Slime Rancher ovvero Scappo dal pianeta: la vita, gli slime e le cacche  21

Sembra un FPS spaziale e invece è un gestionale villico alieno

Versione testata
Xbox One
Digital Delivery
Steam, Xbox Store
Prezzo
19,99 €

Ancora poco conosciuto mediaticamente ma già molto apprezzato durante la sua lunga fase di accesso anticipato su PC e Xbox One, iniziata lo scorso agosto su console e addirittura a gennaio del 2016 su PC, Slime Rancher raggiunge la sua forma definitiva e si impone all'attenzione in questi giorni anche per la sua introduzione nei Games with Gold di agosto 2017 su Xbox One, rivelandosi a sorpresa come una vera e propria hit in questa mandata di titoli gratuiti. A prima vista forse non si direbbe, ma il gioco sviluppato da Monomi Park si basa su un'ottima - per quanto strampalata - idea e la sviluppa nel migliore dei modi in una struttura bilanciata e profonda, che forse ha giovato anche del lungo periodo di accesso anticipato a cui è stato sottoposto. Vi si narra la storia di Beatrix LeBeau, intraprendente ragazza che, stanca del solito tran tran, decide di lasciare la Terra e viaggiare per mille anni-luce verso il settore "Far, Far Range" dello spazio, per fare fortuna dedicandosi all'allevamento di slime. Sì perché lo strano pianeta è disabitato dal genere umano, ma risulta alquanto vivace per quanto riguarda le specie aliene locali, che corrispondono a diverse tipologie di slime: esserini saltellanti e dotati di diverse caratteristiche e aspetti ma tutti in grado di produrre un materiale chiamato "plort" che, come il nome suggerisce, sembra concettualmente assimilabile alle feci ma che rappresenta un'incredibile fonte di guadagno interplanetario nella nuova economia spaziale. Insomma Slime Rancher mette bene in pratica uno degli antichi principi della coltivazione della terra, che vede negli escrementi un'importante fonte di ricchezza, traducendo in maniera anche troppo letterale questo concetto: ci si trova dunque a gestire un ranch di creature aliene interamente incentrato sulla produzione di cacca.

Non proprio uno sparatutto

Non fosse per la scelta estetica decisamente tendente al "kawaii", a vedere l'inquadratura in soggettiva o la strana arma imbracciata dalla protagonista verrebbe da pensare a uno sparatutto in soggettiva, magari in stile Metroid vista l'ambientazione aliena. Niente di più sbagliato: Slime Rancher è una sorta di gestionale che ci pone al controllo di un ranch armati di un unico strumento tuttofare in grado di risucchiare e sparare slime e materiali, con la possibilità di ampliare l'equipaggiamento e la strumentazione della fattoria investendo il denaro duramente guadagnato. L'impostazione in stile sparatutto in soggettiva rende particolarmente dinamica l'azione, con la necessità di dedicarsi a varie fasi con un ritmo serrato, dall'esplorazione del pianeta al controllo costante della situazione al ranch, motivo per il quale diventa importante anche potenziare il proprio equipaggiamento per consentire spostamenti più veloci e maggiore capacità di trasporto. Quando la situazione si fa più estesa e complessa emerge un po' la limitatezza dell'inquadratura in soggettiva per un gioco del genere, che richiederebbe forse uno sguardo più esteso e comprensivo sull'andamento del ranch, ma la soggettiva rende perfettamente l'idea di quello che può significare essere l'unico umano su un pianeta pieno di creaturine caotiche di cui ci si deve prendere cura.

Al centro di tutto questo ci sono infatti gli slime, esseri alieni che si presentano in varia tipologia, forma e dimensione e di cui dovremo presto imparare ogni caratteristica e variante essendo alla base dell'intera economia del gioco. Le creature possono essere aspirate e rilasciate all'interno di appositi recinti che sarà nostra cura predisporre e modificare in base alle esigenze per contenere in sicurezza le varie tipologie di alieni. Non si tratta infatti solo di collezionare creature esteticamente differenti, ma di gestire nel migliore dei modi un vero e proprio ecosistema alieno i cui componenti hanno evidentemente un'innata tendenza al caos più totale, guidati essenzialmente da due priorità nella vita: mangiare e produrre "plort". Quest'ultimo è l'elemento intorno al quale ruota l'economia, e dev'essere opportunamente aspirato e rilasciato all'interno di un macchinario apposito che si occupa del pagamento in maniera direttamente proporzionale alla quantità e alla qualità di materiale raccolto.

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Amati/odiati slime

Si crea ben presto un rapporto di amore/odio per queste creaturine, così carine ma anche così difficilmente gestibili. Da questo punto di vista è lodevole anche il lavoro svolto dagli sviluppatori nella costruzione di un'intelligenza artificiale in grado di far seguire alle diverse specie differenti pattern comportamentali molto semplici ma anche ben caratterizzati. Gli slime rosa sono i primi che si trovano sul pianeta e sono relativamente facili da gestire, mangiano qualsiasi cosa e non sono dannosi ma se lasciati senza controllo e in grande quantità riescono a organizzarsi salendo uno sull'altro per scappare dalle recinzioni, inoltre il loro plort non è redditizio come quello di altre specie. Gli slime rocciosi rossi o blu producono scarti di grande qualità e ben pagati ma hanno un comportamento imprevedibile e possono provocare danni quando si muovono velocemente. Ci sono poi quelli volanti, quelli notturni e quelli giganti, tanto per fare esempi, e per ognuna di queste varietà è necessario trovare un sistema di contenimento adatto (alzando le recinzioni, chiudendole anche in alto, proteggendole dalla luce) e un giusto metodo di alimentazione.

Ogni specie mangia infatti cose diverse, e per assicurare un flusso costante di cibo diventa necessario dedicare spazi nel ranch anche per la coltivazione di materie prime alimentari tra grano, galline, alberi da frutto e quant'altro. L'importante è tenere sempre sotto controllo la situazione, perché si può investire progressivamente in sistemi sempre più sicuri e automatizzati per il ranch (recinzioni di alto livello, macchinari per la distribuzione del cibo e per la raccolta di plort) ma non c'è mai la sicurezza che fili tutto liscio quando l'allevamento conta tante specie diverse, considerando anche che quelle più rare e remunerative hanno spesso la tendenza ad avere caratteri e comportamenti altrettanto difficili da gestire. Pertanto ci si trova sempre ad alternare le fasi di esplorazione con le corse verso il ranch a controllare che vada tutto bene, sviluppando un rapporto di affezione e timore per queste bizzarre e notevolmente vitali creaturine aliene. Come dei novelli gremlin, ci sono regole generali da seguire per evitare i disastri, come evitare di mischiare le specie e tenere particolarmente lontane alcune tipologie da altre, perché selvaggi come sono gli slime tendono a mangiare i plort altrui e generare bizzarre fusioni che possono essere preziose ma anche nefaste nell'equilibrio dell'ecosistema.

Obiettivi Xbox One

I 1000 punti sono distribuiti su ben 57 obiettivi sbloccabili, dunque in media dal punteggio piuttosto basso ognuno. Non avendo una vera e propria storia, gli achievement di Slime Rancher sono tutti basati sulle performance che vanno dalla scoperta di nuove aree a determinate azioni fatte. Insomma, semplicemente giocando è facile sbloccarne una buona quantità.

Vita bucolica spaziale

Si tratta chiaramente di un progetto indipendente a budget limitato, eppure le scelte estetiche intraprese da Monomi Park rivelano una coerenza notevole nella visione del gioco, che risulta basato su uno stile ben caratterizzato e non banale. È vero che la carineria generale può sembrare un po' ruffiana, ma nasconde un bizzarro contrasto con le difficoltà gestionali e certe cattiverie intrinseche nella meccanica del gioco (sparare gli slime dall'arma o bruciarli in un inceneritore sono pratiche considerate normali nella cura della propria fattoria), per non parlare dell'assurda situazione di dover fare soldi rivendendo gli escrementi delle creature. È chiaro che l'umorismo sotteso alla strana storia dell'allevatrice spaziale Beatrix LeBeau va ben oltre i sorrisini un po' assenti degli slime, esserini comunque davvero dotati di un certo carisma. La stilizzazione rientra ovviamente anche nella necessità di far quadrare i conti in termini computazionali e di complessità grafica, ma l'importante in questi casi è riuscire ad emergere con uno stile originale e caratteristico, e su questo fronte Slime Rancher raggiunge pienamente l'obiettivo.

Si notano ancora delle sbavature tecniche su Xbox One, soprattutto per quanto riguarda il frame rate che appare alquanto instabile in diverse situazioni, ma è possibile che si tratti di problemi facilmente risolvibili con aggiornamenti successivi, anche se dopo un periodo di accesso anticipato così lungo avremmo preferito non dover dover aspettare ulteriori update per poter giocare senza problemi. La compattezza stilistica comprende anche il comparto audio, che non si distingue per qualità particolari ma si incastra perfettamente nella strana atmosfera bucolica/aliena, a tratti infernale, di questo strano gioco. La delicatezza con cui sono tratteggiate le ambientazioni e la varietà di queste rende poi veramente piacevole l'esplorazione del pianeta, attenuando il senso di monotonia che può sopraggiungere nelle numerose e frequenti incursioni tra il ranch e le diverse aree del mondo.

Multiplayer.it

8.4

Lettori (10)

7.4

Il tuo voto

Il senso di compiacimento che accomuna un po' tutti i videogiochi basati su una qualche riproduzione della vita agreste assume una declinazione particolare in Slime Rancher, che risulta in questo senso un esperimento veramente originale. Alla soddisfazione nella corretta gestione del ranch si aggiunge il collezionismo delle diverse creature aliene e la curiosità nell'esplorare lo strano mondo che ci circonda. Il gioco riesce bene ad equilibrare queste componenti, arricchito anche da una marcata identità data dalla particolare caratterizzazione grafica. Al di là dei documenti sparsi in giro, forse un sostrato narrativo o una maggiore varietà e quantità di eventi possibili al di fuori della meccanica della caccia/allevamento avrebbe aiutato a evitare un senso di monotonia che sopraggiunge una volta esaurita la spinta alla scoperta e all'espansione della collezione, ma per quanto questo arriverà, Slime Rancher avrà probabilmente già compiuto il suo dovere.

PRO

  • Ottime meccaniche di gestione del ranch
  • Gli slime sono meravigliosamente irresistibili/terribili
  • Buon bilanciamento tra fasi esplorative e cura del ranch

CONTRO

  • Qualche calo di fluidità
  • L'impostazione in soggettiva a volte ostacola una visione chiara d'insieme
  • A lungo andare diventa monotono