucido - pur con qualche magagna - con una risoluzione maggiore, tutti i DLC single player e alcune migliorie su texture ed effetti, a un prezzo tutto sommato congruo per la densità dell'offerta. Se non li avete già giocati e non siete spaventati da comandi legnosetti, intelligenza artificiale e combattimenti discutibili potete far vostra la Ezio Collection senza troppi pensieri, per tutti gli altri lo sprone principale all'acquisto potrebbe essere il fattore nostalgia, piuttosto che quello intimamente tecnico. Peccato davvero per l'assenza dell'avventura di Altaïr.

Andrea Centini

Pro

  • Tre capitoli iconici della saga con tutti i DLC single player
  • Il carisma di Ezio Auditore è indiscutibile
  • Il lavoro sulle texture e i 1080p rendono meravigliosa l'Italia rinascimentale
  • Colonna sonora splendida

Contro

  • I difetti storici oggi sono ancor più duri da digerire
  • Le migliorie tecniche si notano principalmente su Assassin's Creed 2
  • Qualche incertezza su alcuni modelli poligonali