Cuori di Tenebra  42

Vediamo com'è il nuovo capitolo dell'horror targato Red Barrels su PlayStation 4

Versione testata
PlayStation 4
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo
29,99 €

Qualche anno fa il piccolo sviluppatore americano Red Barrels rilasciò Outlast, un gioco horror in prima persona ambientato in un ospedale psichiatrico dalla struttura molto semplice e quasi interamente incentrato sull'idea di spaventare il giocatore come nella più classica tradizione, a colpi di salti sulla sedia, inseguimenti e una tensione costruita unicamente attraverso espedienti visivi. Insomma, gli sviluppatori seppero costruire un'esperienza terrificante e dal taglio cinematografico come poche, utilizzando sapientemente aree visivamente suggestive, i classici salti sulla sedia e permeando l'avventura di un'atmosfera opprimente e tutt'altro che delicata che agiva sui nervi e costringeva il giocatore ad essere costantemente sul chi vive e dunque molto sensibile a ogni genere di stimolo improvviso. Un progetto semplice, furbo e limato alla perfezione insomma, che si è rivelato un successo e ha venduto abbastanza copie da garantire la creazione di un DLC prima, e di un seguito ora, cioè a dire Outlast 2. Il titolo lo abbiamo già recensito in versione PC, ma è arrivato il momento di vedere anche come si comporta su console.

Outlast 2 s conferma uno spaventoso giro sull'ottovolante del terrore anche su PlayStation 4

Grano rosso sangue

Outlast 2 segue una trama completamente diversa rispetto al predecessore, visto che narra le vicende di Blake Langermann, un cameraman diretto con la sua compagna, Lynn, verso un villaggio situato tra i canyon dell'Arizona per investigare sulla tragedia che ha riguardato una donna incinta dall'identità sconosciuta. La zona dove si trova l'abitato è però abbastanza inaccessibile, così la coppia decide di raggiungere l'obiettivo in elicottero, che però a causa di uno strano evento precipita finendo per separarla. Blake si ritrova così solo, alle porte di un villaggio molto più inquietante di quanto fosse lecito pensare. Un luogo tetro, buio, dall'atmosfera lugubre e "pesante", dove presto il povero cameraman diventa la preda di forze oscure e personaggi inquietanti, e dovrà quindi trovare il modo di sopravvivere, ritrovare la moglie ed evadere l'orrore in cui è stato catapultato.

Outlast 2 mette in scena un racconto dove l'orrore è più psicologico, dove vengono per certi versi scandagliati gli abissi più profondi della mente umana, con una trama in parte ispirata a fatti reali, come il massacro di Jonestown (un presunto suicidio di massa i cui dettagli risultano ancora oggi inspiegabili), ma che probabilmente strizza l'occhio anche a racconti come La festa del raccolto di Thomas Tryon e I figli del grano di Stephen King, giusto per fare degli esempi. Il tutto messo abilmente al servizio di una giocabilità che non rivoluziona la formula del primo capitolo, ma la usa come base per costruire un titolo dalla struttura solida e meglio rifinita in certi aspetti. Le meccaniche di gioco, infatti, permettono come nel predecessore di far ben poco a parte scappare e nascondersi, e le interazioni con l'ambiente rimangono quindi le solite: è possibile nascondersi tra l'erba alta, in barili pieni d'acqua, almeno finché il respiro lo consente, e negli armadietti, muovendosi con circospezione, all'erta, costretti sovente a fermarsi un attimo in silenzio, per ascoltare un lamento o dei passi che possano tradire la presenza di un nemico non ancora inquadrato. Questo sempre con la consapevolezza che a volte toccherà ripetere la stessa area più volte, visto il meccanismo da "trial and error" e la facilità con cui si muore, che di certo alimentano una certa frustrazione. Fortunatamente Outlast 2 dispone di un sistema di checkpoint abbastanza generoso. Insomma, a livello di meccaniche non ci sono enormi innovazioni, ma semplici quanto interessanti ritocchi. Ad esempio, per sondare l'oscurità bisogna come sempre utilizzare la telecamera, che questa volta prevede l'utilizzo di batterie ricaricabili e quindi non può essere usata costantemente, ma oltre alla visione notturna, essa dispone ora anche di microfoni che possono essere usati per ascoltare i rumori, utilissimi quando Blake non può affacciarsi dal suo nascondiglio per non venire scoperto ma si vuole comunque sapere da che parte è andato o sta andando qualche nemico. La camera è anche usata per filmare delle sequenze importanti che approfondiscono alcuni aspetti della trama e che fungono anche da collezionabili. Per il resto, dimensioni delle aree e location a parte, non manca nulla del primo Outlast, dai "jump scare" gestiti in maniera intelligente dagli sviluppatori ai momenti di panico creati ad arte, quando l'utente deve tentare la fuga ma preso dall'ansia e dalla minaccia imminente, non sa da che parte fuggire.

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Trofei PlayStation 4

Nella sua incarnazione PlayStation 4, Outlast 2 propone al pubblico 25 Trofei: 8 sono quelli di bronzo, 9 quelli d'argento, 7 quelli d'oro e uno di Platino. Per ottenerli bisogna seguire l'avventura e magari completarla a vari livelli di difficoltà, oppure senza nascondersi in barili o armadi, raccogliendo un certo numero di documenti o completando tutte le registrazioni.

I figli del Male

Insomma, il team di sviluppo dimostra ancora una volta di saper giocare con la psicologia dei suoi utenti, conducendoli per mano, quasi, prima a provare un finto senso di sicurezza per poi terrorizzarli all'improvviso, oppure portarli al limite della tensione per poi colpirli quando meno se lo aspettano. Questo non solo grazie alla struttura del gioco, ma anche della sapiente regia che "muove" i vari elementi che compongono la storia, e che poggiano le basi su un ottimo level design capace di proporre scenari azzeccati e ambientazioni alquanto suggestive, dove non mancano perfino delle immagini disturbanti. Il vecchio Unreal Engine 3 (qui modificato in maniera significativa) svolge bene il suo compito, e garantisce una certa stabilità anche su PlayStation 4, dove a 1080p abbiamo un frame rate tutto sommato stabile a 60fps e una buona fluidità generale.

Le texture che rivestono i personaggi e le varie aree sono globalmente buone, sicuramente favorite dalla presenza di moltissime zone buie che dunque consentono al gioco di mascherare eventuali imperfezioni, specie su quelle a una certa distanza. Splendidi poi i giochi di luce e (molta) ombra, e gli effetti atmosferici che specie nelle aree esterne, caratterizzate da atmosfere lugubri e talvolta angoscianti, dove sembra quasi di percepire una minaccia dietro ogni angolo, conferiscono ulteriormente una terribile sensazione di spaesamento, di paura. Di situazione senza via di fuga, con il buio che tutto avvolge e una nebbiolina che quando appare sembra far piombare il protagonista all'interno di un mondo parallelo. Complice certamente anche il buon uso degli effetti sonori, che accompagnano letteralmente il protagonista nel suo incedere incerto verso la sua meta con rumori sinistri quanto improvvisi, lamenti e altri elementi di contorno, costringendo di fatto l'utente a tendere spesso le orecchie per il timore di vedersi piombare addosso qualche mostro. Il tutto viene corroborato da un comparto sonoro azzeccato, in grado di fare davvero la differenza, che ai rumori di sottofondo che ben si sposano con ogni area disponibile nell'avventura, aggiunge quando serve una serie di musiche d'atmosfera, capaci di spingere ulteriormente il videogiocatore in un abisso di follia e tensione, oltre che a farlo saltare sulla sedia ancora più in alto accompagnando una scena spaventosa. Di certo, la tensione sarà la compagna dell'utente per tutta la durata dell'avventura, e la sensazione di disturbo, di "fastidio" per certe vicende, rimarranno impresse per un po' nella sua mente assieme a certe musiche, anche dopo aver smesso di giocare.

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Multiplayer.it

8.5

Lettori (34)

8.4

Il tuo voto

Outlast 2 è un'avventura dai toni marcatamente adulti, caratterizzata da uno stile cupo e malsano e da un gameplay difficile e intenso al punto da tenere sempre sulle spine i videogiocatori. Forse sarà troppo simile al predecessore e in alcuni punti è davvero difficile, ma il titolo targato Red Barrels resta certamente una delle più spaventose e per questo quindi belle esperienze horror che un appassionato possa fare con un videogioco.

PRO

  • Ambientazione più estesa e liberamente esplorabile
  • Più lungo, violento e terrificante del suo predecessore
  • Atmosfera azzeccatissima

CONTRO

  • Frustrante in alcuni punti
  • Molto lineare al punto da sconfinare spesso nel trial & error
  • Nessuna novità eclatante