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Redazione

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Champions OnlineSuper si nasce, eroi si diventa 26

Cryptic abbandona Liberty City per Millennium City e ci chiede di seguirla in una nuova avventura in costume

Quella del MMORPG di successo è una formula complessa, dominata da due ingredienti tanto facili da riconoscere (per noi consumatori!) quanto difficili da dosare per chi il gioco ha l'onere di crearlo, in quanto spesso antitetici: accessibilità e profondità. Super si nasce, eroi si diventa Un gioco di ruolo online, indipendentemente dal modello di business, ma a maggior ragione se prevede una classica sottoscrizione a pagamento mensile come nel nostro caso, vive grazie al contributo prolungato nel tempo di un gran numero di giocatori. Punta insomma ad attrarre un'ampia base di utenti (e a esser quindi facile da prendere in mano oltre che catturare subito l'immaginazione) che vadano avanti a giocare il più a lungo possibile (laddove longevità deriva da profondità - del gameplay, dei contenuti e così via). "Esagerare" da un lato significa creare un titolo di nicchia: pensate a un Eve Online, infinito ed eterno ma con una curva di apprendimento più dura della vita vera. Dall'altro lato dello spettro abbiamo la costellazione "casual" dei MMORPG, magari free to play, più immediati di Tetris e altrettanto ricchi di sorprese. Non esiste equilibrio perfetto se non quello dato dalle aspettative di ogni giocatore, ma quel che possiamo fare è giudicare l'efficacia e la coerenza con cui un MMORPG aderisce alla formula - e dunque il pubblico - prefissata. Se insomma centra l'obiettivo, cosa che Champions Online - e finalmente ci arriviamo - riesce a fare, anche se un po' di misura e in maniera non proprio spettacolare.

Spigoli da smussare

Champions Online vuole essere un MMORPG immediato e accessibile e a buon diritto. Già il suo predecessore City of Heroes si fregiava di una semplicità quasi casual che era una vera novità rispetto ai titoli contemporanei, carichi di statistiche, skill, talenti e così via. Interfaccia e menù (di stampo warcraftiano evidentemente) sono familiari, così come la gestione dei party e della chat, l'elementare inventario e persino il simbolismo di punti di esclamativi e interrogativi sospesi sugli NPC: non fosse per il tempo gioiosamente speso a fantasticare sull'editor di personaggi, vi ritrovereste a picchiare i primi alieni a pochi secondi dall'installazione. Super si nasce, eroi si diventa E' un fatto però che una buona parte di sì tanta lodevole immediatezza, si riveli poco più di una illusione, sin dai primi passi nella locazione tutorial, dove ci si ritrova davanti a finestre e finestre di testo da leggere spesso su particolari quasi insignificanti, mentre pochissime parole vengono spese per introdurre i giocatori alle sole meccaniche fondamentali del gioco stesso. Come il fatto, ad esempio, che non ci siano classi predefinite: in fase di creazione è possibile scegliere un "framework" fra i diversi archetipi disponibili (poteri basati su fuoco, gelo, magia, armature potenziate, superforza...), ma la cosa non è minimamente vincolante e si ha anzi la possibilità di scambiare i primi due poteri "di serie" con qualsiasi altro di pari livello. Anche a costo di dare origine a combinazioni del tutto inefficaci o prive di senso, il che, data la praticamente totale assenza di indicazioni per il neofita, è la ragione per cui è consigliabile adeguarsi ai framework preimpostati, almeno in fase di creazione. Man mano che si aumenta di livello, la possibilità personalizzazione dei nostri poteri fiorisce in modo completo e incontrollato quanto quella estetica: peccato però che al contrario del nostro costume, dalla bontà delle nostre scelte in fatto di punteggi e skill dipende l'efficacia del nostro personaggio e di riflesso il nostro divertimento o frustrazione. Champions non fa decisamente un buon lavoro nello spiegare le regole Super si nasce, eroi si diventa sottese agli spesso ermetici nomi delle sue varie statistiche. Sfidiamo chiunque a stimare l'importanza di "Ego" o "Presence" nell'economia del gioco, piuttosto difficile da cogliere, specie (ma non solo) per noi italiani, mai esposti allo storico ma poco diffuso gioco di ruolo da tavolo originale. Certo, in caso di errori è possibile effettuare correzioni con un bel reset o "respec" che dir si voglia (in ossequio alla cultura del fumetto, si chiama "retcon", bel tocco di classe), ma nell'apparente tentativo di scoraggiarne un uso eccessivo (che data la mancanza di classi e la totale libertà di personalizzazione si tradurrebbe nell'inutilità di creare ulteriori personaggi dopo il primo) Cryptic ha imposto un prezzo così proibitivo che dovrete davvero augurarvi di commettere meno errori possibile. Strano modo di disincentivare la sperimentazione, così incoraggiata in ogni altro aspetto del gioco. Persino il crafting, di per sè elementare al limite del semplicistico, riesce ad essere fonte di grattacapi, quando i bonus conferiti dagli oggetti creati non sono documentati o vengono definiti in modo puramente qualitativo. Altrove Champions torna ad essere user friendly in modo brillante, come nel caso del sistema di "sideckicking", che permette di fare esperienza con amici di livello superiore al proprio, interpretando il ruolo della classica "spalla" di un super eroe più maturo (con equa spartizione dell'esperienza). E che dire del fatto che non ci siano server di gioco monolitici e non comunicanti? Ogni zona principale è a tutti gli effetti una enorme istanza, presente in molteplici copie ed è possibile saltare dall'una all'altra e giocare con chi più ci aggrada. Un meccanismo simile agli hub di Guild Wars, ma in scala maggiore e coinvolgente l'intero mondo di Champions Online.

Contenuti: pochi ma buoni

A proposito del mondo di Champions Online, un punto non entusiasmante è quello relativo ai contenuti, un po' pochi e distribuiti in modo a volte discontinuo. Le zone attualmente sono solo 5, e il fatto che non esistano aree di partenza esclusive per eventuali classi o razze, significa che ogni nuovo personaggio si ritroverà a combattere gli stessi nemici e rifare le stesse quest. Finita l'istanza di tutorial ci viene chiesto se recarci alternativamente in Canada o in New Mexico, ma di fatto le esplorerete entrambe fino all'ultimo metro alla ricerca di quest da fare. Le missioni infatti non sono in numero sufficiente a sostenere una crescita continua, se non per i primi livelli, ma una volta raggiunta la metà del gioco (e le locazioni di Monster Island e il regno subacqueo di Lemiria) il loro numero cala drasticamente, fino a un vero e proprio "buco" di quest che vi costringerà al più tedioso dei grind, macinando nemici in giro per la mappa guardando l'indicatore dell'esperienza avanzare lentamente. Fortunatamente nella seconda metà compaiono i Lair, dungeon istanziati da fare in gruppo molto ben fatti e divertenti, ma anche in questo caso, i numeri non sono ideali e non implicano scelte o alternative per i giocatori: bisogna fare tutto e spesso più volte. Super si nasce, eroi si diventa Si badi che Champions Online è tutto fuorchè un MMORPG frustrante o noioso, ma ciò non toglie che abbia un oggettivo problema di "ritmo" e non è solo una questione di contenuti sottodimensionati e a tratti diluiti fino a sparire. Il senso di ricompensa che si ha dal progredire di livello è intanto minato alla base dal fatto di apparire sin dal primo istante esattamente come vorremmo essere: le modifiche estetiche aggiuntive che si possono guadagnare sono marginali e di fatto un personaggio appena creato appare identico a uno del massimo livello. Tempo appena un paio d'ore e con il raggiungimento del quinto livello si ottiene l'avanzamento probabilmente più importante dell'intero gioco, ovvero il Travel Power: volo, teletrasporto, supervelocità eccetera. Una conquista inizialmente inebriante, che ha il pregio di minimizzare i periodi vuoti fra un combattimento e l'altro, ma che avviene troppo presto in quanto fa apparire ogni successiva faticosa, conquista quasi insignificante. Ricevere un potere ogni 3 livelli significa impiegare decine di ore di gioco per accumulare appena una manciata di skill che aggiungano un minimo di varietà a un sistema di combattimento divertente e dal sapore molto "action" (tasto per parare, poteri che si caricano in intensità tenendo premuto il pulsante ecc.) ma sulle prime invariabilmente monotono. Super si nasce, eroi si diventa Anche la caratteristica più originale di Champions Online, la possibilità di progettare e liberare nel gioco la nostra Nemesi ufficiale, il super criminale NPC perfetto creato apposta per tormentarci, si presenta troppo tardi, al 25esimo livello. Quando sarebbe stato perfetto condividere la genesi del nostro personaggio con quella del nostro arcinemico o almeno iniziare a vivere una storia comune sin dagli albori delle rispettive carriere. Fortunatamente il mondo stesso è vibrante e bello da vedere e i nuovi filtri "fumettosi" applicati alla grafica sono ben riusciti. Le 4 locazioni già citate sono abbastanza convenzionali nel look, ma Millennium City - che è anche la più simile al vecchio City of Heroes - è bella ed emozionante da esplorare. Uno dei pregi del gioco è quello di apparire più "vivo" e vibrante di qualsiasi altro MMORPG che abbiamo provato, con nemici che non se ne stanno li a gironzolare per i fatti loro in attesa del pull, ma sembrano sempre impegnati in qualche malefico intento che richiede il nostro intervento, sia esso rapinare o minacciare un NPC o discutere fra loro del miglior modo per procurarsi il prossimo pranzo a base di carne umana. Peccato che il motore grafico non sembri essere particolarmente efficiente e come anticipato in fase di preview, e che il gioco si sia rivelato piuttosto esoso di risorse per essere un MMORPG a dispetto di una grafica che, pur originale e con uno stile interessante, sembra essere tutto fuorchè rivoluzionaria. La latenza che affligge interfaccia e menu particolarmente lenti poi non contribuiscono a migliorare un quadro tecnico particolarmente roseo.

Chaompions Online sfoggia più di qualche contraddizione, specie in termini di supposta accessibilità opposta a una mancanza di chiarezza nei suoi dettagli. Ciò non toglie che sia un titolo estremamente divertente da giocare, che potrebbe fare ancora meglio con una più omogenea distribuzione dei contenuti e un ritmo di progressione più uniforme e gratificante. L'unica cosa che i giocatori di MMORPG detestano più delle quest che incoraggiano il grind, è grind senza le quest. Qui ne troverete in buona quantità. Difficilmente vi terrà impegnati per anni, specie se siete abituati ai suoi concorrenti più blasonati; se però vi ci accosterete non nell'ottica di un MMORPG, ma con quella di un normale Action RPG da giocare con gli amici, vi darà abbastanza soddisfazioni perchè ne sia valsa la pena. Se poi Cryptic saprà rifinire i suoi punti più spigolosi e incrementarne i contenuti,la sua attrattiva migliorerà!

Matteo Caccialanza
 

Pro

  • Gameplay semplice e divertente
  • Graficamente originale
  • Travel powers curatissimi e ispirati
  • L'unico nel suo genere!

Contro

  • Minima documentazione di skill e stat
  • Ritmo di progressione discontinuo
  • Tecnicamente poco robusto
  • I contenuti finiscono presto

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Processore: Intel E8400 Core2Duo
  • RAM: 2 GB
  • Scheda video: NVIDIA GeForce 8800
  • Requisiti Minimi
  • Sistema operativo: Windows® XP, Windows Vista o Windows 7
  • Processore: 2.5GHz Single Core or 1.8GHz Dual Core
  • RAM: 1 GB
  • Scheda video: Scheda grafica DX9 con supporto per Pixel Shader 3.0
  • DirectX: 9.0c
  • Hard Disk: 8GB